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Museo Civiltà Romana: il Municipio IX torna a chiedere la riapertura

Il polo museale dell’Eur si appresta a ‘festeggiare’ i sei anni di chiusura

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Tratto da Urlo n.174 Dicembre 2019

EUR – Il prossimo gennaio saranno sei anni che il Museo della Civiltà Romana dell’EUR ha chiuso i battenti. Il 28 gennaio del 2014, infatti, le sale del polo museale e del Planetario e Museo Astronomico dell’Eur hanno smesso di accogliere i visitatori per procedere agli impellenti lavori di adeguamento, necessari per rendere sicuro il posto di lavoro dei dipendenti della struttura. Nonostante le richieste dell’allora minisindaco Santoro e le rassicurazioni del Sindaco Marino, l’iter per la ristrutturazione è rimasto da subito bloccato. A tre anni dalla chiusura la vicenda è tornata poi sotto i riflettori, grazie all’attento lavoro di un gruppo di cittadini che hanno iniziato ad incalzare le istituzioni attraverso la pagina Facebook ‘Riapriamo il Museo della Civiltà Romana’. Purtroppo ad oggi, nonostante il lavoro della Commissione Cultura in Campidoglio, il pressing dei cittadini e la rinnovata attenzione delle istituzioni municipali, ancora non sembra esserci sicurezza su una riapertura a breve del polo museale. Situazione diversa per il Planetario, istituzione culturale gemella che, dopo aver girato su varie sedi nella Capitale, potrebbe nei prossimi mesi rientrare nella sua ubicazione originale.

L’IMPEGNO DEL MUNICIPIO

Per tornare ad accendere i riflettori sulla vicenda, il Municipio IX ha votato in commissione Cultura (e nei prossimi giorni passerà anche in Consiglio Municipale) un atto di indirizzo politico per chiedere la riapertura del Museo. A parlarne è la consigliera del M5s e presidente della commissione Alessandra Tallarico: “Chiediamo che venga determinata con urgenza la previsione di spesa da parte dell’ente competente e che tale somma sia stanziata nel bilancio di previsione 2020 di Roma Capitale. Chiediamo inoltre di garantire un sistema di sorveglianza utile alla sicurezza ed al decoro, funzionale alla tutela dell’area interna ed esterna adiacente il Museo”. Questo perché, come ricordano i cittadini dell’Associazione Conosciamo l’Eur, le aree esterne al Museo, in questi anni di chiusura e abbandono, sono divenute oggetto di continui festini notturni. È infatti con i cittadini dell’Associazione che la commissione municipale ha redatto questo atto: “si vuole riaffermare l’importanza della riapertura integrale del Museo per il territorio e la necessità di lavorare per riaprire perlomeno la sala del plastico di Gismondi della Roma Imperiale, assieme al ritorno del Planetario”, ha seguitato la consigliera Tallarico. C’è da ricordare che in questi anni la chiusura del Museo ha suscitato moltissime proteste e migliaia di persone, tra cui anche archeologi, studiosi, intellettuali, hanno sottoscritto un appello che esprime preoccupazione circa la modalità di conservazione delle opere.

TEMPI LUNGHI

La rinnovata attenzione da parte dell’istituzione municipale, con la stesura di un atto di indirizzo politico, ha riscosso il favore dei molti cittadini da tempo impegnati per la riapertura: “Speriamo che si arrivi almeno a riaprire la sala del Plastico – afferma Massimiliano Sciarra, dell’Associazione Conosciamo l’Eur – Sono stati eseguiti i lavori sull’adeguamento della sicurezza ma mancano ancora degli elaborati dei collaudi e si sta procedendo sui danni per alcune infiltrazioni”. Ci spiegano inoltre che il 14 novembre è stato affidato un bando da 270mila euro per il colonnato, all’interno del quale ci sono due gallerie, una con i calchi della Colonna d’Adriano e l’altra di servizio, che devono essere impermeabilizzate. “Inoltre c’è bisogno di risistemare la sala del plastico dove ci sono ancora i segni delle infiltrazioni – seguita Sciarra – fa pensare il fatto che in sei anni già più di un ciclo scolastico abbia perso la possibilità di visitare il Museo. Sarà difficile che questo possa rientrare nei normali circuiti di visita una volta che verrà riaperto”.

Leonardo Mancini