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Municipio IX: stop ai toponimi, via libera allo Stadio

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Continua la protesta contro la mancata firma di Tronca sui Piani di Recupero

Tratto da Urlo n.136 giugno 2016

MUNICIPIO IX – Possibile che in questa città per veder riconosciuti i diritti si debba mettere a rischio la vita? In alcuni casi sembra proprio di sì. È quanto successo all’ex Consigliere Pd in Municipio IX, Alessandro Lepidini, colpito da un malore al terzo giorno di sit-in e di sciopero della fame su piazza del Campidoglio. La protesta del Consigliere Dem riguarda la richiesta di firma, da parte del Commissario Straordinario Tronca, delle delibere per l’attuazione dei piani di recupero di due toponimi (centri abitati) nell’estrema periferia del Municipio IX: Santa Fumia e via Ardeatina-Villa Balbotti (Paglian Casale).

La protesta è iniziata nella giornata del 25 maggio scorso con un sit-in di cittadini che poi ha lasciato il posto alla manifestazione solitaria di Alessandro Lepidini: “Senza la firma non me ne vado – ha scritto il Consigliere – è necessario adottare i piani di recupero di due centri abitati che aspettano da tempo l’approvazione delle opere di urbanizzazione, quali strade, illuminazione pubblica, scuole e servizi”.

Il problema, a quanto riferito dal Gabinetto del Commissario e dal Prefetto Ugo Taucer, è che la firma di tale atto esulerebbe dai poteri concessi alla gestione commissariale. “Questa interpretazione – puntualizza Lepidini – urta con il decreto di conferimento dei poteri del Presidente della Repubblica al Commissario”. I poteri, a quanto pare non ci sarebbero, e la questione viene rimandata al prossimo inquilino del Campidoglio. “Il Municipio – rilancia Lepidini – ha indicato più volte questa urgenza come priorità politica e il primo febbraio lo stesso Taucer ci aveva rassicurato sull’approvazione dei toponimi”. Prima del ricovero Lepidini si è recato al Quirinale dove ha consegnato una lettera urgentissima al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere il suo autorevole intervento. “Ho sottolineato al Capo dello Stato che non approvare oggi le delibere sui piani di recupero significa perdere non solo un anno e mezzo di lavoro, ma la stessa fiducia riposta dai cittadini nelle istituzioni, che continuano a sentirsi abbandonati”.
Durante i giorni di protesta sono arrivate diverse attestazioni di solidarietà all’ex Consigliere Lepidini. In primis il Presidente uscente, e ricandidato per il Pd in Municipio IX, Andrea Santoro, che ha fatto visita al presidio in piazza del Campidoglio. Ma anche il Consigliere regionale Pd Riccardo Agostini è intervenuto sulla vicenda “che in alcuni casi si trascina da quindici e più anni e in molti di questi casi la Regione Lazio, cui è demandata l’approvazione definitiva dei piani, sta aspettando solo la trasmissione di alcuni atti”. Anche per Agostini la decisione del Commissario non troverebbe riscontro nella mancanza dei poteri: “Sono nell’elenco delle delibere già pronte per essere firmate da Tronca e che il Commissario si rifiuta di firmare asserendo, a torto, di non avere i poteri per farlo – aggiunge Agostini – Ci sono situazioni analoghe in tutta la città. Casi nei quali basterebbe un sollecito agli uffici per chiudere questioni che si trascinano da tempo”. Nonostante questo, la protesta di Lepidini arriva in un momento delicato dal punto di vista urbanistico, coincidendo con la presentazione in Comune e Regione del progetto del Nuovo Stadio della Roma, sul quale “il Commissario Tronca ha annunciato che intende fare ogni sforzo per dare il via libera del Campidoglio prima dell’insediamento del nuovo Sindaco. Parliamo di una speculazione di enormi dimensioni e della conseguente devastazione di un’area naturalistica di straordinario pregio – spiega Lepidini – È sconcertante che il Commissario dal 16 marzo non abbia trovato il tempo di adottare i piani di recupero ma s’impegni in tempi record a dare l’ok sul progetto Stadio. Evidentemente – conclude – il tanto decantato perimetro delle competenze è a completa discrezione del Commissario, il quale dovrebbe spiegare perché tutti i toponimi sono fermi da mesi, mentre per lo Stadio della Roma e la pesante speculazione che lo accompagna, si è pronti a fare gli straordinari”. In ogni caso la protesta non sembra aver smosso la macchina amministrativa, così la firma dei due toponimi rimane in attesa del prossimo Sindaco, allungando ancora i tempi di un atto così importante. 

Leonardo Mancini