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Partono i lavori per il filobus. Spinaceto e Tor de’ Cenci restano a piedi

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Sulla mobilità del quadrante Spinaceto-Tor de’ Cenci rimangono solamente dubbi, ipotesi e ricordi, ma nulla di fatto

Spinaceto e Tor de’ Cenci sono quartieri che hanno circa 35 anni ciascuno. Negli anni ’70, quando vennero edificati, la Pontina e la Colombo cominciavano a popolarsi di vetture private, a bordo delle quali genitori e figli, raggiungendo l’Eur, potevano accedere all’allora nuovissima linea B della metropolitana. Successivamente quel traffico privato andò ad intensificarsi, ma esisteva una speranza, e si chiamava Linea C. Con gli anni i bambini crebbero, i genitori invecchiarono e le promesse di collegare il quadrante Spinaceto-Tor de’ Cenci si modificarono. La linea C venne progettata da tutt’altra parte e per molti anni (’80 e buona parte dei ’90) non se ne parlò più. Quei quartieri erano sorti regolarmente, ma sulla scorta di una corsa all’urbanizzazione che aveva prodotti i suoi danni. Con buona pace dei cittadini residenti. Quanta rabbia e frustrazione aveva prodotto quell’abbandono? Per fortuna la capacità di sopportazione dei residenti, in quest’area, è forte, ma esistono alcuni limiti ed i nostri amministratori, loro stessi vittima d’una situazione in gran parte ereditata, lo sanno bene.
Da qui parte l’annosa questione del corridoio Eur Tor de’ Cenci. “La vicenda nasce con il Vicesindaco Tocci e con il Presidente del Consiglio Comunale di Roma Luisa Laurelli – ricorda la memoria storica del quartiere, Augusto de Maglie – All’epoca decisero di risolvere il problema creando un progetto avveniristico, peraltro finanziato, di un collegamento attraverso una sorta di monorotaia”. Da lì in poi tra trenini veloci e metropolitane leggere, è stata un’orgia di proposte, tutte puntualmente disattese.
E questo nonostante, come riconosce il Consigliere municipale Pd Andrea Santoro, “nei 7 anni di amministrazione Veltroni, siamo riusciti ad ottenere più risorse che in qualsiasi altra epoca, per la mobilità nel Municipio XII”. Che ci sia stato qualcosa a non aver funzionato è di un’evidenza imbarazzante. “Sul corridoio della mobilità c’è stato un ritardo sulla partenza – aggiunge Santoro – perché volevamo far partecipare i cittadini alla realizzazione di questo progetto. Siamo andati sin sotto le loro case  per conoscere le relative esigenze. Ma bisogna ammettere che c’è stato un ritardo oggettivo”. Nella fattispecie, aggiunge sempre Santoro, all’epoca dei fatti Assessore municipale all’Urbanistica, “sul trenino e sulla metro leggera c’erano state proteste dei residenti perché si era creata la sensazione che fossero opere troppo impattanti per quei territori”. La qual cosa produsse un cambio strategico, col senno del poi, come vedremo, deleterio. “La scelta del filobus su sede protetta, ovvero su corsia preferenziale, è stata la migliore perché con quei soldi, 127 mln di euro, siamo riusciti a progettare nella scorsa  consiliatura una rete per la mobilità, che non comprendesse soltanto Tor de’ Cenci ma anche Laurentina, Tor Pagnotta, Trigoria, Eur e Castellaccio. Quindi il Municipio XII era il primo nella Capitale ad avere un sistema innovativo di trasporto pubblico che lo abbracciasse tutto. Abbiamo scartato l’ipotesi più costosa, e che serviva soltanto un pezzo del territorio, per fare una rete che fosse municipale”. La scelta era virtuosa, nelle intenzioni dell’amministrazione: utilizzare i fondi stanziati per far uscire dal trentennale isolamento Tor de’ Cenci al fine di creare un sistema di collegamento su filobus tra la gran parte dei quartieri del municipio.
