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Monti dell’Ortaccio: la Conferenza di Servizi dice No, ma la Valle Galeria ancora non e’ salva

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Per Sottile e Cerroni non ci sono alternative e i cittadini continuano a manifestare. Intanto si avvicina la chiusura di Malagrotta.

La Conferenza di Servizi del 23 settembre scorso ha dato parere negativo sul progetto della Co.La.Ri. riguardante il sito di Monti dell’Ortaccio. “Tutti e quattro gli enti convocati hanno dato parere negativo per Monti dell’Ortaccio – spiega il Presidente del Municipio XV, Gianni Paris – inoltre anche l’Enav ha spiegato che non si può far sorgere una discarica a meno di 13 chilometri da un aeroporto”. Considerazione questa che toglierebbe dai giochi anche altri siti indicati, sia come provvisori che per la discarica definitiva.
La Co.La.Ri. attraverso il suo portavoce, ha fatto sapere di non demordere, e di considerare Monti dell’Ortaccio una soluzione di tutto rispetto per accogliere lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti romani. Della stessa opinione è il prefetto Sottile: “Sono sempre fiducioso, anche perché non vedo alternative a questa discarica. Al momento, il territorio non offre null’altro. Tutti coloro che protestano, difendendo il loro spicchio di territorio, devono capire che qui si rischia davvero molto, perché a gennaio saremo messi male”. Non sono mancate le critiche alle parole del Prefetto, fra tutte quelle dei Presidenti Paris e Bellini che in una nota spiegano che le alternative esistono e sono state prospettate proprio dai Comitati: “Questa mattina i movimenti del fronte del No, come già anticipato in incontri precedenti con Alemanno e Zingaretti, hanno proposto un percorso alternativo a quello di Sottile. Occorre costituire immediatamente un tavolo di lavoro con il Commissario, il Comune, la Regione, la Provincia, i Municipi interessati e l’AMA, per prendere subito tre decisioni”. I Presidenti dei Municipi XV e XVI prospettano per prima cosa lo smaltimento, fuori dalla regione o dal Paese, dei rifiuti che al 31 dicembre non saranno trattati o differenziati. Altra decisione da prendere riguarda l’individuazione del sito definitivo per la discarica, fuori dalla Valle Galeria, ma solo per rifiuti adeguatamente trattati. L’ultima misura riguarda la gestione dei rifiuti, rigorosamente trattati, distribuendoli nelle sei discariche della provincia di Roma, in attesa dell’apertura del sito definitivo.
Ma la fine delle proroghe per Malagrotta si avvicina e il rischio è quello di non trovare una soluzione per tempo. “Il Prefetto Sottile prenda atto della realtà, non si nasconda dietro a formalismi e scuse e la smetta con questo accanimento su Monti dell’Ortaccio – dichiara il Presidente dei Verdi alla Regione Lazio, Nando Bonessio – Ormai anche se venisse utilizzata come una soluzione siamo fuori tempo massimo e non si sa cosa potrebbe succedere dal 1° gennaio, o meglio possiamo immaginarlo”. Lo scenario prospettato da Bonessio non certo dei più rosei: elezioni alle porte senza un sistema rifiuti funzionante, con montagne di tal quale che, con molta probabilità, saranno spostati all’estero, “il tutto perché con ben trenta mesi di proroghe a Malagrotta non si è fatto nulla, finendo per favorire i ‘poteri forti della monnezza’, quando sarebbero bastati sei mesi per avviare il ciclo virtuoso e sostenibile dei rifiuti. Se si fosse voluto oggi avremmo la differenziata a Roma al 50%”.
Una delle motivazioni del ‘no’ presentato dai municipi XV e XVI riguarda il ‘vizio’ con cui sarebbe iniziata la Conferenza di Servizi. La questione è stata presentata in conferenza stampa congiunta dai Presidenti Paris e Bellini: “Alla metà d’agosto ci sono stati alcuni lavori di sbancamento nel sito di Monti dell’Ortaccio – spiega Paris – alle richieste ufficiali da parte dei Vigili, la società di Manlio Cerroni ha dichiarato di utilizzare la terra per il Capping di Malagrotta – la copertura con terriccio dei rifiuti in discarica – come previsto da decreto ministeriale. Purtroppo – sottolinea Paris – questo tipo di lavori sarebbe totalmente fuori legge, dato che nel decreto citato dalla Co.La.Ri. è espressamente vietato l’utilizzo della terra di Monti dell’Ortaccio per il Capping”. La Conferenza di Servizi è iniziata ancor prima della conclusioni delle indagini da parte della Procura sui lavori effettuati nel sito di Monti dell’Ortaccio: “Non sarebbe possibile ammettere lo svolgimento di una conferenza che potrebbe portare alla scelta di un sito sottoposto ad indagini – dichiara Bellini – un vizio iniziale non superabile, a nostro parere, nemmeno con i poteri straordinari del Commissario Sottile. La perdita di credibilità dell’Avv. Cerroni in questa vicenda avrebbe già dovuto orientare verso un parere negativo”.
