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Torri di Ligini: l’abbandono è pericoloso

Con lo stop del progetto della Tim si riapre la partita sull'abbandono

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Come ormai è noto, dopo l’espressione del TAR in merito al ricorso effettuato dalla società Alfiere (50% Telecom e 50% Cassa Depositi e Prestiti), contro la revoca del permesso a costruire da parte di Roma Capitale e per richiedere l’annullamento dell’impegno che la obbligava a pagare i 24 milioni di oneri concessori, Tim ha deciso di uscire dal progetto di creare il suo headquarter nelle Torri dell’Eur. Da anni appellati come “Beirut” per la loro condizione di degrado e abbandono, gli edifici rischiano di ricadere nello stesso stato indecoroso in cui erano fino a qualche tempo fa. Ciò su cui si dovrebbe riflettere, visto che oramai la situazione si trascina da anni, è che lasciare degli edifici abbandonati alla mercé di tutti non è solo “brutto” e degradante, ma anche pericoloso. Ricordiamo il tragico caso di Isabella Monti, deceduta a 66 anni travolta dal cancello del cantiere delle Torri dell’Eur, precipitato verso l’esterno proprio mentre la donna passeggiava su viale America. O il caso del ragazzo di 16 anni gettatosi proprio dall’edificio abbandonato, dopo essere entrato all’interno indisturbato. Fatti tragici, gravissimi, che non devono più accadere. Incidenti che potevano essere evitati e non, al contrario, “favoriti” proprio da delle strutture in disuso o in via di una riqualificazione davvero troppo lenta. Ciò deve servire da monito per ciò che si farà in futuro, pensando anche ad altri rischi possibili da non sottovalutare: insediamenti abusivi, danni alle strutture per il tempo e per gli atti vandalici, oltre a tutto ciò che porta con sé l’incuria. Questa situazione rischia di incancrenirsi e di rimanere tale ancora a lungo. L’importante è non pensare di dover assegnare a qualcuno a tutti i costi, cioè anche “gratuitamente”, l’area pur di vederla riqualificata. Sempre se non si vuole in nessun modo prendere in considerazione l’idea della demolizione.

Serena Savelli

Tratto da Urlo n.142 gennaio 2017

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