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Tre Fontane: quando la migliore offerta non vince

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Ancora ombre sull’intricata vicenda dell’affidamento degli impianti destinati al rugby.

EUR – La gestione dell’impianto sportivo del Tre Fontane, versante rugby, continua ad offrire spunti di riflessione. Eravamo rimasti, l’ultima volta che ne parlammo, all’elaborazione di un bando di gara cui avevano partecipato due società, la Rugby Roma Club di Riccardo Mancini ed un’ATI la cui capofila era la Nuova Rugby Roma di Roberto Barilari. Quest’ultima, però, venne esclusa dal bando di gara, per una ragione che ci ha spiegato lo stesso Barilari: “Eravamo stati esclusi perché nella busta delle offerte non avevamo prodotto la fideiussione originale. Ma questo è consentito dalla legge. L’abbiamo prodotta in originale lì, nella seduta pubblica, e la Commissione, davanti a tutti, ne ha preso visione. All’epoca però non accettarono di metterla agli atti e ci hanno escluso, ma noi l’abbiamo ugualmente protocollata presso l’Ufficio Sport”.

Il risultato immediato dell’esclusione della NRR, è stata “la proroga dell’affidamento provvisorio della porzione di impianto sportivo, denominato Tre Fontane Esedra Destra, alla Rugby Roma Club S.r.l.”, ovvero alla società di Riccardo Mancini che, grazie ad una delibera comunale (la n. 6 dell’11 gennaio 2013), ottiene la proroga de “l’affidamento provvisorio (..) nelle more dell’espletamento della procedura selettiva”. La richiesta di rinnovo era stata avanzata dalla stessa società sportiva dilettantistica di Mancini in data 7 gennaio. “Ma la nostra esclusione – riprende Barilari – era una cosa ingiusta ed infatti il TAR ci ha dato ragione ad inizio gennaio. Avremmo dovuto di nuovo produrre in originale la polizza assicurativa, ma la Commissione per disposizione del Dipartimento Sport di Bruno Campanile non ha aperto la seduta, cioè non ha avuto modo o non ha voluto mettere agli atti la polizza in originale”. Contestualmente, “in maniera inspiegabile, hanno rinnovato, con una delibera del Comune di Roma, l’affidamento e la custodia della Rugby Roma Club di Riccardo Mancini – ricorda il Presidente della NRR – Quindi continuano a stare lì dentro ed a giocare a rugby. E questo secondo me è ingiusto, visto che noi avevamo fatto un’offerta di 24mila euro, rinnovata a gennaio, ma lasciata nel dimenticatoio. Non ci hanno risposto mai. Noi ora siamo su un impianto privato, e dobbiamo sostenere dei costi importanti”. A differenza dell’altra società che per stare nel Tre Fontane “deve continuare a corrispondere all’Amministrazione capitolina il canone quantificato in 2.356 euro annui”, si legge nella delibera. Verrebbe da chiedersi perché è stata concessa questa proroga, che nella delibera è motivata dal “fine di assicurare la continuazione di una adeguata custodia dell’impianto con relativa manutenzione delle aree verdi e dei servizi”. Ma affidarla ad una delle due società che partecipano al bando era l’unica soluzione? “Per trasparenza, per rispetto delle regole e dei principi più generali di una gara pubblica, sostengo che la scelta migliore sarebbe stata e sarebbe tuttora quella di affidare al Municipio XII, come soggetto terzo, l’impianto sportivo del Tre Fontane – ci risponde il Presidente della Commissione Sport municipale Pietrangelo Massaro (Pdl) – e poi il Municipio stesso potrebbe metterlo a disposizione di tutte le società sportive che praticano rugby nel territorio. È chiara la mia posizione su questo riaffidamento dell’impianto sportivo, una scelta dell’amministrazione che non mi trova d’accordo”, chiarisce Massaro, che aveva proposto una mozione, bocciata per un solo voto dai suoi stessi colleghi di partito in sede di Consiglio municipale, per chiedere l’affidamento provvisorio dell’impianto al Municipio, nelle more dell’espletamento del bando. “Io non entro nel merito di una scelta che l’Amministrazione capitolina ha fatto e poteva fare – commenta invece il Coordinatore del Pd nel XII Municipio, Andrea Santoro – ma rilevo il fatto che la situazione poteva risolversi diversamente, come avevamo provato a chiedere – il Pd sostenne la mozione di Massaro, ndr – senza risultato perché la richiesta venne respinta in Consiglio municipale. Noi chiedevamo al Consiglio, poiché c’era una storia legata al futuro di quell’area molto complicata ed a volte anche oscura, di chiarire i rapporti tra l’Amministrazione comunale e le realtà che hanno partecipato al bando. Per una scelta di nascondersi, di sottrarsi, di non rendere chiare ed esplicite le cose – conclude Santoro – è diventata nei fatti l’ennesima vicenda poco chiara che, come i Punti Verde Qualità o il filobus, sta caratterizzando questo municipio”.

Ma c’è un altro aspetto, che ci viene segnalato, in questa “vicenda poco chiara”, per dirla con Santoro. Una lettera che il Direttore dell’Ufficio Sport, Campanile, ha mandato al Presidente della Nuova Rugby Roma, Barilari, in cui si legge quanto segue: “Non si ritiene più accettabile il continuo discredito che, sia nella corrispondenza che nelle notizie di stampa riportanti le vostre posizioni, viene riversato sullo scrivente Ufficio e quindi sull’Amministrazione capitolina, attraverso la diffusione di notizie allusive e fuorvianti (a partire dalla persona fisica che rappresenta l’attuale aggiudicatario)”, per la qual cosa la NRR è stata diffidata dall’Ufficio Sport. E poiché, nella stessa lettera, Campanile informava che “la Commissione Sport preposta ha terminato i lavori e la concessione dell’impianto è stata aggiudicata alla Rugby Roma Club s.r.l.” ne consegue che “la persona fisica che rappresenta l’attuale aggiudicatario”, è Riccardo Mancini, Presidente della Rugby Roma Club ed ex A.d. di Eur S.p.A.. 

Mancini, coinvolto nelle indagini della Procura su un giro di tangenti per l’acquisto di 45 filobus, avrebbe recentemente dichiarato: “È vero, ho preso dei soldi. All’incirca 60.000 euro. Ma non c’entrano con l’appalto in questione. Li ho ricevuti perché sapevano che ero influente”, scriveva Repubblica il 3 febbraio. “Sapevano che ero influente” è un’espressione che si presta a varie interpretazioni. “E’ chiaro che Mancini è forte politicamente ed economicamente e che abbia delle entrature nel Campidoglio è evidente, non sta a noi scoprirlo – ha commentato Barilari – Avviene alla luce del sole e si respira, in particolar modo, all’Eur”.

Fabio Grilli