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Prostituzione Municipio IX: al via il Progetto #Michela

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Si riapre il dibattito sulla sperimentazione delle ‘zone a luci rosse’

LE ZONE A LUCI ROSSE – La notizia sulla possibilità che si identifichino delle ‘zone a luci rosse’ anche nella Capitale circola oramai da qualche mese. Nel maggio scorso infatti il Sindaco Marino ha pubblicamente manifestato la sua propensione alla creazione di aree all’interno della città destinate all’esercizio della prostituzione: “Sarei favorevole a che ci siano zone dove è consentita e zone dove non lo è”, ha dichiarato il primo cittadino. Ed è subito scoppiato il caso, con il mondo della politica capitolina che si è diviso tra favorevoli e contrari. “Ritengo che il fenomeno abbia raggiunto livelli di guardia in tutta la città di Roma ed è necessario ed urgente, per l’Amministrazione locale, intervenire. Lo zoning è stato già sperimentato con successo in altre città italiane; noi – spiega il Presidente del Municipio IX, Andrea Santoro – vogliamo raggiungere l’obiettivo di conciliare il diritto alla sicurezza dei cittadini con l’ampliamento delle garanzie di tutela sociale e sanitarie per chi esercita questa attività. Il coinvolgimento delle associazioni del servizio Roxanne di Roma Capitale garantirà la messa a punto di un sostegno socio-sanitario alle prostitute e soprattutto, attraverso il monitoraggio continuo, sarà indispensabile per contrastare gli odiosi crimini di tratta, di prostituzione minorile e della prostituzione coatta”

IL PROGETTO #MICHELA – Oggi però la questione dello ‘zoning’ si fa più attuale con un progetto che sta per partire nel Municipio IX: “Parte oggi il ‘progetto #Michela’ per la sperimentazione dello zoning, un dispositivo di intervento sociale che mira a contrastare il fenomeno della prostituzione attraverso l’istituzione di ‘isole’, in cui l’esercizio della prostituzione è tollerato e monitorato”. Ad annunciare questo intervento è Andrea Santoro, che proprio questo pomeriggio porterà all’attenzione della sua Giunta un atto per formalizzare l’avvio del progetto nel territorio di propria competenza amministrativa. Il progetto prende il nome di Michela, come si faceva chiamare la prostituta romena miracolosamente sopravvissuta alle torture dei suoi aguzzini, che nel 2012 dopo averle dato fuoco la abbandonarono in un campo: “#Michela parte con l’istituzione formale di un Tavolo di coordinamento al quale parteciperanno: servizi sociali municipali, rappresentanti della Asl Rm/C, referenti del progetto Roxanne, gruppo di Polizia Locale e comitati di quartiere. Il Tavolo – aggiunge Santoro – con il contributo degli Uffici capitolini e delle Forze dell’Ordine che saranno invitate a partecipare, avrà il compito di presentare il programma di realizzazione sperimentale dello zoning all’interno del Municipio IX”.

GLI STEP DEL PROGETTO – Il Presidente Santoro ha ben spiegato quali saranno i vari passaggi da seguire per portare a termine questa iniziativa. Intanto “il Tavolo locale supporterà e darà un contributo di indirizzo al lavoro che stanno portando avanti gli uffici capitolini. Il primo step sarà il censimento delle zone dove è presente attualmente il fenomeno e l’individuazione delle isole in cui sperimentare il progetto”. Di particolare importanza secondo Santoro è la localizzazione delle ‘isole’ che “pur gravitando nell’area urbana, devono comunque garantire il minor impatto sociale e la sicurezza. Per l’individuazione di queste aree di sperimentazione sarà fondamentale il contributo delle associazioni dei cittadini che siederanno al Tavolo in modo permanente”. Una volta disegnate le zone verranno valutati tutti gli strumenti utili a garantire il controllo del territorio municipale, in quanto “non sarà più tollerato l’esercizio della prostituzione e l’adescamento in altre zone che non siano quelle individuate”. Per chi contravverrà infatti potrebbero scattare delle maxi multe.

UN PROBLEMA ORAMAI INDIFFERIBILE – “Con l’assessore municipale ai servizi sociali, Carla Vincenti, stiamo lavorando alla sperimentazione di un nuovo approccio che possa coinvolgere cittadini, associazioni, Istituzioni nel processo di contrasto alla prostituzione in città – seguita Santoro – Questo è ormai diventato un problema indifferibile per Roma, che ci candidiamo ad affrontare senza reticenze e con il massimo dell’impegno. I più recenti fatti di cronaca ci impongono di essere coraggiosi nelle scelte anche se sono difficili o scomode, affinché episodi di violenza come quelli che hanno coinvolto Michela, non si ripetano più”.

Leonardo Mancini