Home Municipi Municipio IX

Prostituzione all’Eur: mai più così

SHARE
prostitute-senza-clienti

Il Municipio IX presenta il Progetto #Michela. Per arginare il fenomeno si discute di zoning

Tratto da Urlo n.119 novembre 2014

MUNICIPIO IX – I cittadini dell’Eur da qualche settimana si incontrano sulla scalinata di viale Europa. Parlano e si organizzano per un corteo il prossimo 21 novembre: “La prostituzione è aumentata negli ultimi anni – spiega Paolo Lampariello, Presidente dell’Associazione Ripartiamo dall’Eur – Nel ‘94 misero un divieto di transito notturno per i non residenti nella parte di via Tupini e via della Tecnica. Ma poi tutto è ricominciato. Tre anni fa abbiamo raccolto 1.079 firme ma non c’erano le risorse economiche per affrontare il problema. Ad oggi di fatto la zonizzazione già esiste ed è nel centro quartiere sotto le case dei cittadini – conclude Lampariello – Dobbiamo risolvere questo problema, la situazione è diventata insopportabile”. Il dibattito si è riacceso quando il Presidente del Municipio IX, Andrea Santoro, ha annunciato di voler mettere in campo il Progetto #Michela. L’idea, meglio conosciuta come “zoning”, punta ad arginare il fenomeno della prostituzione e a combattere i crimini di tratta, induzione e sfruttamento: “Sono aree di mediazione sociale in cui la pratica della prostituzione viene tollerata, imponendo la tolleranza zero sul resto del territorio – spiega il Presidente – Un amministratore pubblico non può nascondersi dietro le competenze, ma deve provare a risolvere i problemi anche se è solo un Presidente di Municipio”.
Una questione urgente quindi, che fino ad oggi non ha trovato soluzioni adeguate, ma solo interventi estemporanei: “Si può essere d’accordo o meno con il progetto, si possono studiare dei percorsi alternativi e siamo pronti ad accogliere ogni proposta di buon senso che mostri efficacia, ma non possiamo più fingere che la prostituzione non esista nei nostri quartieri – spiega Paola Vaccari, Consigliera Pd in Municipio IX – È urgente individuare soluzioni e applicarle, in un contesto in cui dobbiamo constatare il fallimento dell’ordinanza sindacale di Alemanno che mirava alla repressione integrale del fenomeno senza alcun sostegno per le prostitute”. Intanto nei giorni scorsi non sono mancate le polemiche. Maurizio Cuoci, portavoce di FdI-An in IX Municipio, ha infatti affermato: “L’unica differenza rispetto ad oggi è che sarà il Municipio a decidere sotto casa di chi mandare le prostitute. Santoro sostiene di aspirare a risolvere il problema dell’Eur ma allo stesso tempo non vuole designare zone in estrema periferia – aggiunge – Quali saranno quindi i quartieri interessati? Forse Tre Fontane, giusto per fare un “regalo” al comitato Paralimpico?”. Le zone in ogni caso non sono ancora decise e saranno argomento di concertazione con i cittadini. Sicuramente l’idea non è quella di costruire dei ghetti in periferia: “Abbiamo esaminato la questione con le associazioni che lavorano sul fenomeno – spiega Paola Vaccari – Queste aree saranno individuate all’interno dei contesti urbani ma lontani dalle case”. Per capire meglio il funzionamento abbiamo interpellato Matilde Spadaro, ex Consigliera impegnata in questo progetto: “Ci saranno delle zone con una sorveglianza esterna delle forze dell’ordine, in cui le ragazze potranno stazionare. In queste aree opereranno le associazioni che si occupano di sostegno. Il tentativo è quello di spezzare la catena del racket. Lo zoning non depenalizza il cliente trovato in fragranza di reato – sottolinea – anche perché già ora solo una minima parte dei rapporti vengono consumati in auto”. Una questione che si gioca tutta in punta di diritto, che sicuramente sarà ancora fonte di dibattito: “La prostituzione di per sé non è illegale in Italia mentre lo sono lo sfruttamento, l’induzione ed il favoreggiamento – seguita Paola Vaccari – Trovo giusta la risposta del Presidente. Dobbiamo dare risposte ai cittadini e garantire l’assistenza a chi esercita la prostituzione”.
