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Rifiuti Municipio IX: tra micro discariche abusive e fototrappole

Ancora sversamenti illegali nei quartieri periferici. Si punta a ridurre il fenomeno colpendo i trasgressori

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Tratto da Urlo n.168 Maggio 2019

ARDEATINA – Nel corso di questi ultimi anni nella Capitale non sono mancate le occasioni per parlare di rifiuti. Dalle difficoltà del sistema di raccolta fino alla chiusura di Malagrotta e alla sofferenza degli impianti di trattamento. Considerando anche gli ultimi sviluppi con gli incendi del Tmb Salario e Rocca Cencia. Se le immagini dei cassonetti stracolmi, o dei gabbiani che rovistano nei sacchi neri, sono ormai entrate nell’immaginario dei romani (e spesso anche sulle pagine dei quotidiani esteri), resta comunque in crescita l’abbandono indiscriminato dei rifiuti. Negli ultimi mesi l’attenzione su questo fenomeno è cresciuta grazie ai video postati e ripostati dall’amministrazione capitolina in cui vengono “beccati” cittadini intenti a gettare i più disparati rifiuti agli angoli delle strade. Ma non bisogna dimenticare che comitati e associazioni combattono da anni contro le micro-discariche abusive. Soprattutto nei quartieri più periferici della Capitale e negli insediamenti lungo le consolari. Luoghi spesso sorti senza una precisa idea di città e che ancora soffrono della mancanza di collegamenti e servizi.

L’ECOMOSTRO SOTTO IL LETTO – In passato abbiamo definito le micro-discariche abusive un “Ecomostro sotto il letto”. Questo a causa della loro capillarità sul territorio dell’hinterland cittadino e per la natura spesso “speciale” dei rifiuti indebitamente sversati. In particolare abbiamo avuto modo di analizzare, oggi come in passato, la situazione dei rifiuti lungo la via Ardeatina, per il quadrante del Divino Amore, di Falcognana, Spregamore e Santa Palomba. Aree periferiche particolarmente vessate da questi abbandoni illegali di rifiuti. È il Comitato di Quartiere di Falcognana ad accompagnarci lungo l’Ardeatina alla scoperta dei siti maggiormente quotati per lo sversamento illegale. “In alcuni casi si tratta di anfratti nascosti, magari dietro gli spartitraffico – ci spiegano dal CdQ – ma spesso i rifiuti vengono abbandonati alla luce del sole”. Alle volte anche direttamente dalle auto in corsa, ci raccontano, “oppure a tarda sera con camioncini o auto particolarmente capienti. In quel caso dopo il loro passaggio rinveniamo frigoriferi oppure materiali di risulta dalle ristrutturazioni”.

I RIFIUTI ABBANDONATI – Basta oltrepassare il ponte di Falcognana per trovare una micro-discarica ogni 600-700 metri. La prima che si incontra è quella vicina alla rotatoria con via della Falcognana. Qui a farla da padroni sono soprattutto alcuni materassi e molti sacchi neri, che contengono spazzatura ordinaria e vestiti, oltre a qualche sparuto pezzo di mobilio semidistrutto. Procedendo sulla via Ardeatina, lungo i binari delle FS, frammisti alla spazzatura ordinaria e a una cisterna in plastica di grosse dimensioni, si trovano anche alcuni cumuli di catrame, probabilmente, ci spiegano i cittadini che ci accompagnano, provenienti da lavori di manutenzione dei tetti di abitazioni o capannoni. Allontanandosi ancora aumentano gli abbandoni di materiali provenienti dalle ristrutturazioni o dallo svuotamento di appartamenti e cantine. Un business molto redditizio nella Capitale, soprattutto se le ditte che se ne incaricano non spendono soldi per il trattamento dei materiali di scarto, abbandonandoli ai lati delle strade. È questo il caso dell’ingresso del Depuratore dell’Acea in prossimità di Spregamore. Qui la maggioranza dei rifiuti provengono dalle ristrutturazioni, anche se tra l’immondizia ordinaria spuntano anche delle ossa di grandi dimensioni. Probabilmente, raccontano i cittadini, derivano da una mucca che qualcuno in zona ha deciso di macellare illegalmente per poi smaltirne i resti alla chetichella. “Negli anni qualche bonifica c’è stata – ci assicurano i residenti del CdQ – ma purtroppo senza la messa in sicurezza delle aree o maggiori controlli, bastano pochi giorni perché gli sversamenti illegali riprendano”.

DAL MUNICIPIO IX – Negli anni l’amministrazione municipale in più occasioni è intervenuta su queste aree, bonificando e cercando soluzioni che possano dissuadere da nuovi sversamenti illegali di rifiuti. “Naturalmente questi siti sono ben conosciuti e sono stati tutti segnalati – afferma il Consigliere di Fdi, Massimiliano De Juliis – il problema è che c’è il consueto scaricabarile sulle competenze tra Comune, Ama, Municipio e Città Metropolitana. Così in attesa di questo rimpallo i rifiuti si accumulano”. Tra le varie possibilità di intervento il Municipio IX ha votato anche un atto per l’installazione, proprio lungo questo tratto della via Ardeatina, di alcune fototrappole, dei dispositivi capaci di registrare e inviare alla Polizia le immagini degli sversamenti illeciti. La speranza è che questo sistema di contrasto possa funzionare come deterrente, ma purtroppo fino a oggi non sembra ancora esserci traccia di questo intervento. “Si parla di un investimento di poche migliaia di euro – aggiunge De Juliis – ma serve la volontà politica di procedere e di collaborare con la Polizia. Altrimenti si rischia di continuare a votare atti che restano lettera morta”. Notizie in merito a questo attesissimo intervento ci arrivano dalla Commissione Ambiente, con il Presidente e Consigliere del M5S, Marco Maria Crescenzi, che assicura sul proseguimento dell’iter per l’assegnazione di 12.000 euro per l’acquisto delle fototrappole: “Speriamo che l’installazione possa arrivare in tempi brevi, così come l’affido alla Polizia locale in ausilio alle telecamere fisse che già sono presenti in alcuni punti del nostro territorio e che stanno dando i loro frutti”. Crescenzi conferma che su questo tratto di strada si è intervenuti in varie occasioni: “Non è la prima volta che in questi luoghi si procede a una bonifica, ma continuano a verificarsi degli sversamenti. Il problema è complesso – spiega il Consigliere pentastellato – L’Ama raccoglie solo fino a 5 metri cubi di rifiuti all’interno dei servizi offerti con la Tari. Il resto va pagato a parte dal Comune con l’autorizzazione del Dipartimento Ambiente, ma i fondi non sono molti”. Un problema generalizzato e del quale il territorio del Municipio IX, tra i più grandi della Capitale, sembra risentire moltissimo: “Ovunque ci sono situazioni simili – segnala il Consigliere Pd, Manuel Gagliardi – Lungo l’Ardeatina, così come a Mostacciano, a via Trafusa, a via di Mezzocammino, a Castel di Leva, fin nella Riserva di Decima Malafede. Un fenomeno cresciuto negli ultimi anni ma che sconta l’assenza di dialogo tra questa amministrazione e l’Ama – aggiunge – Ovunque ci sia un ‘non luogo’ sorge una discarica abusiva, quando allo stesso tempo dall’amministrazione ci vengono prospettati fantasiosi piani di allargamento della raccolta porta a porta”.

Leonardo Mancini