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Tutti i bandi del Municipio IX: tanti spunti e altrettante criticità

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coworking

Spieghiamo perché la gestione del patrimonio da parte del Municipio scatena aspre polemiche

Tratto da Urlo n.116 giugno 2014

MUNICIPIO IX – Bandi annunciati e mai avviati. Avvisi pubblici pubblicati e criticati prima di conoscerne il vincitore. Bandi finiti sotto la lente della magistratura. La gestione del patrimonio presente sul territorio del Municipio IX da tempo rappresenta un tema delicato e complesso. A maggio ha tenuto banco la decisione di utilizzare l’ex scuola di via Comisso, alla Ferratella, come spazio per l’allestimento di 6 postazioni di coworking. Il progetto, intitolato “Combinazione creativa”, un secondo dopo la sua pubblicazione è divenuto bersaglio di numerosi attacchi, soprattutto da parte del centrodestra municipale. L’assenza di un “vantaggio sociale e di un beneficio economico per Municipio e cittadini” era stato alla base di una richiesta di annullamento avanzata dal Consigliere municipale Fi, Massimiliano De Juliis. A questa critica ha risposto l’Assessore al Patrimonio del Municipio IX, Alessio Stazi. “Noi sappiamo che forse il più grande problema del paese è quello del lavoro. Il coworking è uno dei sistemi più innovativi di utilizzo del patrimonio a fine di un interesse pubblico, ovvero la promozione dei livelli occupazionali e dello sviluppo sociale. Questo obiettivo si realizza grazie alla configurazione di uno spazio comune tra più soggetti che svolgono un’attività lavorativa. Dire dunque, com’è stato fatto, che mettere a bando quei locali significa favorirne un uso privato, a carattere commerciale, significa ignorare il ruolo che può avere l’istituzione locale nel cercare di promuovere opportunità lavorative. Inoltre le competenze lavorative richieste riguardano le nuove generazioni, ovvero quelle che registrano i più alti tassi di disoccupazione. Sul piano del Municipio infine – conclude Stazi – il vantaggio consiste nel riuscire ad implementare una comunicazione più efficace, indubbiamente utile anche alla cittadinanza. Si pensi ai vantaggi che ci sarebbero stati se avessimo avuto a disposizione professionisti che lavorano per campagne di comunicazione istituzionale, durante l’avvio della raccolta porta a porta”.
Un bando annunciato e mai realizzato, riguarda invece quello relativo ai locali del fatiscente centro polivalente di largo Cannella, a Spinaceto. Oltre alla riassegnazione degli spazi, spesso sottoutilizzati, dai residenti era stato chiesto anche un intervento di riqualificazione. “Poco dopo il bilancio partirà il bando sulla street art – annuncia il Presidente della Commissione Patrimonio al Municipio IX, Manuel Gagliardi – dobbiamo trovare le risorse minime per avviare la fase di start up. Attualmente sulle voci di bilancio la situazione è drammatica ed è intenzione della Commissione richiedere maggiori fondi su tutte quelle che non sono finanziate e dunque anche sulla cultura”. Dal punto di vista temporale, dopo una presa in carico del problema, si è registrato uno stop evidente. “C’è stato un passaggio in commissione diversi mesi fa, che ha portato all’approvazione unanime di una risoluzione. Nel documento approvato – spiega Gagliardi – è prevista l’attivazione di un avviso pubblico necessario ad individuare i temi e la disponibilità di associazioni e performer a realizzare queste installazioni artistiche. Le difficoltà di bilancio hanno rallentato moltissimo un iter partito in modo serrato. Stiamo comunque andando avanti insieme agli uffici. Vogliamo che le tematiche non siano aliene al territorio, ma che al contrario siano partecipate. Dopodiché procederemo alla realizzazione del bando”. L’evidente fase di stallo, per uno dei progetti più attesi nel quadrante, non è sfuggita all’opposizione. “All’inizio di questa consiliatura è sembrato che vi fosse un interesse