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Tre Fontane: la storia di un impianto conteso

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Il Municipio XII tenta invano di prendere in gestione provvisoria l’area. Si attende ora il bando di gara per assegnare l’impianto.

La vicenda legata alla gestione del Tre Fontane non si è affatto esaurita. Nel corso del mese di ottobre l’argomento è tornato in auge per la presentazione, in Aula Consiliare del XII, di una mozione, preparata dalla Commissione Sport e votata per ben due volte. Nella prima circostanza, l’inatteso venire meno del numero legale dei consiglieri, anche per l’improvvisa assenza del Capogruppo Pdl De Iuliis e del Presidente Calzetta, che pure avevano partecipato alla discussione, aveva comportato una seconda votazione avvenuta a distanza di qualche giorno. Di norma, il numero dei consiglieri necessari ad approvare, in seconda seduta, un documento, diminuisce.

Ma incredibilmente, per l’occasione, si è presentato in aula un numero eccezionale di consiglieri, per decidere se far passare o meno il documento. Di cosa si trattasse ce lo spiega il primo firmatario, il Presidente alla Commissione Sport, Pietrangelo Massaro: “Abbiamo sottoscritto una mozione, in Commissione Sport, presentandola per due volte in Aula Consiliare, per chiedere che venisse assegnata al Municipio XII la gestione provvisoria dell’impianto sportivo Tre Fontane, in attesa dei risultati del bando pubblico. Il Municipio poi l’avrebbe reso fruibile per tutte le realtà del territorio”. L’iniziativa, spiega sempre Massaro, era dovuta al fatto che “non ci sembrava opportuno che l’impianto fosse stato assegnato – con la formula della custodia e guardiania – ad una delle società partecipanti al bando”. Attualmente, in effetti, l’impianto risulta essere assegnato a dei referenti della Rugby Roma Club, società presieduta da Riccardo Mancini che, parallelamente all’ATI formata dalla Nuova Rugby Roma, sta partecipando alla gara.

La proposta di consegnare temporaneamente il Tre Fontane al Municipio non è andata in porto. “La seconda volta la mozione non è riuscita a passare anche perché, chi era stato insieme a me firmatario della stessa, ha cambiato la sua posizione e quindi tra astensioni, contrari e qualcuno che è addirittura uscito dall’aula, il risultato è stato questo. Ma anche e soprattutto perché – sottolinea Massaro – qualcuno, staccandosi all’ultimo momento, non ha mantenuto fede alla firma apposta sul documento”. Tra i firmatari, compaiono tra gli altri Agostino Colapicchioni (Udc) ed Enzo Del Poggetto (Pd). I due Consiglieri in aula hanno votato favorevolmente. Diverso è stato il comportamento di un altro dei firmatari, il Consigliere Massimo Cimini (Pdl), uscito al momento del voto. Cimini, nella vicenda della gestione del Tre Fontane, ricopre anche un altro ruolo, essendo il Responsabile Relazioni Esterne del Dabliù, la società sportiva che insieme alla Nuova Rugby Roma, costituendo un’ATI, ha partecipato al bando di gara per l’assegnazione del Tre Fontane stesso.

Ad ogni modo, come diceva Massaro, “tra astensioni, contrari e qualcuno che è addirittura uscito dall’aula”, la mozione ha registrato il risultato di dieci favorevoli, dieci contrari ed un astenuto, e pertanto è stata respinta, con il risultato che l’impianto resta in custodia e guardiania alla Rugby Roma Club di Riccardo Mancini, che è anche l’Amministratore delegato di Eur Spa, società per la quale lavora il Consigliere Carlo Pucci (Pdl), presente anch’essi in aula e protagonista con voto contrario, quindi affinché il Municipio non acquisisse la custodia e guardiania del Tre Fontane, in attesa dell’esecuzione della gara. Di questo bando ci dà conto il Presidente Calzetta, parlandoci anche di un incontro avvenuto alla vigilia della votazione in Aula Consigliare. “C’è stato un incontro, da me organizzato al Dipartimento Sport cui hanno partecipato, oltre al sottoscritto, il Delegato del Sindaco allo Sport Alessandro Cochi, Bruno Campanile, direttore dell’Ufficio Sport di Roma Capitale, il dott. Lucarelli del Gabinetto del Sindaco ed alcuni consiglieri di maggioranza, e cioè Marco Cacciotti, Cristiano Carpignoli, Paolo Pollak, che però non ha espresso nessun tipo di commento, e Massimo Cimini che ha espresso alcune considerazioni. Ma nessuno di noi gli ha detto di cambiare il voto”, precisa Calzetta. All’appuntamento non ha partecipato invece il Consigliere Massaro, che però era stato invitato. “Ho preferito non andarci per una mia scelta, in quanto non volevo tirarmi indietro rispetto ad una battaglia che porto avanti da un anno. Volevo evitare di ricevere pressioni che avrebbero comportato un cambio di rotta il giorno dopo”, ci spiega proprio Massaro. Tornando all’incontro,”in quei giorni – ricorda Calzetta – c’era l’incognita del ricorso al TAR che doveva pronunciarsi se la gara potesse continuare oppure no. Di fronte al Gabinetto del Sindaco avevamo assunto questa posizione: se salta il bando – perché il TAR accoglie il ricorso – la situazione dell’operatore provvisorio che sta dentro a gestire deve essere rivista, perché altrimenti significherebbe lasciargli l’impianto per un tempo indeterminato. In caso contrario – quindi se il TAR avesse respinto il ricorso – l’impegno era di concludere il bando in 30/40 giorni, in maniera tale da procedere all’assegnazione dell’impianto, con la speranza di chiudere anche le polemiche”.

