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MOBILITAZIONE DEI PRECARI ALL’ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA DI VIA VIGNA MURATA

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Rischio per monitoraggio sismico e vulcanico nazionale
"E’ circa un mese che siamo in agitazione, che abbiamo contatti con la stampa ed incontri con i politici, per arrivare al cuore della questione sul precariato ed ottenere un’interpellanza parlamentare negli emendamenti

Siamo scesi in piazza più volte, appoggiati pienamente anche dalla nostra dirigenza, ed il prossimo appuntamento sarà a Palazzo Madama in occasione della discussione sulla Legge? affermano i precari dell?Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di via di Vigna Murata. La Legge in questione è la 133/2008 ed in particolare l?emendamento 37 bis con cui il Governo intende abrogare le norme sulla stabilizzazione dei lavoratori precari dell’università, della ricerca e di tutta la pubblica amministrazione.
L?Istituto conta circa 1000 lavoratori, dei quali 400 con contratto a termine (tempo determinato, co.co.co., co.co.pro., assegni di ricerca, borse di studio). Nella sola sede di via Vigna Murata i lavoratori preoccupati per il loro futuro sono in tutto134 (tra ricercatori, tecnici e amministrativi) dei quali 69 inseriti nelle liste di stabilizzazione (Finanziarie 2007-2008).
Carlo Alberto Brunori, ricercatore precario dell?INGV di Roma, ha affermato: ?In totale i precari dell’INGV (tutte le sedi italiane) sono oltre 400 dei quali circa 240 stabilizzandi. Se nel 2005 le dotazioni organiche (posti di lavoro) sono state ridotte del 5%, oggi Brunetta le riduce ancora, stavolta del 10%, con la legge 133 del 6 agosto 2008, causando addirittura la sovra-saturazione delle dotazioni organiche. Quindi, non solo non abbiamo potuto partecipare a concorsi nel passato (concorsi bloccati dal 2002), non possiamo nemmeno essere immessi in ruolo (stabilizzati o vincere concorsi) per l’impossibilità, di fatto, ad assumere chicchessia, stabilizzando o meno, con o senza concorsi. E, dato il divieto di rinnovo dei contratti a tempo determinato, verremo espulsi dal "sistema ricerca"…. perché…. bravi (altamente qualificati)!?, vecchi(35-40 anni)!? Antieconomici (spesso importiamo fondi dall’estero)!??.
Secondo i precari dell?INGV, minare il futuro dei lavoratori a termine significherà mettere in crisi anche la sicurezza del paese. Ora infatti, grazie all?apporto del lavoro precario, in caso di evento sismico o vulcanico, l?Istituto fornisce entro 5 minuti al Dipartimento di Protezione Civile e al Ministero degli Interni tutte le informazioni necessarie per un intervento tempestivo. Inoltre ridurre gli organici e non rinnovare i contratti a termine significherà per la ricerca italiana perdere personale altamente specializzato. Effettivamente l?Istituto svolge attività di ricerca con risultati di assoluta eccellenza e nel 2008 ?sciencewatch.com? lo identifica come il primo istituto di geofisica al mondo per qualità di lavori e pubblicazioni. Chi pubblica questi studi scientifici? Gli autori per il 75% sono precari.

Simona D?Auria