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Prostituzione: “Mai più così”. Ma allora come?

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Tempi troppo stretti per il progetto #Michela sul contrasto alla prostituzione

Tratto da Urlo n.120 dicembre 2014

MUNICIPIO IX – Entro la fine di dicembre il Presidente del Municipio IX, Andrea Santoro, vorrebbe consegnare al Sindaco Marino le linee guida alla base del Progetto #Michela: “Spero – dichiarava durante l’incontro con i cittadini del 5 novembre – che il 2015 sia l’anno in cui libereremo l’Eur dalla prostituzione, per poi passare all’abusivismo”. Ad oggi l’unica proposta sul tavolo, come ribadito spesso da Santoro, sembra essere quella dello stesso Municipio: lo zoning. Si vogliono identificare delle aree di mediazione sociale, entro le quali il fenomeno possa essere concentrato, imponendo al contempo la tolleranza zero sul resto del territorio. “Siamo partiti a settembre stanchi del lassismo – ha detto Santoro intervenendo alla trasmissione La Gabbia – Ora il Municipio ha deciso di fare qualcosa. Sono 18 le strade all’Eur interessate dal fenomeno, questo – seguita – è di fatto un quartiere a luci rosse. Quello che vogliamo fare è allontanare le prostitute da sotto casa delle persone e spostarle in zone che possano essere controllate dalle forze di polizia e dalle associazioni che si occupano di tutela. Luoghi a ridosso del centro abitato ma non in periferia”. La volontà sembra quella di non costruire dei “ghetti”, ma allo stesso tempo ristringere il fenomeno tutelando anche le prostitute.
Ma come vedono questa soluzione i cittadini? Quando prima dell’estate abbiamo letto dello zoning, il primo pensiero, non ce ne vogliano i cittadini, è andato alla lotta che si sarebbe sviluppata per proteggere il proprio orticello. La campagna di sensibilizzazione promossa dalla Presidenza del Municipio IX, che titola “Mai più così” e che ha coinvolto i presidenti di associazioni e comitati territoriali, aveva fatto ben sperare nel seguito della cittadinanza. Ad oggi però, dopo il primo incontro sul Progetto del 5 novembre scorso dove, tra molte critiche, erano presenti anche cittadini pronti a ragionare e discutere dell’iniziativa, la situazione sembra essere cambiata. Dopo il corteo dell’Eur, segnale da prendere in considerazione nella progettazione, e l’iniziativa dei commercianti di viale Europa di non illuminare la strada durante le festività per manifestare contro il degrado e l’abusivismo nel Pentagono, non si può certo dire che il clima sia dialogante. Dal corteo del 22 novembre, organizzato dall’Associazione Ricominciamo dall’Eur e dal Fronte Romano Riscatto Popolare, nonostante le tematiche spaziassero dal degrado all’abusivismo passando per la crescente illegalità, le voci contro lo zoning si sono sentite forti e chiare. Sul tema il corteo sembrava avere un’idea comune, quella di spingere il Governo a legiferare in merito, anche verso la riapertura delle case chiuse. “Sono contro lo zoning – aggiunge Danilo Cipressi del Fronte Romano – perché se proprio si deve permettere la prostituzione, perlomeno deve essere tassata e fatta rientrare nella legalità. Questa manifestazione chiede anche questo: una legge nazionale”.
Non è nemmeno la prima volta che l’opposizione in IX Municipio cerca di accendere i riflettori sui problemi dei residenti dell’Eur. Nel marzo scorso il Capogruppo di Fi, Massimiliano De Juliis, protocollò un documento che chiedeva al Presidente di rafforzare il controllo sul territorio: “Anche con il rispetto del divieto di accesso per i non residenti, esistente nelle strade residenziali del quartiere nelle ore notturne, collaborando con Eur Spa al fine di installare delle telecamere e farsi promotore di ogni iniziativa per prevedere l’introduzione del reato di prostituzione in luogo pubblico”. Il documento venne però bocciato dalla maggioranza e il risultato, secondo il Capogruppo forzista, “è sotto gli occhi di tutti. Quando la ‘bomba degrado’ è esplosa allora il Presidente ha cominciato a parlare di zoning, ma il progetto non è supportato dalla stragrande maggioranza dei comitati e associazioni. Per questo motivo vogliamo vederci chiaro e abbiamo richiesto da venti giorni un consiglio straordinario che ancora non è stato concesso”.
Altre critiche al progetto arrivano anche da chi, come Laura Pasetti dell’Associazione Laurentes, aveva inizialmente prestato il volto alla campagna istituzionale promossa dal Municipio: “Personalmente non credo che lo zoning sia la soluzione per motivi non ancora affrontati ad un tavolo di confronto. L’esempio non spettacolare delle iniziative simili già sperimentate – come a Mestre – il pericolo reale di ghettizzazione, la crescita esponenziale della necessità dei controlli di polizia, non proponibile e sostenibile con le attuali difficoltà di organico ed il rischio di perdere l’attenzione del legislatore, su una situazione che si stabilizza e si cronicizza nel tempo arrivando quasi a mostrare una parvenza di validità accettata”. La più grande difficoltà rimane comunque la tempistica. Se infatti i tempi del legislatore nazionale sono lunghi, sembra esserlo anche la mappatura, la concertazione e l’identificazione delle aree per lo zoning. “Allora perché non procedere con una veloce e snella ordinanza antiprostituzione sullo stile di ciò che in via sperimentale è stato avviato nel Comune di Fiumicino? – si chiede Pasetti – Perché non cercare di utilizzare risorse nell’intensificazione dei controlli ottenendo le multe soprattutto per i clienti, magari facendogliele recapitare a casa? Se zoning sarà – aggiunge – io non ne sarò testimone né portavoce, nella onesta diversità dei pensieri e delle visioni personali”. Anche il Consigliere Fi, Gino Alleori, punta il dito contro l’Amministrazione municipale, affermando che un problema così serio non può essere affrontato con leggerezza: “Non ritengo che lo zoning sia il modo giusto di farlo. Siamo alla solita strumentalizzazione e demagogia politica di chi non ha soluzioni e la spara grossa. Sul territorio il fenomeno è in aumento e i cittadini sono esasperati da quello che accade sotto i loro occhi. Santoro invece di fare annunci dovrebbe passare ai fatti – seguita il Consigliere Alleori – Inoltre dimentica, o forse ignora, che in questo modo si potrebbe favoreggiare chi sfrutta la prostituzione. Santoro si faccia portavoce del degrado e dell’esasperazione dei cittadini dando loro le risposte che meritano”. Anche per Alleori il dibattito deve essere intrapreso ad un livello superiore: “Ritengo si debba intervenire a livello nazionale – conclude – per una legge che vieti la prostituzione o che prenda in considerazione la possibilità di riaprire la case chiuse”.
Il tema della tempistica rimane e come più volte dichiarato, non solo da Santoro, la situazione non è più tollerabile. Puntare tutto sulla sensibilizzazione verso una legge nazionale non sembra essere una soluzione immediata. Infatti la battaglia tra sostenitori e detrattori della legge Merlin è iniziata già il 21 febbraio del 1958 e continua tuttora. Se per risolvere i problemi dell’Eur e delle altre strade periferiche che vedono aumentare il fenomeno c’è bisogno di un’azione immediata, allora è arrivato il momento di concertare e progettare con i cittadini le azioni da intraprendere. Queste, come più volte affermato, non sono necessariamente riferite allo zoning, l’importante è che continuino ad esserci degli spazi di dialogo, in cui si possa portare avanti un piano realistico, finanziabile e deciso con i cittadini.

Leonardo Mancini