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Stazione Divino Amore: vogliamo ridurlo questo traffico?

La stazione era in funzione fino agli anni ’60, poi si è preferito il mezzo privato e ora si affoga nel traffico

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Tratto da Urlo n.152 dicembre 2017

DIVINO AMORE – Fino agli anni ’60 per andare dal Divino Amore alla Stazione Termini ci volevano circa 15 minuti. Il motivo era legato non solo al ristretto numero di autovetture in circolazione, ma bensì alla presenza della Stazione Divino Amore lungo la linea ferroviaria FL7. L’infrastruttura ha funzionato per circa 35 anni, poi si è preferito investire sul trasporto su gomma, capace di arrivare più capillarmente nelle zone periferiche, quindi la Stazione è stata rimossa. Ad oggi, con il traffico in costante aumento e i tempi di percorrenza sulle grande arterie in ingresso nella Capitale che si sono allungati terribilmente, puntare sul ritorno del treno al Divino Amore potrebbe non essere una cattiva idea. Nel 2006 (14 febbraio), infatti, all’interno del Protocollo d’Intesa stipulato tra la Regione Lazio e RFI (Rete Ferroviaria Italiana), era stata inserita proprio questa progettualità, successivamente confermata in una serie di incontri tra il Municipio IX e RFI. Nel 2010 (23 luglio) veniva addirittura stilato un progetto di massima: l’intervento avrebbe avuto un costo di circa 2 milioni di euro e una durata di 18 mesi. Poi, come spesso accade, silenzio. Così nel 2014 il Municipio votava un atto che impegnava la Giunta ad attivarsi presso Roma Capitale, Regione Lazio e Ferrovie dello Stato (di cui fa parte RFI) per sbloccare la situazione. Ma anche in questo caso l’iter sembra essersi bloccato.

DIMINUIRE IL TRAFFICO – Il centro destra municipale in più occasioni ha puntato su questo intervento. Gli esponenti locali di FI hanno fatto sapere che il Capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, ha presentato un emendamento alla Legge di Stabilità per assicurarne la realizzazione. “Con tale emendamento – spiega Emanuele Belluzzo, Vicecoordinatore di Forza Italia del Municipio IX – si chiede di potenziare la mobilità nella Regione Lazio e in particolare nel quadrante Roma sud, intercettando il traffico dei pendolari che dalla periferia devono raggiungere ogni giorno la città di Roma”. “Il progetto della nuova stazione ferroviaria e il relativo piano finanziario sono già pronti e approvati da RFI – proseguono il Vicecoordinatore di Forza Italia Roma, Pasquale Calzetta, e il Coordinatore di Forza Italia del Municipio IX, Pietrangelo Massaro – pertanto auspichiamo che tale emendamento venga approvato dall’attuale Governo, in modo da dare risposte concrete alle oggettive esigenze di mobilità della comunità dei cittadini di Roma e provincia”.

UN BACINO DI 20MILA ABITANTI – Al momento in cui scriviamo ci sono altre due interrogazioni in attesa di risposta per capire quale sia il futuro della fermata Divino Amore. La prima presentata alla Camera dal capogruppo di Fdi, Fabio Rampelli, la seconda in Regione Lazio ad opera del Consigliere Fabrizio Santori. “È proprio quest’ultimo ente che deve decidere sulla questione – spiega il Consigliere municipale di Fdi, Massimiliano De Juliis – Il centro sinistra ha sempre condiviso l’utilità della stazione, ma in questi anni dalla Regione non abbiamo visto nessuna azione concreta. Doveva già essere completata nel 2015 per servire un bacino d’utenza di circa 20mila persone, oltre al flusso inverso di turisti e pellegrini che possono raggiungere il santuario”. L’intervento, così come spiegato dal Consigliere De Juliis, non dovrebbe essere troppo complesso, ma consisterebbe in una fermata dotata di pensiline, nel tratto più vicino al centro abitato di Falcognana, in presenza di un sottopasso ferroviario già esistente che limiterebbe i lavori di realizzazione al minimo. “Sarà poi da prevedere un parcheggio di scambio, in modo da andare verso un sistema di mobilità mista – aggiunge De Juliis – Speriamo di superare le resistenze di RFI, che in passato aveva visto in Santa Palomba e in Santa Maria delle Mole, le soluzioni al problema di mobilità. Certo è che recarsi a queste stazioni dal Divino Amore vanifica la volontà di diminuire il traffico privato, allungando di molto gli spostamenti”.

Leonardo Mancini