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Torri dell’EUR: Incerti i motivi dello stop, ma si rischia di vedere naufragare la riqualificazione

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torri eur tim

L’opposizione in Municipio IX punta a fare chiarezza in una seduta straordinaria del Consiglio

LA REVOCA DEI PERMESSI – Per la Nuvola dell’EUR è prevista un’inaugurazione nei prossimi giorni, così come il Luneur dovrebbe tornare ad aprire i suoi cancelli ai più piccoli. In attesa di notizie certe sull’acquario, sono le Torri di Ligini, le ex Torri delle Finanze a riaccendere i riflettori sui cantieri infiniti del pentagono. Da ex Torri delle Finanze ad ex Torri della Tim. È di quest’estate la notizia della revoca dei permessi a costruire da parte del Comune e del blocco, sembrerebbe definitivo, del progetto della Tim. La revoca, a quanto si è appreso finora, è arrivata in seguito a un’inchiesta sugli oneri concessori dovuti dall’azienda, a quanto pare troppo bassi. SI parla di circa 24 milioni di euro, di cui Alfiere, la joint venture tra Telecom e Cassa Depositi e Prestiti, ne avrebbe pagato solamente 1 milione. 

IL PROBLEMA DEGLI ONERI – I 24 milioni di euro erano gli oneri stimati per il progetto residenziale di Renzo Piano, precedente a quello di Tim. Poi, visto che le Torri sarebbero rimaste ad uso ufficio, questi oneri non sarebbero più stati dovuti. Ma a quanto pare il Comune di Roma ha comunque revocato il permesso a costruire. Vicenda ricostruita anche dall’ex Assessore all’Urbanistica, Giovanni Caudo, quando spiega che “i 24 milioni, come scrivono gli stessi dirigenti nella determina di annullamento, erano un contributo straordinario connesso al progetto di valorizzazione delle Torri, quello approvato nel 2009 durante l’amministrazione Alemanno, che prevedeva la loro demolizione e la costruzione di residenze di lusso”. L’attuale progetto, invece “è di restauro e risanamento conservativo che restituisce le Torri da un punto di vista formale e funzionale alla loro destinazione originale”, ha continuato Caudo, assicurando che “tutte le altre verifiche tecniche, cui è stato sottoposto il permesso di costruire da parte di funzionari incaricati, ne hanno confermato la totale correttezza e legittimità” e per questo nel dicembre 2015 il progetto ebbe l’ok dalla Sovrintendenza. “Non c’è cambio di destinazione d’uso e non c’è incremento di cubatura, si restaura quello che c’era”.

UNA VICENDA PREOCCUPANTE – Non si può considerare il progetto delle Torri della TIM senza metterlo in stretta correlazione con le altre iniziative urbanistiche del quadrante. Lo fa il Capogruppo del PD in Municipio IX, Andrea Santoro, quando identifica come ‘preoccupante’ questa vicenda: “Non solo il balletto delle cifre, degli oneri dovuti o non dovuti – scrive Santoro – È preoccupante che quegli edifici possano ritornare nel degrado proprio quando tra poche settimane verrà inaugurato il nuovo centro congressi dell’Eur e mentre è in corso una manifestazione di interesse per l’acquisto dell’albergo “Lama”, di fronte gli edifici che avrebbero dovuto ospitare il quartier generale della compagnia telefonica”. È soprattutto questo ultimo punto, la vendita della ‘Lama’, l’alta struttura alberghiera costruita al fianco della Nuvola, a rischiare di naufragare senza la certezza di riqualificazione di quella che più volte è stata definita la Beirut dell’Eur.

IL CONSIGLIO STRAORDINARIO – Per ottenere maggiore chiarezza gli esponenti Dem in Municipio IX, assieme alle altre forze d’opposizione, hanno richiesto la programmazione di un Consiglio municipale straordinario su questo tema, “alla presenza dell’assessore capitolino all’urbanistica Paolo Berdini – seguita Santoro – Consiglio municipale che si terrà nei prossimi giorni e che finalmente farà luce su una vicenda paradossale: qualcuno vuole riportare indietro gli orologi proprio adesso che saranno aperti al pubblico la Nuvola ed il Luneur. Le nuove Torri, uno dei simboli della rinascita dell’Eur rischiano di essere l’ennesimo “pasticcio capitale” esattamente come durante l’amministrazione Alemanno”.

Leonardo Mancini