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Tor de’ Cenci: sull’ex campo nomadi regna il degrado

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Deposito di cassonetti, discarica a cielo aperto e prostituzione. Questa la situazione a tre anni dallo sgombero

LO SGOMBERO DEL 2012 – A denunciare lo stato in cui versa l’area è il CdQ Tor de’ Cenci – Spinaceto. Anche se è passato qualche anno, in molti ricorderanno la vicenda dello sgombero del campo nomadi di Tor de’ Cenci. Era il 27 settembre del 2012 quando, dopo il pronunciamento del Tar del Lazio, che proclamava la validità delle azioni intraprese da Roma Capitale, iniziavano le operazione di sgombero. “I cittadini di Tor de’ Cenci e Spinaceto festeggiavano la loro liberazione – ricorda Gabriele Basso del CdQ nella nota del 9 gennaio – la liberazione da quella che per molti sembrava essere una condanna a respirare diossina o a tenere le porte e le finestre sigillate per evitare di soffocare con quell’aria inquinata, soprattutto nel periodo estivo”. Erano molti i problemi del quadrante legati soprattutto alla presenza di roghi tossici durante le ore notturne: “Come Comitato abbiamo fatto di tutto per far chiudere il Campo Nomadi di Tor de’ Cenci, non per razzismo, di cui i finti buonisti ci accusavano, ma perché i fumi giornalieri che respiravamo, non facevano altro che avvelenarci”. 

LE PROPOSTE DEI CITTADINI – Come sempre più spesso accade i cittadini non portano avanti le loro battaglie senza essere al contempo propositivi. Infatti all’indomani dello sgombero il CdQ aveva avanzato alcune proposte per l’utilizzo dell’area, con lo scopo di evitare che tornasse nell’incuria e nel degrado: “Avevamo fatto richiesta di adibire tale area a parcheggio di scambio con capolinea autobus, in attesa della tanto sospirata fermata del Trenino Pontino che da anni ormai chiediamo – racconta Basso – oppure a nuova isola ecologia, come quella già presente su Via Laurentina, in sostituzione del deposito AMA di Spinaceto di Via Renzini, così da poter recuperare il vecchio asilo nido, vista la carenza di tali strutture sul territorio comunale”. 

L’ATTUALE DEGRADO DELL’AREA – A tre anni dallo sgombero sull’area non è stato ancora attivato nessun progetto virtuoso, tantomeno sembra si sia dato ascolto ai cittadini: “Ad oggi, la zona che doveva essere utilizzata per un breve periodo come deposito per i cassonetti, tolti dalle strade per iniziare la raccolta differenziata porta a porta, ha dato vita ad un cimitero di cassonetti ma soprattutto ad un luogo in cui ci si prostituisce e peggio ancora i soliti noti riversano immondizia di vario genere, insomma, sarà stato risolto il problema diossina, ma adesso c’è il problema prostituzione e discarica – conclude Basso – Ci chiediamo: quando questa amministrazione inizierà ad ascoltare la voce dei cittadini e a intervenire prima che le situazioni diventino senza ritorno?”. 

LM