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Prostituzione EUR: torna alla ribalta lo Zoning

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Il progetto potrebbe partire ad aprile, ma non mancano le critiche anche nel PD

TORNA ALLA RIBALTA LO ZONING – Una settimana intensa per il Municipio IX. Molte le riunioni annunciate dal Presidente Santoro in tema di sicurezza, ma anche un incontro programmato con l’assessora alle Politiche Sociali di Roma Capitale, Francesca Danese, che sembra aver dato nuovo stimolo al progetto delle zone a luci rosse, proposto da via Silone nei mesi scorsi. Lo Zoning, questo il nome dell’iniziativa, potrebbe infatti partire già dal prossimo aprile, in una strada del Municipio IX in cui la prostituzione sarà tollerata. Il luogo di questa sperimentazione è ancora da decidere, tra i canoni individuati dal Presidente Santoro nei mesi scorsi c’è sicuramente la distanza dalla abitazioni, ma anche la volontà di non relegare il fenomeno in estrema periferia. Il Municipio IX dovrà approvare un’ordinanza, ma intanto Santoro ha spiegato all’agenzia Dire alcune caratteristiche del progetto: “Abbiamo avuto su questa idea un incontro costruttivo- ha spiegato il minisindaco dell’Eur- l’approccio dell’assessore mi è sembrato molto positivo, concreto e poco ideologico. Il progetto in questione è prima di tutto un’operazione di recupero sociale“. 

I COSTI – I fondi che dovranno essere destinati al progetto, sono stati al centro delle critiche mosse dall’opposizione municipale. In questo caso Santoro ha sottolineato l’economicità del progetto, i cui costi si aggirerebbe attorno 5000 euro al mese, da destinare principalmente alle pattuglie impegnate nel controllo e agli operatori sociali che monitoreranno l’attività delle ragazze, denunciando eventuali casi di sfruttamento. Santoro ha parlato di ‘cifre assolutamente sostenibili per una città come Roma’, anche se sembra difficile immaginare che il costo di uomini e mezzi per un progetto di questo tipo possa essere di soli 5000 euro. Bisognerà capire, una volta indicata e resa pubblica la zona in cui avverrà la sperimentazione, in che modo si riuscirà a controllare e delimitare l’area.

LAVORARE IN SINERGIA – Intanto il Presidente Santoro sembra certo della riuscita del progetto, soprattutto mettendo in campo una sinergia tra Forze dell’Ordine e Roma Capitale: “Ci aggiorneremo la prossima settimana per cercare di concordare le misure da mettere in campo, a partire dal potenziamento delle unità di strada, che ora escono un paio di volte al mese ma dovranno arrivare ad un ritmo di due a settimana- ha spiegato il presidente in relazione all’incontro con Francesca Danese – Sempre la settimana prossima avremo anche un incontro con la Polizia locale e con il commissariato dell’Eur. Anche loro si sono detti disponibili ad un lavoro insieme. Avremo, quindi, un’intensificazione del controllo delle forze dell’ordine e più volanti sulle strade. Inoltre sarà potenziata l’illuminazione al led“.

DALLA CITTADINANZA – Nei giorni scorsi i cittadini dell’EUR erano tornati alla carica, sottolineando che le scadenze proposte dal Presidente Santoro, cioè la presentazione del progetto al Sindaco entro la fine del 2014, non erano state rispettate. Ma la notizia di un prossimo inizio della sperimentazione è stato salutato con favore dall’Associazione Ripartiamo dall’EUR, con il presidente, Paolo Lampariello, che afferma: “Un quartiere a luci rosse nel IX Municipio era una delle possibilità in campo, se riesce noi siamo d’accordo. L’esperimento va almeno provato, noi siamo favorevoli, soprattutto se riuscirà a liberare l’Eur e le zone nevralgiche del fenomeno come viale Tupini – spiega Lampariello all’agenzia Dire – Noi proponiamo anche che su questa strada venga realmente applicato il divieto di transito notturno per i non residenti, messo proprio per fermare il fenomeno ma mai applicato. Può essere molto utile, in attesa di arrivare ad aprile”.