Nell’incontro con la cittadinanza del 5 novembre scorso, Santoro, oltre a presentare la campagna di sensibilizzazione “Prostituzione: mai più così” alla quale hanno partecipato alcuni Presidenti dei Cdq del territorio, ha spiegato ai cittadini le linee generali alla base di #Michela. In primis l’analisi del fenomeno, che si concentra prevalentemente nel quartiere Eur con la prostituzione di tipo comunitario, mentre nelle zone più periferiche, lungo l’Ardeatina e la Laurentina, le ragazze sono perlopiù extracomunitarie e vivono le condizioni peggiori. L’analisi è stata costruita con l’ausilio dei dati in possesso del IX gruppo di Polizia Municipale ma, come spiegato dal Comandante Massimo Fanelli, questi dati non hanno rilevanza statistica, in quanto legati alle sole segnalazioni pervenute con il controllo sul territorio. Nell’assemblea pubblica anche i cittadini hanno avuto modo di esprimere la loro posizione. Qualche manifestazione di vicinanza al progetto c’è sicuramente stata, ma molte anche le critiche e le perplessità. Da chi non si rassegna al fatto che l’Eur possa rappresentare l’idea di “quartiere a luci rosse”, fino a chi pensava, in quella sede, di discutere su specifiche strade e quartieri. Molte poi le perplessità sulla reale efficacia di quest’azione, soprattutto nella mancanza di un riscontro legislativo in merito. L’assenza di quadro normativo di riferimento, rende sicuramente complessa l’attuazione del Progetto #Michela, anche a causa del definanziamento di altri programmi sociali come il Servizio Roxanne: “Un fiore all’occhiello che purtroppo negli ultimi anni è stato definanziato per tagli al sociale – ci spiega Valeria Baglio, Consigliera Pd in Campidoglio – Occorre che sia rifinanziato e incrementato. Con le unità di strada del Servizio Roxanne possiamo aiutare le vittime ad entrare in un percorso di protezione. Sempre più necessaria è una buona riforma della legge Merlin – aggiunge – Senza questa gli amministratori municipali e comunali si trovano a raccogliere le proteste dei cittadini senza competenze per intervenire. In questo quadro ha fatto bene il Presidente Santoro a rimettere l’emergenza prostituzione al centro dell’azione di governo. Dobbiamo lavorare per una mediazione sociale, per la sicurezza delle persone coinvolte e in questa ottica pensare anche a dei luoghi dove l’esercizio della prostituzione possa essere controllato”.
L’opposizione municipale dal canto suo è molto critica su questa iniziativa: “Lo zoning non risolve il problema della prostituzione, anzi, cerca di normare l’illegalità – dichiara Massimiliano De Juliis, Capogruppo Fi – Vuole mettere i Vigili a controllare le aree dove il racket possa fare affari indisturbato. In tutto questo non capiamo dove troverà le risorse. Perché non le ha trovate quando chiedevamo maggiori controlli per l’Eur?”. Sulla questione dei costi e delle forze necessarie al funzionamento del progetto, il Presidente Santoro ha sottolineato l’importanza di un coordinamento: “Stiamo valutando anche con il Gabinetto del Sindaco le risorse disponibili, intanto dalla Asl ci hanno consigliato di attivare delle risorse regionali. Le necessità sono legate a cosa vogliamo mettere in campo”. Al momento sul territorio sarebbero infatti presenti soltanto 222 unità della Polizia Locale: “Non è sufficiente, bisognerà far fronte alle minori disponibilità coordinandoci”. Motivo per il quale alla riunione preliminare sul Progetto era presente anche il Vice Prefetto di Roma, Giovanni Todini, che ha assicurato la disponibilità della Prefettura al coordinamento. Ad oggi non esistono ancora indicazioni più precise, sicuramente nei prossimi mesi assisteremo a nuovi incontri con la cittadinanza per analizzare nello specifico le aree e le azioni da intraprendere. La strada per veder funzionare il Progetto #Michela sembra ancora lunga: “Vorrei consegnare al Sindaco questo lavoro entro fine anno, per poi capire quali siano gli strumenti attuativi migliori. Spero – conclude Santoro – che il 2015 sia l’anno in cui libereremo l’Eur dalla prostituzione, per poi passare all’abusivismo”.

Leonardo Mancini