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Tre Fontane: Coni e Comune cercano soluzioni per la sopravvivenza del centro sportivo

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Ancora incerto il futuro della struttura sportiva, per cui si ipotizzano gestioni alternative e bandi pubblici.

Ancora problemi per il Centro sportivo Tre Fontane. Dopo le difficoltà degli ultimi anni, legate alla complessa gestione della struttura, costruita per le Olimpiadi del ’60 e che ormai da tempo necessita di una riqualificazione e un adeguamento strutturale, a complicare la vicenda anche il fallimento di una delle società affidataria della parte denominata Esedra Destra. Un ulteriore disagio per l’amministrazione del centro sportivo, fino al giugno del prossimo anno affidata dal Comune di Roma al Coni Servizi. Durante l’estate arriva l’ennesima doccia fredda per il centro sportivo con il fallimento della società Rugby Roma, cui era affidata parte dell’impianto, così il Coni Servizi ha iniziato a studiare una soluzione al problema di gestione del complesso. “Anche se ci sono stati spesso problemi con la struttura, che necessita di alcuni interventi sia ai campi che agli spogliatoi, la Rugby Roma aveva fatto del Tre Fontane la sua casa e c’è molto rammarico per la scomparsa di una delle squadre migliori del rugby che in questi ottant’anni ha dato lustro alla città con i suoi successi” avevano fatto sapere dalla società sportiva Rugby Roma, rimarcando l’urgenza di una riflessione sugli errori che hanno portato a questo epilogo, per poter rinascere e ripartire.

Con alcune difficoltà a fine ottobre si tenta di salvare il rugby nella struttura attraverso la fusione delle società Nuova Rubgy Roma e la Rugby e Altro, ma sembra comunque prospettarsi un anno molto difficile per il Tre Fontane, come conferma Alessandro Cochi, Delegato alle Politiche sportive del Comune: “Sarà un anno di transizione per il centro sportivo, ma ho invitato le parti ad incontrarsi, e al momento il Coni Servizi è al lavoro per trovare soluzioni per l’affidamento del Tre Fontane ad una o più società sportive dilettantistiche che, attraverso la creazione di un consorzio di associazioni, gestirà e manterrà in attività il centro fino a giugno del prossimo anno. La decisione spetterà a Coni Servizi, con cui siamo costantemente in contatto. Intanto i lavori per l’adiacente Centro Sportivo Paraolimpico stanno proseguendo. Il pattinaggio, pur se in attesa che siano fatti alcuni interventi sull’impianto, dovrebbe restare dov’è, come anche il basket, che però ultimamente ha avuto problemi con alcune utenze, e pure l’hockey, che manterrà i suoi campi sia al Tre Fontane che nel nuovo impianto sportivo di via Avignone”. A proposito del futuro del centro sportivo, Cochi aggiunge : “Con la scadenza del contratto di gestione da parte del Coni Servizi il prossimo giugno, è sempre più probabile che si decida di indire un bando per la sua assegnazione definitiva, che con un adeguato progetto sportivo e industriale consentirà la riqualificazione e l’apporto delle dovute migliorie alla struttura”. Nel suo ultimo commento il Delegato rinnova il suo impegno per il Tre Fontane: “Ho sempre cercato di fare il possibile per il centro sportivo, e per continuare a far vivere gli sport che tra mille difficoltà vengono praticati nella struttura, ma arrivati a questo punto è ragionevole mettere da parte le polemiche e continuare a lavorare costruttivamente per il bene ed il futuro della struttura e degli sportivi. Il dipartimento sport, per quanto di sua competenza, continuerà a vigilare sulla situazione”.

A conferma del difficile momento che la struttura sta vivendo, anche le parole di Antonio Varacalli, Presidente regionale della Federazione Italiana Pattinaggio, che spiega: “Abbiamo la concessione fino al giugno del prossimo anno e stiamo procedendo per richiedere l’attivazione delle utenze separatamente dalle altre società (basket e rugby). Abbiamo incontrato il Comune in occasione di alcuni sopralluoghi nella struttura, necessari ad individuare quali siano le necessità d’intervento e predisporre un eventuale piano di riqualificazione, perchè l’impianto ha bisogno di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sia per ciò che riguarda la sicurezza che per l’agibilità, così come riportato anche da una mia nota, nella quale ho evidenziato quali sono gli interventi più urgenti che ci consentirebbero di usare al meglio l’impianto, come la copertura di almeno una pista. Siamo in una situazione di attesa – ragiona Varacalli – e questi mesi devono servire per trovare una soluzione sul futuro della struttura, che per noi rappresenta una priorità, dato che è una delle poche in città. Per questo siamo in costante contatto sia con il Coni che con il Comune, a cui la Federazione ha presentato una richiesta per avere in assegnazione l’area dove ci alleniamo, visto che è monodisciplinare: questo sarà proprio uno degli argomenti da affrontare nel prossimo incontro tra Comune e Federazione”. Sull’argomento interviene anche Enzo Foschi, Vicepresidente regionale della Commissione sport: “Esiste evidentemente un disinteresse dell’amministrazione pubblica proprietaria del terreno. L’unica istituzione che, su input di Enzo del Poggetto e di Pietrangelo Massaro, rispettivamente Vicepresidente e Presidente della Commissione Sport, è stata il Municipio XII, che ha messo a disposizione, con la Provincia di Roma, una scuola per gli allenamenti, che naturalmente non è idonea alle partite di campionato. Ciò che fa più rabbia – continua Foschi – è che molti di questi spazi vietati allo sport nel corso dell’estate sono stati utilizzati impropriamente per fare intrattenimento. Ad oggi non c’è certezza del cronoprogramma dei lavori inerenti la realizzazione del centro sportivo dal Comitato Paralimpico. Per una città che ha l’ambizione di voler ospitare le Olimpiadi non è un bel biglietto da visita. Forse oltre alla sbadataggine del Comune di Roma, ha contribuito a questo stato di vergognoso abbandono la (per fortuna) deferita proposta di far coincidere gli impianti del Tre Fontane con l’area box del famigerato Gran Premio di Formula Uno. È chiaro che oggi non essendoci più quella bugia, non vorremmo che, al di là delle dichiarazioni ufficiali, in realtà qualcuno abbia in testa di fare sopra quelle aree pregiate una qualche speculazione edilizia. Sarebbe urgente e utile un tavolo tra Comune, Coni, federazioni e Municipio XII, per condividere un percorso che ripristini le attività sportive nell’interesse di tutta la collettività”.

In attesa di capire quali saranno le decisioni per il prossimo anno, sembra anche superfluo ricordare che, soprattutto alla luce della definitiva candidatura di Roma ai giochi Olimpici 2020, si dovrebbe continuare a sostenere lo sport nella nostra città, evitando di veder morire impianti come il Tre Fontane, che fino a qualche anno fa era uno dei poli sportivi d’eccellenza per gli atleti ed un vanto per i cittadini, al contrario di come sembra essere ora.

Michela Romoli