L’APPREZZAMENTO PER L’INIZIATIVA – Nelle prossime settimane il dibattito su questa iniziativa sicuramente si accenderà, ma intanto alcuni apprezzamenti verso l’operato di Santoro non hanno tardato ad arrivare. In primis è l’assessora Cattoi a spiegare come “Il percorso iniziato dal presidente Santoro è un percorso molto rispettoso di tutte le persone che vengono coinvolte in questa vicenda: da una parte le donne, dall’altra parte i cittadini che vivono in quartieri dove effettivamente ci sono situazioni di degrado”. Di rimando il capogruppo capitolino di Sel, Gianluca Peciola, ha fatto sapere di condividere la proposta di sperimentazione “Passo avanti per liberare donne da sfruttamento e violenza”. Apprezzamento anche dai vicini di casa di Santoro, con il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci, che ha parlato di “tentativo coraggioso che tenta di intraprendere una strada diversa, su un tema controverso come quello della prostituzione, rispetto alle solite, rappresentate dall’aumento dei controlli o dall’introduzione di nuove tipologie di reato”. Catarci inoltre non si tira indietro, spiegando di essere pronto a fare “le valutazioni insieme e se vedremo che le cose andranno bene, che l’idea riduce i danni e aumenta la sicurezza, noi saremo tra i primi che ci metteremo di nuovo in gioco”.

LE VOCI CONTRO NEL PD – ‘Non si risolve così il problema’. In questo modo il Consigliere capitolino PD, Gianni Paris, ha sottolineato la sua contrarietà all’iniziativa del Municipio IX: “È profondamente sbagliato e ingiusto che si pensi di consentire, in alcune strade di Roma, l’acquisto del corpo delle donne, legalizzando lo sfruttamento della prostituzione. Un’ Amministrazione non può pensare di risolvere un allarme sociale, normalizzando un fatto tanto grave come la vendita del corpo femminile. Perché regolamentare la prostituzione vuol dire ammettere e rafforzare la disparità tra uomo e donna e la subordinazione tra i generi. Vuol dire rinunciare ad ogni forma di prevenzione e alla costruzione di percorsi di uguaglianza”. Paris ha poi ricordato la lettera, sottoscritta anche da molti consiglieri municipali, inviata dall’associazione Rising al Sindaco Marino: “proprio per contrastare la cultura sottesa all’ipotesi, allora nascente, di istituire delle zone rosse a Roma – continua Paris – Un progetto del genere non è espressione del patrimonio culturale della sinistra e, come consigliere capitolino, farò tutto quello che mi sarà consentito per evitarlo”. Contrario all’iniziativa anche Stefano Pedica, che aggiunge: “Creare un quartiere a luci rosse significa solo spostare il problema da una strada all’altra”.

LE CRITICHE AL PROGETTO – Da FdI-AN è il coordinatore romano, Andrea De Priamo, a prendere la parola contro il progetto dello Zoning: “Ormai nella sinistra romana fanno a gara a chi la spara più grossa. Si tratta di un provvedimento che non risolverebbe alcunché e che dimostra ancora una volta come a questa amministrazione non interessi risolvere i problemi dei cittadini, ma solo gettare fumo negli occhi con inutili, se non dannosi, palliativi – conclude – Il rischio infatti è quello di creare ulteriori zone franche in una città che sta diventando terra di nessuno”. Sulla vicenda è intervenuto anche Simone Sordini, capogruppo FdI-AN in IX Municipio che contesta l’assenza di consultazione degli organi municipali: “Come al solito apprendiamo le farneticanti strategie del Presidente del IX Municipio, Andrea Santoro, dai giornali, senza che queste siano passate né in Consiglio né tanto mento in Commissione. Questa è una visione un po’ contorta della democrazia e del funzionamento delle Istituzioni. Ci piacerebbe confrontarci apertamente con lui e con l’assessore Danese, discutere di come normare il fenomeno seriamente e non con questa boutade”.

Leonardo Mancini