“Il Municipio XV ha ordinato uno stop immediato ai lavori a Monti dell’Ortaccio – ha continuato Paris – e il ripristino dello stato dei luoghi alla E. Giovi Srl, la società che sta realizzando gli interventi per la discarica. Le nuove verifiche, condotte dal XV Gruppo della Polizia di Roma Capitale, hanno confermato che i lavori realizzati dalla società sono privi di autorizzazione, come peraltro ammesso dallo stesso interessato e come si legge nel verbale del 26 settembre trasmesso anche alla Procura della Repubblica”.
Le paure degli amministratori locali e dei cittadini riguardano ancora una volta il pericolo che la discarica da provvisoria si tramuti in definitiva. Condizione fondamentale sarebbe quindi quella di scegliere dapprima il sito definitivo, per poi concentrarsi su quello provvisorio. Non è difficile immaginare le battaglie e i problemi che si incontreranno nella definizione della nuova discarica di Roma, figuriamoci quindi se potrà essere un procedimento attuabile in breve tempo. “La lunga manfrina sui rifiuti si concluderà nel modo che andavamo preannunciando da mesi – dichiara in una nota il Capogruppo e Segretario regionale dell’Italia dei Valori, Vincenzo Maruccio – È stato scelto di prolungare l’emergenza all’infinito, chiudendo una discarica e tentando di aprirne un’altra, anche se di fatto si trattava di un ampliamento della precedente. Un nulla di fatto con Alemanno e Polverini che non si sono assunti le responsabilità che i loro mandati imporrebbero e lasciano tutto com’è. Roma e il Lazio non avranno neanche stavolta un sistema di smaltimento rifiuti moderno. L’Idv – prosegue Maruccio – lotterà per fermare questa decisione e rilancia la sua proposta, già sperimentata a Napoli: smaltimento dei rifiuti all’estero per il periodo necessario alla costituzione di una filiera di raccolta differenziata, riciclaggio e smaltimento ecocompatibile – conclude – Un sistema uguale a quello di tutte le città moderne dove non è necessario individuare una nuova discarica per chiuderne un’altra. Per questo sarebbe il caso che Alemanno torni a San Francisco, stavolta non per diletto ma per studiare meglio un sistema di smaltimento rifiuti serio”.
Nei giorni successivi al ‘no’ della Conferenza di Servizi, non sono cessate le proteste dei cittadini della Valle Galeria, che hanno bloccato l’ingresso alla discarica di Malagrotta. Altro episodio riguarda un residente della Valle che il 26 settembre si è incatenato ad un cartellone a sette metri dal suolo, sul quale campeggia il progetto di ripristino della discarica. Le richieste di Celestino Leonetti, questo il nome del manifestante, riguardano un colloquio con il Ministro Clini e il Premier Monti. Immediate le reazioni di solidarietà a questo gesto: “Nonostante le contrarietà manifestate ieri in sede di Conferenza di Servizi da Municipio XV, Roma Capitale, Provincia di Roma, Regione Lazio ed ENAC, l’idea di una nuova discarica a Monti dell’Ortaccio è diventata paradossalmente più concreta – dichiara in una nota Alessio Conti, Capogruppo Lista Civica in Municipio XV – solo a quel punto Celestino si è andato ad incatenare a Malagrotta”. Tra manifestazioni dei cittadini e dichiarazioni politiche la situazione della Valle, seppur con un ‘no’ formale della Conferenza, non è ancora salva. Sembrerebbe non valere per questo territorio, già martirizzato da decenni di Malagrotta, lo stesso iter che ha portato all’esclusione di Riano prima e di Corcolle dopo. Una cosa è certa, le scadenze si avvicinano e la gestione di questa crisi sta diventando sempre più questione di mantenimento dell’ordine pubblico. Le responsabilità di questa conduzione approssimativa del problema rifiuti, seppur spartite fra tutte le istituzioni in maniera bipartisan, dovranno essere assunte da qualcuno. Quello che vogliamo ricordare al Prefetto Sottile, divenuto Commissario con poteri straordinari, è che da grandi poteri derivano grandi responsabilità.

Leonardo Mancini