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Tempesta dall’Eur Spa

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Mancini su Velodromo: “Se non arriveranno i soldi dal Campidoglio e dal Ministero del Tesoro dovremo chiudere i cantieri della Nuvola”. La sinistra protesta, e Mancini fa delle precisazioni nel pomeriggio.


 

Durante la conferenza stampa di presentazione del bilancio della società, l’Amministratore delegato di Eur Spa Riccardo Mancini, ha parlato del progetto di riqualificazione dell’area del Velodromo, dichiarando che “se non arriveranno i soldi dal Campidoglio e dal Ministero del Tesoro dovremo necessariamente chiudere i cantieri della Nuvola. Per Eur Spa il progetto della Nuvola è sicuramente un peso finanziario. Ma siamo convinti che Roma abbia bisogno di un centro congressi a livello internazionale, i cui lavori dovrebbero terminare il 30 gennaio 2013. Dal 2014 – ha continuato Mancini – abbiamo già dei contratti in essere con alcune società, quindi siamo in grado già di farlo lavorare. Fondamentale il centro per il turismo congressuale nella nostra città. Roma deve poter crescere. Non si può continuare a far congressi a Vienna, Barcellona, Parigi, Lione. Roma è la capitale del mondo”.

Il progetto di riqualificazione dell’ex area del Velodromo prevede l’80% a destinazione pubblica, comprendente dunque servizi, verde, parcheggi, asili nido e scuole materne, mentre il 20% avrà una destinazione residenziale privata, in particolare di quattro edifici di 5 piani ciascuno, di limitato impatto volumetrico, con garage e parco attrezzato.

Dure le proteste degli esponenti del Pd, che hanno visto le dichiarazioni dell’Amministratore delegato come un inaccettabile “aut-aut”.

“Sulla valorizzazione del Velodromo le dichiarazioni dell’Amministratore delegato di Eur sono inaccettabili e siamo stupiti di un tale atteggiamento ricattatorio – ha dichiarato Umberto Marroni, Capogruppo PD al Comune di Roma – il Comune di Roma ha finanziato per centinaia di milioni di euro, anche nella rimodulazione dei fondi di Roma Capitale di dicembre, la Nuvola di Fuksas. È grave che Mancini, il cui passato politico può favorire simili derive, voglia mettere sotto ricatto l’assemblea capitolina, peraltro su progetti di valorizzazione controversi e che non sono stati nemmeno discussi in aula Giulio Cesare e con i cittadini. Chiederemo un chiarimento al Sindaco e al Ministro del Tesoro”.

“Non è con gli ultimatum che si possono fare le scelte urbanistiche a Roma, e in particolare in un quartiere così rilevante e di pregio come l’Eur – ha incalzato Andrea Santoro, Coordinatore Pd al Municipio XII – Si avvii piuttosto un confronto serio, che garantisca i servizi necessari ai cittadini e le esigenze delle istituzioni e di Eur Spa. Il 21 luglio – ha continuato Santoro – proprio all’Eur, si terrà un’assemblea partecipativa promossa dal Comune di Roma e dal Municipio XII, per ascoltare e recepire le proposte dei cittadini sul progetto dell’ex Velodromo olimpico. È sbagliato, in un momento di ascolto, chiedere alle istituzioni di accelerare sull’approvazione della valorizzazione dell’area. Spero che le parole di Mancini siano solo un incidente di percorso”.

Dura anche la replica di Nando Bonessio, presidente regionale dei Verdi del Lazio, che ha dichiarato: “Evidentemente c’è chi non ha ancora compreso ciò che i cittadini hanno espresso in maniera chiara e definitiva con il recente voto referendario: sui beni comuni decidono i cittadini. La qualità dell’ambiente, il consumo del territorio, sono aspetti del governo della città che attengono al bene comune, e alla cui difesa i cittadini non intendono rinunciare. Per questi motivi l’Amministratore delegato di Eur Spa non può permettersi di ricattare la città affermando che ‘se la Commissione Urbanistica di Roma Capitale non approverà i progetti di valorizzazione del nostro patrimonio, in particolare il rilancio dell’area dell’ex Velodromo, fermeremo il cantiere della nuvola’. Quando si amministra un ente dove gli azionisti sono Istituzioni Pubbliche – ha continuato Bonessio -non si può ragionare come se la trasformazione di un’area strategica come quella del Velodromo fosse una cosa a carattere privato. Chiediamo che sulla questione sia applicata la partecipazione dei cittadini ai processi di trasformazione urbana, come prevede lo Statuto Comunale, e non siamo più disposti ad accettare che l’unico concetto di valorizzazione sia quello di contribuire a far lievitare la bolla immobiliare a vantaggio delle solite lobbies politico – industriali della città. È ora di considerare che i veri valori per i cittadini attengono alla qualità del vivere”.

Scatenato il putiferio, Mancini ha tenuto a precisare nel pomeriggio: “Il mio riferimento in conferenza stampa alla Commissione Urbanistica di Roma Capitale, per la quale peraltro nutro, come è ovvio che sia, il massimo rispetto per il lavoro svolto e per il ruolo che esercita, era in verità funzionale alla descrizione di un possibile scenario futuro, qualora l’Assemblea capitolina non ritenesse, come da sue prerogative, di approvare la proposta di trasformazione dell’area del Velodromo. In quel caso Eur Spa, proprio in considerazione dell’impegno oneroso a costruire il Nuovo Centro Congressi, si vedrebbe costretta a chiedere un contributo finanziario ai suoi azionisti. Atteso ciò, intendo chiarire che non vi è stata da parte mia, proprio in virtù del ruolo che esercito, nessuna volontà di pressione, né tantomeno alcun tentativo di subordinare a ricatto l’operato della commissione urbanistica e dell’Assemblea Capitolina. Per altro verso – ha continuato Mancini – intendo ribadire a quanti continuano a sostenere che la trasformazione dell’area del Velodromo sia un’operazione a carattere privato, che la nuova proposta di riqualificazione della suddetta area prevede una trasformazione dell’area all’80% a destinazione pubblica, contro il precedente Accordo di Programma del 2007, che prevedeva nell’area di sedime storico il 70% a destinazione privata e solo il 30% a destinazione pubblica. A ciò si aggiunga che l’interesse pubblico dell’Accordo di Programma 2007 era pari a 37 milioni di euro, mentre la nuova proposta prevede un contributo straordinario per Roma Capitale pari a 56 milioni di Euro di opere e infrastrutture pubbliche (da destinarsi a verde, servizi sociali, pubblici, interventi per la mobilità). Tale intervento di valorizzazione – ha concluso l’Amministratore delegato di Eur Spa – quindi, lungi dal rappresentare un’operazione speculativa a carattere privato, rappresenta semmai un esempio di nuova realizzazione che favorisce l’interesse pubblico, determinata a riqualificare un’area di pregio da anni degradata e in totale abbandono”.

“E’ comprensibile che l’Amministratore di Eur S.p.A esprima le proprie preoccupazioni in merito alle sorti del cantiere della Nuvola di Fuksas, preoccupazioni, per altro, da me condivise e comunicate già una anno e mezzo fa sia al Sindaco che agli organi competenti dell’Amministrazione comunale – dichiara il Presidente del Municipio XII Pasquale Calzetta – tuttavia la stessa amministrazione comunale e quella municipale sapranno valutare autonomamente e senza imposizioni quali sono le priorità del quadrante Eur”.

Serena Savelli