concreto a migliorare il decoro di largo Cannella ed infatti mi sembra che per un paio di volte, siano state tenute delle commissioni direttamente in loco – ricostruisce il Capogruppo M5S municipale, Giuseppe Mannarà – In una delle due circostanze ha partecipato anche la Commissione trasparenza, per tentare di capire chi fossero gli assegnatari dei vari moduli”, concessi all’epoca della seconda Giunta Veltroni. “Abbiamo appreso che alcuni locali sono di competenza municipale ed altri invece sono gestiti dal Dipartimento – spiega Mannarà – L’unica cosa che mi sembra sia realmente cambiata è la posizione della Protezione Civile, che adesso non rischia più lo sgombero. Sul piano igienico sanitario invece, le pulizie che AMA ha realizzato nel mese di novembre, hanno fatto sperare in un cambiamento. Che poi però è stato disatteso. Insomma, è sembrato più che altro uno spot”. Il cambiamento spesso annunciato e poi mai avvenuto è sotto gli occhi di tutti. “Largo Cannella è un ginepraio di atti amministrativi passati e situazioni non chiare e non risolte – ammette l’Assessore Stazi – ma questo è un dato di fatto che non può essere nascosto. In questi 10 mesi abbiamo fatto delle cose, che tuttavia non cambiano la percezione di degrado avvisato dai residenti. Abbiamo approcciato la struttura cercando di contenerne intanto il degrado. È stata fatta una spesa per la rimozione di 250 quintali di rifiuti e da lì si è tentata un’operazione di contenimento. Sono state rimosse scritte dalla linea AMA decoro, in collaborazione con i P.I.C.S. della municipale. Si vuole puntare, inoltre, ad un processo partecipato di street art e, con la Protezione Civile, siamo arrivati ad un primo progetto con lo scopo di avere lì un polo per la gestione delle emergenze. Da una parte c’è l’aspettativa del cittadini, dall’altra un’amministrazione che deve affrontare un annoso problema di degrado”.
D’altra parte però, era stata proprio la Giunta Santoro a promettere trasparenza sulle attuali assegnazioni degli spazi, al fine di mettere a bando i locali sottoutilizzati. “Da parte degli uffici municipali – riprende Stazi – è stato concluso un censimento del patrimonio che gli uffici stanno elaborando per poi poterlo pubblicare sul web. Sono però dati parziali e riguardano le informazioni in nostro possesso. Su mio input l’Ufficio Patrimonio del Municipio ha scritto al Dipartimento Patrimonio, che però ancora non ha risposto, evidenziando una burocrazia soffocata dalla mole di lavoro”. Nel frattempo i cittadini aspettano. Difficile stabilire quanto. La lentezza con cui circolano le informazioni, in casi come questi, può essere snervante.
Per fortuna il Municipio IX regala ancora degli spunti divertenti. C’è un bando, questa volta la competenza è di Roma Capitale, che ha offerto ogni genere di suggestione. È quello relativo all’annosa vicenda legata alla gestione dell’impianto sportivo Tre Fontane. A metà maggio in Consiglio municipale è andato in scena un gustoso siparietto. “Non abbiamo capito come sia potuto succedere – ci racconta Mannarà – ma sta di fatto che il Pd del IX Municipio è riuscito a presentare un documento per chiedere il rispetto della sentenza del TAR. Il nostro stupore è stato grande quando, una volta letto, abbiamo notato che era esattamente lo stesso che il Movimento 5 Stelle aveva presentato in Campidoglio e che in Aula consiliare era rimasto fermo, non certo per causa nostra, dal 19 marzo del 2014”. La mozione, una volta letta, era incredibilmente identica. Ed è curioso ipotizzare che, dopo anni di discussione sull’attribuzione di quell’impianto sportivo, il centrosinistra sia arrivato esattamente alle stesse considerazioni del M5S. Sbavature comprese. “La cosa più sorprendente è stato che due giorni dopo, i nostri consiglieri capitolini sono finalmente riusciti a portare a votazione quel documento in Aula Giulio Cesare. Sai cos’è successo? – ci chiede Mannarà – Il centrosinistra capitolino l’ha bocciato”.

Fabio Grilli