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Nuovi rifiuti per la discarica Falcognana?

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LEO 0806

Con l’eventuale proroga, la Regione Lazio potrebbe autorizzare anche il conferimento di 191 nuove tipologie di rifiuti

Tratto da Urlo n.132 febbraio 2016

FALCOGNANA – Quelli che la vicenda la conoscono, e la battaglia l’hanno combattuta, non hanno dubbi: la situazione è #peggiodel2013. È questo motto, divenuto hashtag, a guidare la nuova protesta dei cittadini della Falcognana contro 191 nuovi tipi di rifiuti, 58 dei quali pericolosi, che potrebbero arrivare nella discarica di Fluff (plastiche derivate dalla rottamazione delle automobili) al Km 15,300 dell’Ardeatina. Ad autorizzare il conferimento di queste nuove tipologie di rifiuti, catalogate secondo i codici CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti), potrebbe essere la Regione Lazio, a seguito dell’approvazione della VIA (Valutazione Impatto Ambientale), avvenuta a metà dicembre 2015, che era stata richiesta dal gestore del sito (Ecofer), nel 2012. Solo un anno prima della difficile vertenza che ha visto i cittadini della zona, raccolti nel Presidio No Discarica Divino Amore, scontrarsi contro la volontà delle istituzioni Regionali, Comunali e Nazionali, di indicare il sito della Falcognana come alternativa alla chiusura della discarica di Malagrotta. Una vertenza che assunse carattere cittadino, portando diverse migliaia di persone in corteo nelle strade della Capitale. Oggi la situazione è molto diversa, come spiegano i cittadini del Presidio. Il rischio e quello di non venire ascoltati e di lasciare in ombra una vertenza che è tutta locale: “Abbiamo i documenti che provano l’immobilismo e le omissioni delle Pubbliche Amministrazioni nell’esame dei requisiti per la concessione delle autorizzazioni – informa il Presidio – Ci siamo rivolti alle autorità giudiziarie presentando un esposto pronti a rilanciare la mobilitazione per chiedere la tutela della salute pubblica”.
L’opposizione alle 191 nuove tipologie di rifiuti viene motivata tanto più per altri fattori che potrebbero incidere sul territorio, a prescindere dal conferimento dei nuovi rifiuti stessi: “L’AIA (Autorizzazione Impatto Ambientale, ndr) del 2010 è vicina alla scadenza, ma una proroga è impensabile a fronte delle gravi criticità all’interno del sito ripetutamente segnalate dall’Arpa Lazio – ci dice il Consigliere Pd e Presidente della Commissione Ambiente municipale, Alessandro Lepidini – cioè il superamento delle soglie di CSC (Concentrazioni Soglia di Contaminazione, ndr), così come il verbale del 2015 dell’Arpa che certificherebbe la presenza di percolato tra i teli impermeabili”. Sono tutti elementi che, secondo il Consigliere Dem, sarebbero già “sufficienti a respingere ogni ipotesi di proroga alla discarica senza aver prima escluso definitivamente ogni pericolo per la salute pubblica”.
A questo ha risposto la Ecofer, gestore della discarica: “L’impianto è stato progettato e costruito secondo i criteri previsti per lo smaltimento di rifiuti pericolosi – si legge in una nota – l’azienda è totalmente estranea al rilevamento di tracce di solventi alogenati riscontrate nella zona”, come detto dall’ordinanza del Commissario prefettizio di Pomezia. E per quanto riguarda i cattivi odori: “Le emissioni maleodoranti non sono riconducibili all’Ecofer, ma bensì sono dovute ad altra attività presente sul territorio”. Sulla presenza di liquido tra i teli, la legale dell’azienda precisa: “L’Arpa non parla di rottura dei teli, c’è un’infiltrazione tra il primo e il secondo telo, ma sotto c’è ancora 1.5m di argilla”. Dalla società puntano anche a placare gli animi, dicendosi disponibili ad aprire i cancelli ai cittadini e alle autorità. Inoltre: “La richiesta di integrazione di ulteriori codici CER – si legge nella nota dell’Ecofer – è oggetto di accurata istruttoria, secondo la normativa vigente in materia, ed è pertanto privo di fondamento il riferimento all’imminente arrivo di 58 rifiuti pericolosi”. In poche parole sono stati chiesti, perché la discarica sarebbe attrezzata al conferimento, ma non è detto che la Regione li autorizzi.
