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Tor Pagnotta 2: necessaria verifica urgente della convenzione urbanistica

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Associazioni e amministrazione chiedono la verifica in relazione agli aspetti di servizi, mobilità e compatibilità con i vincoli paesaggistici.

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di nuovi quartieri come Fonte Laurentina e Valleranello, e nella stessa area stanno iniziando i lavori per Tor Pagnotta 2, che vedrà lo sviluppo di circa 1 mln e mezzo di metri cubi di cemento, e l’insediamento di circa 10.000 residenti. L’incremento della popolazione ha già creato i primi disagi nei nuovi quartieri, che soffrono di problemi legati alla mobilità, a causa dalla recente modifica della viabilità, nel tratto antistante Fonte Laurentina, che ne rende più complicate le manovre di ingresso e uscita, che dalla mancanza di servizi come scuole, parchi e aree verdi. I cittadini si adoperano per segnalare il grave processo di edificazione in atto su terreni dell’agro romano tutelati dal vincolo paesaggistico, come nel caso di Tor Chiesaccia e aree limitrofe, dove sta sorgendo il nuovo quartiere. Il sussistere di questi e altri problemi hanno generato ovvie preoccupazioni per la realizzazione del nuovo insediamento, anche da parte dell’Amministrazione comunale. Il Presidente della Commissione Ambiente Andrea De Priamo, insieme ai colleghi Federico Mollicone e Lavinia Mennuni, ha dichiarato “improrogabile una verifica complessiva per l’applicazione della convenzione stessa, con particolare riguardo agli aspetti di mobilità, trasporto pubblico, realizzazione dei servizi e compatibilità con i vincoli relativi alla tutela paesaggistica”. I consiglieri ricordano che la Giunta Alemanno ha di recente approvato una “rivoluzionaria delibera” recante uno schema tipo di convenzione urbanistica “che stabilisce un principio costantemente ignorato dalle precedenti amministrazioni, per cui la realizzazione delle cubature deve essere successiva a quella dei principali servizi. Alla luce di questo provvedimento -dichiarano- riteniamo che l’attuazione di delibere approvate precedentemente allo schema tipo introdotto dal sindaco Alemanno debbano tenere conto di questo principio, e non è possibile veder sorgere e abitare grandi agglomerati urbani senza aver prima costruito strade, scuole e parchi pubblici, ripetendo un cliché del passato, più volte messo in campo dal centrosinistra e non più ripetibile nella città. Nel caso di Tor Pagnotta, pur essendo i palazzi previsti dalla convenzione in fase di realizzazione – e in un caso già vediamo costruito lo scheletro del cemento armato – non si hanno certezze sui tempi di realizzazione di una infrastruttura fondamentale come il filobus Laurentina-Tor Pagnotta-Trigoria, per la quale, seppure sono in corso i lavori per la prima tratta su impulso della Giunta Alemanno, sussiste un serio problema in relazione al ponte-sovrappasso del GRA, la cui costruzione è assegnata dalla convenzione al Consorzio Tor Pagnotta che nell’ultimo periodo, risulterebbe abbia ritenuto insufficiente il contributo previsto dalla convenzione, pari a circa 1 mln di euro, con la necessità di un ulteriore finanziamento da parte di Roma Metropolitane, responsabile dell’infrastruttura di mobilità. Su questi aspetti – aggiunge De Priamo – a breve ci sarà un incontro congiunto delle Commissioni Ambiente e Mobilità, e ricordiamo che grazie alla tenacia del centrodestra allora all’opposizione, il nuovo Piano Regolatore Generale inserì la previsione del prolungamento della linea B della metropolitana fino a Tor Pagnotta-Castel di Leva, infrastruttura comunque necessaria per un quadrante in grande aumento demografico, a prescindere dall’auspicata realizzazione del filobus. Circa il perimetro della convenzione urbanistica, invece, è necessario verificare in che modo il vincolo del Mibac possa interessare una parte della convenzione, in particolare quella da sempre oggetto di richiesta di tutela da parte delle associazioni ambientaliste a ridosso della Domus Sculta, dove è prevista la realizzazione di due palazzi, dei quali crediamo necessaria una verifica di compatibilità con la tutela paesaggistica. Ad oggi non sono stati avviati lavori per la realizzazione di scuole e parchi attrezzati, ai confini del quartiere di Fonte Laurentina -continua De Priamo- e crediamo che l’Amministrazione debba approfondire questi aspetti, permettendo che sia l’abitabilità dei palazzi in costruzione che di quelli ancora da realizzare siano condizionate al formale rispetto della convenzione urbanistica e alla realizzazione dei servizi indispensabili per garantire la vivibilità ad un quartiere di grandi dimensioni. Questo chiederemo al Sindaco con una petizione popolare tra i cittadini”. Anche il Vicepresidente del Municipio XII Maurizio Cuoci e il Consigliere Carlo Caggiano, sulla petizione incalzano: “Ha già il sostegno di molte realtà territoriali, chiederemo che siano bloccati i lavori in corso sul residenziale e non si proceda alla costruzione di nuove case, senza aver prima ricevuto risposte chiare sulla realizzazione di servizi e infrastrutture nel quadrante. Il nostro obiettivo è realizzare una contemporaneità tra le infrastrutture, i servizi e la residenzialità”. Dario Nanni (Pd) Vicepresidente della Commissione per i Lavori Pubblici e l’edilizia residenziale del Comune di Roma, alle dichiarazioni del centrodestra risponde: “Pur condividendo il principio dei colleghi consiglieri, ricordo che a quasi tre anni dall’inizio della loro amministrazione, continuare a responsabilizzare chi li ha preceduti lascia perplessi, dato che in tre anni si può fare molto. L’attenzione verso questo tema mi sembra sia spesso stata marginale, e sempre più frequentemente sono state comunque avviate edificazioni di nuove zone senza avere a monte lo stanziamento necessario a realizzare le opere primarie ed i servizi. Oltre a fare le dovute verifiche, è utile ricordare anche, che è stata proprio l’attuale Giunta a tagliare nel bilancio 2009, oltre 4 mln per le opere di urbanizzazione a Tor Pagnotta. In molti casi, per questi interventi, gli oneri necessari a realizzare i servizi, che pagano all’amministrazione coloro che costruiscono ed intervengono urbanisticamente in una zona, spesso non sono nemmeno sufficienti per realizzare marciapiedi, strade e lampioni, quindi, quello che non si dice è che diventa ancora più difficile poter credere che ci siano i soldi per realizzare le opere secondarie come parchi, centri anziani, asili nido e scuole a posteriori. Non possono crescere quartieri senza parchi e scuole, e da sempre io stesso mi batto contro gli aumenti alle cubature in molti casi eccessive, ma si continua ad autorizzare questa pratica con la scusa che all’aumento del prezzo d’esproprio corrisponda la possibilità di avere più soldi per realizzare servizi. Gli aumenti degli espropri non sono mai stati adeguati e proporzionali agli aumenti di cubatura previsti, e inoltre, non si è mai riusciti ad ottenere lo scopo e i vantaggi per il quale si è deciso di operare in questa via: dopo aver prodotto l’atto al momento non sembra ci sia stato alcun effetto e, continuando a credere fermamente che non si transige sul diritto alla vivibilità del quartiere da parte dei cittadini, credo sia necessario ripartire dalla progettazione dei quartieri e dalla necessità di fornirli da subito di servizi e luoghi per la socialità”.

Michela Romoli