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Roma citta’ sostenibile. Ne siamo sicuri?

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Nonostante l’attenzione alla raccolta differenziata dei rifiuti, il quartiere Torrino-Decima denuncia scarsa informazione e gestione inappropriata

TORRINO-DECIMA – Dal 19 al 27 novembre, per il terzo anno consecutivo, la città di Roma aderisce alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti e le iniziative messe in campo, solo nel Lazio, sono centinaia. Tutte organizzate da piccole e medie associazioni che, sottoscrivendo le finalità dell’iniziativa europea, si sono impegnate a svolgere attività inerenti la riduzione dei rifiuti.
Recentemente proprio a Roma si è svolto un incontro, organizzato dall’Associazione Fratelli d’Italia, dal titolo “Roma Futura. Un’idea di Città”. L’evento, tenutosi al Palazzo delle Fontane all’Eur e nella gremita sala Quaroni, poneva al centro i temi legati alla sostenibilità e all’identità.
Al convegno ha preso parte anche John Macy, il responsabile commerciale del progetto Rifiuti Zero per la città e la contea di S. Francisco. Un’area che sorprendentemente è riuscita, implementando alcune buone pratiche, a raggiungere la soglia del 75% di raccolta differenziata. E a Roma qual è la situazione?
“Roma non ha avviato una politica virtuosa negli anni passati sulla raccolta differenziata, perché non ha adeguatamente messo al centro il tema della sostenibilità – ha dichiarato durante il convegno Andrea De Priamo, Presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale – cerchiamo adesso di invertire le priorità, perché se facciamo una riflessione sul concetto stesso di rifiuti e comprendiamo che sono materie prime che possono essere immesse nel ciclo naturale, che possono diventare una risorsa senza problematiche di inquinamento, pericolo di salute per i cittadini, e quindi realizziamo politiche ispirate da questo, possiamo ottenere grandi risultati”. Un’accresciuta consapevolezza quindi, frutto anche del confronto con altre esperienze, sul tema dei rifiuti. Con quali risultati?
De Priamo rivendica l’efficacia delle sue scelte, basate sul coinvolgimento della popolazione, un elemento che per San Francisco è stato decisivo. Infatti ha spiegato: “Il punto di partenza è l’attenzione per la raccolta differenziata. A Roma, in questo senso, da 17.000 cittadini coinvolti nel 2008 abbiamo raggiunto, con la differenziata spinta, 660.000 cittadini, passando dal 17 al 24,3% di raccolta differenziata. Inoltre abbiamo esteso la raccolta porta a porta a due interi municipi, il III e il XVII, coinvolgendo gli abitanti, tutti d’accordo sul concetto di separare la quarta frazione, ovvero quella organica, e di migliorare la raccolta della differenziata”.
Dunque una crescita virtuosa, ancora lontana dai numeri della metropoli americana e tuttavia di buon auspicio e in linea con gli obiettivi che De Priamo si era prefissato.
Conferme arrivano anche dall’Ispra, l’Istituto nazionale per la Protezione Ambientale, che ha reso noti dati che rivelano “una diminuzione dei rifiuti, con un trend abbastanza costante negli ultimi anni”. A ricordarlo è Fernando Bonessio, Presidente dei Verdi nel Lazio, che però sottolinea una divergenza rispetto ad altre rilevazioni: “I dati che sono forniti dal piano rifiuti della Giunta Polverini parlano di un aumento del 3%”. Bonessio ricorda come “il Commissario sia tenuto ad utilizzare un sistema di impianti dimensionati sul piano rifiuti”, quindi sui dati della Regione. Risultato: più si creano rifiuti più saranno imponenti gli impianti per trattarli, quindi il rischio di una maxi discarica è sempre dietro l’angolo. “Al contrario – aggiunge Bonessio – noi diciamo che i rifiuti vanno gestiti attraverso la riduzione della produzione, il riuso e la raccolta differenziata porta a porta, che deve diventare obbligatoria in tutti i comuni del Lazio. Un sistema unico che consente anche un abbassamento dei costi di gestione”. E a Roma come funziona questo sistema quando viene praticato?
Federico Polidoro, Presidente del Cdq Decima-Torrino, quartiere che da diversi anni porta avanti un progetto pilota di porta a porta, ci racconta la sua esperienza: “La raccolta differenziata è partita in due momenti diversi a Decima e nella parte sud del Torrino. A Decima, il porta a porta è stato avviato già nel 2008 nella modalità completa, con 4 tipologie di bidoncini condominiali, collocati negli androni di ingresso. A Torrino sud la raccolta, avviata nel febbraio del 2010, avviene invece in modalità duale, con i cassonetti di carta e cartone e di vetro e plastica, ancora su strada. Si tratta di un sistema che garantisce risultati inferiori in termini di percentuali di rifiuti differenziati, tuttavia, data la conformazione urbanistica, è apparso l’unico praticabile”.
I risultati dell’iniziativa, testimoniati dal sito web del Cdq, sono stati anche sondati attraverso un questionario, grazie ad una felice collaborazione sorta con l’Associazione romana L’Occhio del Riciclone. “In quell’occasione il Cdq organizzò una campagna per la riduzione dei rifiuti – ricorda Polidoro – promuovendo l’utilizzo di sporte in cotone da riutilizzare”. Decima e Torrino, per tanti versi dunque, sono quartieri che fanno della sostenibilità cui accennava De Priamo una pratica consolidata anche se si sono verificate delle difficoltà. È lo stesso Polidoro a segnalarle: “Purtroppo i problemi sono ancora molti: da una parte c’è insoddisfazione per la carenza di informazione stabile sulla raccolta e sulle modalità di differenziazione dei materiali; dall’altra per il mancato rispetto dei turni di raccolta da parte dell’Ama, il cui calendario è spesso ignoto. Inoltre, il frequente ricollocamento dei bidoncini condominiali, a Decima, lungo le strade e sui marciapiedi, ha rappresentato un ulteriore fattore di insoddisfazione per i residenti”. Elementi che l’amministrazione capitolina e i vertici Ama dovrebbero tenere in forte considerazione. Altro fatto incomprensibile è che il Cdq abbia richiesto, senza esito, più volte la pulizia di piazza Tarantelli, prospiciente la stazione ferroviaria Tor di Valle. “L’ultima richiesta d’intervento è di giugno 2011 – ricorda Polidoro – e a questa sollecitazione è seguita una missiva inviata dagli Uffici Tecnici del Municipio XII ad alcuni Dipartimenti del Comune per chiedere chiarimenti circa la gestione dell’area, di competenza comunale. Da allora non si è saputo più nulla. Noi insistiamo nel dirlo: l’area è comunale ed è il Comune che deve garantirne al pulizia e il decoro. Faremo ancora un tentativo per le vie ordinarie al fine di ottenere l’intervento necessario; qualora anche questo non dovesse sortire i frutti desiderati non potremo far altro che rivolgerci alla magistratura”.
E mentre anche il Cdq di Casal Brunori informa di aver inoltrato alle più alte cariche del municipio un dossier fotografico di denuncia sul degrado ciclico nel sistema di raccolta dei rifiuti sembra che, per la città di Roma, l’obiettivo raggiunto da San Francisco continui ad essere, sciaguratamente, soltanto una chimera.

Fabio Grilli