Il TAR ha respinto il ricorso e dunque, rimane in piedi la promessa di assegnarlo entro i fatidici 30/40 giorni. Ma c’è chi, in questa scelta, non si è sentito rappresentato: il Presidente della Nuova Rugby Roma Roberto Barilari. “Noi abbiamo presentato ricorsi alle autorità competenti, nelle sedi istituzionali preposte – esordisce Barilari – perché secondo noi Roma Capitale ha commesso gravi errori nei nostri confronti perché, di una cosa pubblica, è stato fatto un uso particolare. Ce l’abbiamo tantissimo con Roma Capitale – riconosce il Presidente della Nuova Rugby Roma – e con Calzetta che come Presidente del Municipio non ci ha tutelati per niente, uscendo anche dall’Aula al momento della votazione e facendo cadere il numero legale”. A tal proposito il minisindaco ci ha spiegato che “quel giorno ero andato per un altro motivo – ed in effetti la mozione presentata non era all’ordine del giorno – e quindi ho valutato di dover approfondire meglio questa vicenda, cosa che ho fatto con l’incontro al Dipartimento Sport”. La Nuova Rugby Roma ha anche qualche altro sassolino da togliersi: “Noi avevamo fatto un’offerta per la gestione dell’impianto, non per la sola custodia e guardiania, di 12mila euro. Poi ne abbiamo fatta un’altra, prima della determina dirigenziale, di 24mila euro. Hanno preferito darla in affidamento (provvisorio nda) per 51 euro annui, evidentemente l’hanno ritenuta più utile per l’erario del Comune…”. Abbiamo infine parlato anche con un referente della Rugby Roma Club, che ha messo a disposizione, per l’intervista, il Direttore Sportivo Stefano Palmieri. “Le prime volte che ho messo piede al Tre Fontane è stato quando avevo 15 anni. Ora ne ho 52. Non sono mai stato un giocatore di livello, ma ho militato nelle giovanili e sono stato un team manager della Rugby Roma Olympic Club” società del Gruppo Abbondanza, dal cui fallimento sono nate le realtà che si contendono l’impianto. Palmieri, che è un uomo di sport “e non facendo parte della parte politica della società, te ne posso parlare dal punto di vista sportivo”, come più volte tiene a precisare, ci ricorda gli importanti risultati ottenuti, in fatto di tesseramento. “Abbiamo circa 300 atleti, dall’under 6 alla prima squadra, che milita nella Serie C Elite. Tre anni fa ero seduto nella panchina della Rugby Roma Olympic quando giocavamo su questi campi contro i London Wasps, i Racing Metro, contro il Bayonne – ricorda il Direttore Sportivo, citando gli incontri della prestigiosa Amlin Challenge Cup – ed adesso ho un cruccio. Abbiamo una specie di spada di Damocle sulla testa, ed io mi auguro con tutto il cuore che questo bando venga definito al più presto, così almeno non dovremo più lavorare alla giornata, con dei progetti a breve, ma con dei progetti a medio lungo termine, per il bene di questi ragazzi e di questo sport”. Un augurio che sentiamo di estendere a tutte le realtà sportive coinvolte nella gestione del Tre Fontane, che evidentemente condividono anche lo stesso cruccio.

Fabio Grilli