Ma questa era la visione dell’amministrazione legata a Veltroni, che perse le elezioni. Già nel corso del precedente dibattito il tema della mobilità si era sviluppato con approcci dicotomici. Ricorda De Maglie, all’epoca Presidente del Cdq che “dopo il fallimento del proposito di collegare l’Eur e Tor de’ Cenci attraverso un filobus, per il quale si era individuata anche l’area adatta a realizzare il parcheggio di interscambio, si passò al progetto di una rete di filobus. Pure in quel caso ci furono riunioni su riunioni, con il centro-destra sempre contrario, poiché fautore di una scelta politica differente e consistente nel potenziamento del trenino Roma-Ostia Lido.”
Indirettamente, conferma questa posizione l’attuale Assessore alla Mobilità del XII Municipio Valerio Morgia: “I danni alla viabilità nel quadrante Tor de’ Cenci-Spinaceto, se fosse stato implementato il progetto del filobus, sarebbero stati enormi. Poiché diveniva necessario ridurre la carreggiata ed eliminare molti parcheggi, il traffico sarebbe andato incontro ad una paralisi, sulla stregua di quanto avviene oggi in viale Trastevere per la costruzione dell’8. Quindi necessariamente si è deciso di realizzare una viabilità in sede promiscua. Le opere più importanti  saranno sulla direttrice della via Ostiense, con il potenziamento della stazione Tor di Valle e la realizzazione delle stazioni  metropolitane, già previste, all’interno del comprensorio Torrino Mezzocammino. Dopodiché si dovrà collegare Tor de’ Cenci ai parcheggi di scambio della metropolitana”. In sostanza si tratterà di realizzare delle navette in sede promiscua, ovvero in modalità non protetta. Questo anche “nel rispetto delle richieste dei comitati che avevano espresso nelle scorse amministrazioni che si potenziasse il collegamento Roma-Ostia Lido e che si migliorasse questa direttrice in linea metropolitana con la costruzione della stazione Torrino Mezzocammino, di fatto già iniziata”. E tuttavia non si è evidenziato alcun particolare ostracismo dal Cdq Spinaceto: “Noi siamo stati sempre favorevoli a tutte le soluzioni – dichiara De Maglie – Il nostro problema è sempre lo stesso: raggiungere l’Eur in maniera agevole. Se mettono una corsia preferenziale e vi lasciano passare l’autobus, che di conseguenza evita il traffico mattutino della Pontina, a noi va bene lo stesso”. C’è da chiedersi quale Cdq potesse osteggiare l’ipotesi del corridoio Eur Tor de’ Cenci.
In definitiva i finanziamenti inizialmente stanziati per la realizzazione di un collegamento tra i due quartieri verranno stornati per fare altro. Per favorire accessi all’ospedale Regina Elena, per creare lo Svincolo degli Oceani, per alleggerire il traffico all’interno di Mostacciano e Casal Brunori. Poco o nulla a Tor de’ Cenci. “La cosa più preoccupante è che c’era un bando di gara e che è stato vinto da un’A.T.I., un’associazione temporanea di impresa, su un capitolato che prevedeva la realizzazione di chilometri di ferrovia e di corridoio protetto – aggiunge Santoro – Parte di questa operazione non si farà più. Credo che le aziende che hanno partecipato a questa gara e che sono arrivate seconde o terze possano e debbano fare ricorso”.
Il corridoio Eur Tor de’ Cenci, dunque, non si farà. E così si risolve il paradosso denunciato dal consigliere Pd allorquando, perplesso, dichiarava: “Questa vicenda è particolarmente singolare: per la prima volta si vede un bando di gara per realizzare un corridoio per la mobilità che si chiama Eur Tor de’ Cenci, senza corridoio per Tor de’ Cenci”. Singolare a dir poco.

Fabio Grilli