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Riapre il C.S. Tre Fontane Esedra destra, a due mesi dalla chiusura

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Chiuso da aprile per la sospensione del servizio di fornitura idrica. Arriva ora l’accordo tra Coni Servizi, Comune di Roma, Rugby Roma e le federazioni di hockey su prato, pattinaggio e basket.

Sono passati oltre due mesi da quando la parte denominata Esedra destra, del C.S. Tre Fontane, è stata chiusa dalla Asl e dal Comune alla pratica di attività sportive, a causa della sospensione del servizio di fornitura idrica operato da Acea su richiesta della Coni Servizi, lasciando senza campo per gli allenamenti di rugby, pattinaggio e basket molti sportivi. Il C.S. Tre Fontane ha visto allenarsi e crescere moltissimi giovani, alcuni diventati talenti, e c’era un tempo in cui sport come atletica, tennis, basket, rugby, pattinaggio e hockey erano solo alcune delle discipline praticate al suo interno. Pian piano molte di queste hanno cambiato casa a causa di motivazioni diverse, e negli anni forse è venuta a mancare l’attenzione giusta verso la struttura, che inoltre si trova nell’area fortemente coinvolta dal progetto per il GP di Formula1. Quest’ultimo potrà portare dei miglioramenti per l’area, ma ci si augura non a scapito dello sport che ancora a stento sopravvive nella struttura. Da tempo esiste anche un gruppo su Facebook chiamato “La Formula 1 a Roma? Non sui campi da rugby del Tre Fontane!”, nato con l’intenzione di tutelare il diritto allo sport all’interno dello storico centro sportivo, con la speranza che i finanziamenti per la F1, al contrario, possano in parte servire per la ristrutturazione e la messa in sicurezza di tutta l’area sportiva, che, ad oggi, non è certo espressione massima di modernità. “Se così fosse, si potrebbe mandare giù il fatto di stare lontani per un periodo, purché al termine dei lavori il minirugby, il basket e il pattinaggio tornino ai loro posti” dichiara Massimiliano Mosetti, responsabile della comunicazione per la Rugby Roma Olimpics, una delle società coinvolte dalla chiusura del Tre Fontane. All’interno del centro sportivo c’è ancora la pista di atletica, ora dismessa, ma che fino a pochi anni fa era un vanto per la zona e per gli appassionati di questo sport, che attualmente lo praticano nella struttura di Caracalla. Sulla pista del Tre Fontane era prevista la realizzazione di un centro sportivo per diversamente abili: parliamo della Cittadella dello Sport Paralimpico, la cui prima ed unica pietra fu deposta nel 2007 dall’allora Sindaco Veltroni, ed i lavori non sono mai iniziati a causa di problemi legati alla mancanza di stanziamenti e permessi prima, e al cambio di amministrazione poi. La stessa FIT (Federazione Italiana Tennis) nel 2000 aveva anche realizzato un progetto per l’ampliamento e la messa a norma dell’impianto allo scopo di adibirlo a Centro Tecnico Federale, ma anche in questo caso i lavori non sono mai partiti perché lo stesso Coni ha concesso alla FIT la possibilità di realizzare il Centro Tecnico nell’ambito della struttura di Tirrenia, di cui il Coni stesso è proprietario. In seguito, nel 2005, veniva sottoscritta una convenzione della durata di 3 anni tra la Rugby Roma Olimpics ed il Coni Servizi Spa. “Dall’anno del nostro insediamento, abbiamo eseguito tutte le volture necessarie, tranne quella per la fornitura di acqua, per la quale da sempre abbiamo richiesto a Coni Servizi Spa,  trasmissione del contratto di utenza, evidenziando per altro la presenza di evidenti fuoriuscite di acqua dalle vetuste condutture dell’impianto” – dichiara la Rugby Roma – “Il Coni Servizi, stante il contemporaneo utilizzo