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Tassa di soggiorno: il turismo anche nelle periferie

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In Municipio IX si chiede di tagliare del 50% la tassa per gli alberghi fuori dalla fascia verde

IL TESTO E GLI AUMENTI – Nei giorni scorsi avevamo trattato l’argomento delle tasse di soggiorno nella Capitale e del testo allegato al Bilancio Previsionale del 2015 che aumenta alcune di queste tassazioni. Dopo le critiche mosso da Feralberghi, dall’opposizione e da alcuni membri della maggioranza, anche dai municipi arrivano delle richieste di revisione. A presentare un ordine del giorno allegato al Previsionale del 2015, nei prossimi giorni in discussione in tutti i municipi della Capitale, è Andrea Santoro, Presidente del Municipio IX. Con questo testo, che nei prossimi giorni arriverà in discussione nell’Aula di Ignazio Silone, il presidente ha chiesto la riduzione della tassa di soggiorno, in relazione al nuovo dispositivo varato dalla Giunta Marino che prevede la rimodulazione dell’imposta turistica a seconda della categoria dell’albergo. 

L’IPOTESI DI SANTORO – “Abbassare la tassa di soggiorno al 50% sin dal primo giorno di residenza in modo che siano favoriti i flussi turistici nelle strutture alberghiere di periferia fino a 4 stelle, in particolare quelle che si trovano fuori dal perimetro della fascia verde cittadina”. È questa la misura richiesta da Santoro che potrebbe stimolare i flussi turistici della Capitale creando indotto non soltanto nelle zone più centrali. “In cambio – prosegue – le stesse strutture ricettive dovranno mettere a disposizione della comunità le proprie sale, da utilizzare come punti di aggregazione sociale e culturale, cineforum di quartiere, centri di accoglienza e informazione per turisti italiani e stranieri. In questo modo – spiega il Presidente – nel Municipio IX ad esempio passeremmo dagli attuali 2 a 89 luoghi dove promuovere cultura e aggregazione. Una rivoluzione”.

IL TESTO NEL DETTAGLIO – L’ordine del giorno che verrà discusso con il Bilancio prevede che per tutta la durata del soggiorno la tassa ammonti a 1.5 euro per alberghi a 1 e 2 stelle; a 2 euro per i 3 stelle; a 3 euro per i 4 stelle e così per tutte le strutture le cui tariffe sono state ritoccate il 2 gennaio dalla Giunta e che sono inserite nel Bilancio. “Questo per favorire i soggiorni negli alberghi di periferia e intercettare il turismo dei giovani ma soprattutto per sanare l’esigenza di creare spazi a disposizione delle comunità in periferia. Nel territorio che amministro – aggiunge il Presidente – fuori dalla fascia verde insistono 87 strutture ricettive che impiegano, incluso l’indotto, oltre un migliaio di persone. Si tratta di un territorio con eccezionali potenzialità ricettive, già penalizzate dall’esiguità di servizi, che potrebbe contare su una incredibile rete di nuovi spazi di aggregazione, della cultura e del turismo”.

NON ESCLUDERE LE PERIFERIE – Un modo questo per incentivare, oltre ai flussi turistici, anche il ruolo che queste strutture possono avere all’interno del tessuto periferico della città: “Rappresentano presìdi per la sicurezza nei quartieri e strumenti di riqualificazione urbana delle periferie, esempi quindi che andrebbero incentivati”. Un’attenzione che spesso manca e che rischia di non rendere più appetibili i quadranti che non siano nelle immediate vicinanze del centro storico: “Le condizioni imposte agli alberghi di periferia altrimenti rischiano di essere estremamente penalizzanti perchè non tengono conto della localizzazione della struttura ma considerano dirimente il criterio della categoria e questo rappresenta un vulnus per le strutture fuori dal perimetro della fascia verde – conclude Santoro – Sulla base di queste considerazioni chiedo la massima attenzione al tema della tassa di soggiorno e mi appello al senso di responsabilità di tutte le forze politiche che dovranno vagliare il Bilancio”.

LM