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Smokin’ Fields: la ‘terra dei fuochi’ arriva in Municipio IX

Le indagini sul trattamento e lo sversamento di rifiuti pericolosi toccano anche la periferia Sud della Capitale

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Tratto da Urlo n.170 Luglio 2019

MUNICIPIO IX

Alla fine di giugno una vasta operazione condotta dai Carabinieri forestali ha portato al sequestro di alcune aziende (due a Latina e una a Roma), di una discarica e di quattro terreni (due a Pontinia e due nel territorio capitolino), oltre alla confisca di oltre 1 milione di euro e a 23 indagati. È questo il bilancio dell’operazione denominata Smokin’ Fields (campi fumanti) sul traffico e lo sversamento illecito di compost che ha coinvolto anche il territorio del Municipio IX. Il nome dell’operazione deriva dal fatto che i terreni sui quali veniva effettuato lo spargimento del compost “fumavano” letteralmente, segno evidente, si legge nella nota dei Carabinieri, di una mancata maturazione del materiale, che invece continuava a fermentare in corso d’opera, contravvenendo in tal modo ai più elementari principi di rispetto dell’ambiente, a cui si sarebbero dovuti attenere i responsabili degli impianti sequestrati.

LE INDAGINI

Le indagini sono partite nel 2014, dopo le denunce da parte di alcuni comitati di Pontinia che lamentavano la presenza di miasmi da un’azienda produttrice di compost, la Sep. Con gli accertamenti si è potuto appurare che il materiale prodotto non poteva essere identificato come compost, ma soltanto come rifiuto, visto il superamento di moltissimi dei parametri imposti dalla normativa sull’utilizzo di fertilizzanti. Il materiale prodoto a Pontinia veniva quindi sversato su alcuni terreni limitrofi e su altri della provincia di Roma, oltre che in una discarica. Le altre società sequestrate sono aziende che svolgono la gestione di alcune fasi della lavorazione del materiale in ingresso proveniente dalla raccolta differenziata e la ditta che gestisce i trasporti, assieme ai mezzi che effettuano movimenti dall’impianto di Pontinia alla discarica romana.

I TERRENI IN MUNICIPIO IX

Tra i terreni posti sotto sequestro c’è anche una proprietà al Km 17 di via Ardeatina, nel Municipio IX, che già in passato era stata attenzionata dalla politica locale: “Nel luglio e nel novembre del 2017 avevo già segnalato questo terreno all’Arpa – ricorda il consigliere del Pd, Alessandro Lepidini – Da quell’area provenivano miasmi insopportabili. I sigilli apposti dalla Procura di Roma confermano quei sospetti: dalle indagini emerge, infatti, che il terreno era utilizzato quale discarica non autorizzata destinata allo smaltimento di “compost fuori specifica” con interramenti di rifiuti da costruzione e demolizione e probabilmente anche di rifiuti pericolosi”. Le indagini, appartenenti allo stesso filone d’inchiesta che hanno portato alla luce le ipotesi di reato anche per lo sversamento nella discarica di via Canestrini, “rivelano l’esistenza di una terra dei fuochi nel nostro territorio – aggiunge Lepidini – Il sequestro del terreno a via Ardeatina fa evidentemente temere che lo sversamento abusivo e l’interramento dei rifiuti andava avanti da molto prima del marzo 2018”.

TROPPI I SITI IN MUNICIPIO IX

Naturalmente la preoccupazione per il coinvolgimento di siti all’interno del Municipio IX non ha lasciato indifferente la politica locale. Immediatamente compatta nel condannare questo tipo di traffici, soprattutto in un territorio che negli ultimi anni ha portato avanti non poche battaglie su queste tematiche, contro impianti e siti per nuove discariche. “Se tutte le vicende analizzate fino ad ora trovassero conferma sarebbe una situazione gravissima – ha commentato da Fdi, il consigliere Massimiliano De Juliis – Sul nostro territorio ci sono tante cave, ed è facile che queste in passato siano state utilizzate come discariche o recuperi ambientali”. La preoccupazione è che il riempimento per il ripristino dello stato dei luoghi non sia stato effettuato secondo tutte le prescrizioni di legge: “La nostra è una terra di confine e per questo è presa di mira – aggiunge – Serve comporre una coscienza comune municipale, anche perchè facendo l’elenco di tutti gli impianti, i siti di raccolta e i recuperi ambientali (più di 15 in Municipio IX, ndr) è facile arrivare alla conclusione che questo territorio ha già dato”.

LE ANALISI DELL’ARPA

Che il Municipio IX si sia subito attivato per capire se quanto rilevato dalle indagini abbia impattato sul territorio, ci è stato assicurato dall’assessore municipale all’Ambiente, Marco Antonini: “Abbiamo immediatamente contattato l’Arpa per richiedere dei rilevamenti sulle acque superficiali e profonde. Vogliamo cercare di capire cosa può essere finito nei corsi d’acqua della zona”. Tali rilevamenti sono stati effettuati il 26 giugno scorso, con l’Arpa che ha collezionato alcuni campioni provenienti dal Fosso di Radicelli. “Anche i residenti in passato hanno segnalato odori particolari provenire da questa zona – seguita Antonini – così noi avevamo già chiesto un’ispezione”. Rilevamenti sono stati effettuati anche alla fine del corso d’acqua, così come nel Fosso di Malafede, questo, spiega Antonini, “perchè tracce di metalli pesanti potrebbero essersi accumulate a valle”. I primi risultati di queste analisi saranno prodotte dall’Arpa per la fine di luglio. Successivamente, anche in base ai risultati, ci si dovrà organizzare per l’esame delle acque profonde, per le quali si dovrà anche sostenere un costo considerevole.

Leonardo Mancini