dell’acqua potabile da parte delle federazioni co-affidatarie di basket e pattinaggio, ha sempre provveduto a pagare le fatture almeno fino all’aprile del 2008, non contestando mai all’Ente erogatore gli eccessi nei consumi idrici”. L’enormità dei consumi rilevati dal fornitore dell’utenza e la conseguente richiesta da parte di Coni Servizi di procedere al pagamento degli stessi, ha portato alla richiesta di un accertamento tecnico preventivo che ha stabilito la cifra dei consumi effettivi in 140.000 euro, viste le evidenti perdite nell’impianto la cui realizzazione risalirebbe al dopoguerra. E mentre la Rugby Roma si dichiarava disponibile a corrispondere la cifra dei consumi idrici stabilita dal Tribunale di Roma, il Coni Servizi a marzo 2010 richiedeva la sospensione immediata della fornitura al gestore, poi avvenuta: da allora all’interno del centro sportivo l’acqua non è più potabile, come da accertamento di inizio aprile della Asl. Così la parte Esedra destra, nella quale si allenano i grandi ed i piccoli della Rugby Roma, e molti pattinatori, veniva chiusa alla pratica ed all’esercizio di attività sportive, fino al ripristino del servizio di fornitura idrica. “Lo sport a Roma è difficile e c’è rammarico perché ci dovrebbe essere più incoraggiamento alla sua tutela, soprattutto da parte di un ente come il Coni” dichiarava la Rugby Roma a ridosso della chiusura. Il Coni Servizi non rilasciava dichiarazioni, rimandando la questione al Comune di Roma, proprietario del terreno sul quale il centro sportivo sorge, e al Delegato del Sindaco per lo Sport Alessandro Cochi, che da subito ricordava come il contenzioso che ha determinato questa condizione “è tra due realtà diverse rispetto alle competenze del Comune, che comunque si sta prodigando per far raggiungere un’intesa e garantire agli utenti di accedere alle discipline sportive praticate nella struttura”. Le società interessate dalla chiusura, con comprensibili disagi, hanno cercato così di organizzarsi in strutture più o meno vicine, ma non tutte ci sono riuscite. “Non abbiamo altri impianti idonei a Roma in cui allenarci e l’attività della corsa è stata fortemente compromessa – dichiara Antonio Varacalli, Presidente Regionale Federazione Pattinaggio – Il Pattinodromo del Tre Fontane è uno dei pochi impianti in Italia nel quale è possibile praticare tutte le discipline rotellistiche: la corsa, l’artistico e l’hockey. Abbiamo tentato di fare allenamenti anche su strada ma non essendo consentito, siamo stati fermati dalle forze dell’ordine, come è accaduto di recente a Tor Vergata.  Non avendo la forza economica per poter edificare impianti nostri ci dobbiamo affidare a quelli pubblici, cercando di fare il possibile per salvaguardare la pratica di questo sport e speriamo che gli interessi sportivi sopravvivano a quelli economici”. A ciò sono seguiti vari incontri tra Comune e Coni ai quali hanno preso parte anche le società coinvolte dallo “sfratto” e finalmente nei primi giorni di giugno è stato annunciato dallo stesso Cochi il raggiungimento di un accordo tra Coni Servizi, concessionaria dell’area sportiva di proprietà del Comune, e la Rugby Olimpics: “Ciò permetterà la riapertura pressoché immediata degli impianti e delle attività per rugby, pattinaggio e basket -afferma Cochi- Il Coni Servizi, su indicazione del Comune di Roma, procederà a concessioni separate con la Rugby Roma e le Federazioni Italiane di hockey, pattinaggio e pallacanestro”. C’è soddisfazione per l’epilogo di questa vicenda che restituisce, solo per il momento, il Tre Fontane ai suoi atleti. Rimaniamo in attesa di nuovi sviluppi e di capire in che modo la F1 coinvolgerà il centro sportivo.

Michela Romoli