Per il M5S municipale la situazione è chiara, visti i pericoli per la salute e l’ambiente, non si sarebbero dovuti autorizzare nuovi rifiuti: “Questa concessione viene data irresponsabilmente ad un’attività autorizzata alla gestione di rifiuti pericolosi e non pericolosi che nel passato ha già fatto registrare più volte superamenti dei valori e senza che sia stato attivato un provvedimento di bonifica – scrive il Capogruppo, Giuseppe Mannarà – In questi due anni abbiamo più volte ricordato al Consiglio del probabile arrivo delle autorizzazioni a determinati CER, alcuni dei quali ritenuti pericolosi. Evidentemente i Consiglieri hanno sottovalutato o ritenuto infondati i nostri timori”. L’azione del M5S aveva portato questo tema anche in Campidoglio, alla Pisana e al Parlamento: “La mozione è arrivata con il M5S in Comune dove fu ritenuta inammissibile, mentre di quelle alla Regione e al Parlamento abbiamo perso le tracce”.
Sempre dall’opposizione municipale è il Capogruppo di Fi, Massimiliano De Juliis a prendere parola sulla vicenda, analizzando non tanto quello che sta avvenendo, ma quello che si sarebbe dovuto fare in precedenza: “Nel sito c’è un lotto (invaso, ndr) terminato, uno quasi pieno, e il terzo che si cercherà di riempire con altre cose, vista la diminuzione delle rottamazioni delle auto. Se si fosse parlato di rifiuti non pericolosi – seguita – e si fosse costruito un rapporto con i cittadini, sarebbe stato tutto più semplice. Invece ci troviamo con una forzatura della Regione che sembra aver puntato il Divino Amore come un territorio da punire. L’accanimento di Zingaretti e del Pd su questo territorio è quantomeno imbarazzante e per questo i cittadini hanno cominciato a riorganizzarsi per affrontare questa ennesima battaglia”.
I prossimi passi annunciati dalla politica municipale riguardano una interrogazione al Commissario Tronca che dovrebbe essere votata dal Consiglio Municipale nelle prossime settimane. È il Consigliere Lepidini a spingere per interrogare il Commissario, che sarebbe nelle facoltà di emanare un’ordinanza per “chiedere un riesame dell’AIA ripristinando i presidi ambientali e prescrivendo le urgenti indagini geoelettriche o tomografiche per accertare l’effettiva tenuta del telo di impermeabilizzazione”. Quello che in questo modo si vorrebbe combattere è “l’indifferenza degli uffici preposti rispetto ai fatti legati alla gestione dell’impianto, garantendo la tutela della salute degli abitanti del Divino Amore e la salvaguardia del nostro territorio e in questo senso – conclude Lepidini – sono convinto che il Presidente Zingaretti si adopererà per garantire la salute pubblica”.
Intanto nel centro destra c’è attesa per la risposta all’interrogazione presentata da Renato Brunetta al Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, e al ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti. Brunetta ha interpellato i ministri per sapere “quali azioni di indirizzo intendano assicurare al fine di fugare qualsiasi dubbio in merito alla completa, corretta e trasparente sequenza autorizzatoria – inoltre ha chiesto di sapere se i due ministri – siano a conoscenza del degrado che incorrerebbero l’ambiente, i beni culturali e l’area archeologica nell’ipotesi di ampliare ulteriormente il trattamento dei rifiuti pericolosi”.

Leonardo Mancini

(Foto manifestazione del 21 settembre 2013)