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Sul Municipio XII arriva la bretella Pontina – A12?

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Preoccupazione da parte dei cittadini, non tutti, per il progetto della nuova arteria stradale.


 

Da anni si parla di migliorare la viabilità della Pontina. Da Landi alla Polverini, passando per Storace e Marrazzo, la Regione e le relative giunte che l’hanno governata, si sono confrontate con il problema di questa consolare, estremamente insidiosa sul piano della sicurezza stradale ed altrettanto praticata, soprattutto dopo l’esplosione demografica dei comuni a sud di Roma.
Nel corso del tempo il progetto originario, criticato da associazioni ambientaliste e comitati di zona, ha subito qualche modifica, ma nulla di sostanziale. Ad oggi si parla di un’opera da 2,7 miliardi di euro, secondo le stime ufficiali, “ma si tratta di molto di più. Su questo ci metto le mani sul fuoco – afferma Gualtiero Alunni, portavoce del movimento “No Corridoio” – noi dobbiamo considerare che il CIPE ha approvato 184 km di opere, ma sono stati certificati dal progetto definitivo solo 84 km, ovvero le due tratte Tor de’ Cenci-Borgo Piave e Cisterna-Valmontone. Tutto il resto, ovvero i rimanenti 100 km tra cui anche la bretella Pontina-A12, la tangenziale di Latina, le adduzioni, gli interventi sulla Pontina urbana per la messa in sicurezza, non sono contemplati. E, secondo me, facendo una stima al ribasso, si arriverà a 4 miliardi”. A fronte di solo 468 milioni stanziati. Ma il problema della realizzazione di un’opera così importante esula dall’oggetto dell’attuale trattazione, poiché si discute in merito alla realizzazione di una “bretella” autostradale per congiungere la Pontina all’autostrada A12. Un vero incubo per gli abitanti di Vitinia, Tor de’ Cenci e Torrino Mezzocammino.

“Dall’osteria del Malpasso, casale alto medievale, tutta la parte sotto il Castello di Decima verrebbe occupata da un sistema di svincoli, mentre la Pontina verrebbe rialzata di circa 2m – spiega Marco Antonini, Presidente del WWF LAZIO – da lì partirebbe questa grossa autostrada, un viadotto non troppo alto, forse in terrapieno che, affiancandosi all’attuale via del Risaro, ad una distanza di circa 10/20 metri, punta in direzione di via Belluzzi, con le ultime ville che dovrebbero essere espropriate ed abbattute, per andarsi ad insinuare sulla collina e da lì in trincea per le cave di Quartaccio, che hanno un’importanza mondiale dal punto di vista archeologico”. L’opera, una bretella autostradale di 3 corsie per senso di marcia, proseguirebbe poi per Vitinia, affiancandosi a via di Mezzocammino fino all’Ostiense, attraversandola, per raggiungere l’A12.
“La bretella è una grande opera, inutile a livello di regione Lazio. Appartiene ad un modello di sviluppo superato che privilegia il trasporto su gomma rispetto al trasporto su rotaia – fa notare Nando Bonessio, Presidente dei Verdi Lazio – tra l’altro si tratta di un tracciato ad alto impatto ambientale che va a ledere la riserva di Decima Malafede, la tenuta del Presidente della Repubblica, la riserva statale del Litorale, e scavalca in una zona delicata l’area collinare del Tevere”. Dunque uno sconquasso, non solo sul piano urbanistico e su quello archeologico. Si tratterebbe di una devastazione ben più ampia, che coinvolge molte aree protette, per realizzare un progetto nemmeno innovativo e che oltretutto, di intermodalità, non conserva alcuna caratteristica. “Noi, come Verdi, chiediamo che la Regione non realizzi il Corridoio e che le risorse vengano piuttosto riutilizzate per potenziare un trasporto pubblico che in questa regione è allo sbando, per le tante cancellazioni delle corse usate quotidianamente dai pendolari tanto della Roma Lido quanto delle tante ferrovie dell’hinterland”.

Viene da sé che buona parte dei residenti siano particolarmente preoccupati: “Ci siamo opposti sin dal 1990 e formalmente, come associazione, dal 2004 – dichiara Paola Badessi, Presidente dell’associazione Viviamo Vitinia – non siamo favorevoli né alla costruzione di un’autostrada, né di una bretella che distrugge le aree verdi. Ma anche a prescindere dal nostro territorio esprimiamo la nostra contrarietà rispetto all’impianto complessivo del progetto. Per questo continuiamo ad informare e sensibilizzare gli abitanti dei quartieri limitrofi”.

Per quanto concerne l’amministrazione municipale, una certa preoccupazione è stata espressa anche dal Vicepresidente del Municipio ed Assessore a Urbanistica e Ambiente, Maurizio Cuoci: “Fermo restando che ancora non abbiamo visto il progetto definitivo, se da una parte la bretella è stata pensata per diminuire il traffico all’interno del GRA, facendo confluire fuori dalla Capitale le vetture ed i mezzi pesanti che non devono entrare a Roma, d’altra parte nell’applicazione pratica questa strada dovrà tener conto di alcuni aspetti ambientali. Lambirà alcuni quartieri, e penso in particolar modo a Vitinia – prosegue – per questo noi faremo sentire la nostra voce in sede di Conferenza di Servizi. Non si può pensare di distruggere un ambiente consolidato in una zona dove, in aggiunta, ci sono anche dei parchi regionali di chiara importanza”.
Nel contesto di generale preoccupazione si evince, dalla parole di ciascuno degli attori intervistati, che sarebbe intellettualmente poco onesto non riconoscere che c’è anche qualcuno che, in quest’opera, vede una soluzione interessante.
“La bretella è una costruzione indispensabile per migliorare la circolazione nei nostri quartieri, nel momento in cui l’autostrada A12 sarà collegata alla Via Pontina – dichiara un po’ a sorpresa Guido Basso, Presidente del Comitato di Quartiere Tor de’ Cenci e Spinaceto. “La mancata costruzione di questo svincolo, previsto prima di Tor de’ Cenci, comporterebbe un aumento spropositato di auto ma soprattutto di mezzi pesanti, determinando un blocco permanente di tutta la Pontina fino al GRA. Pertanto non solo siamo d’accordo alla realizzazione della bretella, ma la pretendiamo – conclude Guido Basso – con la condizione che sia costruita più lontano possibile dalle abitazioni”.
In definitiva si tratta di un’opera di cui si conosce il progetto preliminare, sottoposto al vaglio degli enti locali in Conferenza di Servizi. Ma l’iter necessario per arrivare all’accettazione di un progetto esecutivo è ancora in divenire. Nel frattempo cittadini, comitati ed associazioni di tutto il Lazio, si sono dati appuntamento per il 23 aprile a largo Cannella, in zona Spinaceto, per discutere insieme sulle prossime iniziative. La sensazione è che, oltre ad una evidente e diffusa preoccupazione, stia nascendo anche una mobilitazione dal basso che merita attenzione. All’insegna del rispetto dell’ambiente ed in favore di una mobilità più sostenibile o, se si preferisce, realmente intermodale.

Fabio Grilli