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Tutti vogliono la bicicletta, ma nel Municipio IX mancano le piste

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ciclabile torrino

Tante proposte per migliorare la ciclabilità, ma restano le difficoltà di attuazione

Bici in metro e nei condomini. La Giunta Marino torna sul tema della mobilità sostenibile, mai del tutto abbandonato, con una serie di proposte. È il pacchetto “bici friendly”, che darà la possibilità di trasportare le biciclette sulle linee metropolitane e che faciliterà il rapporto tra ciclisti e condòmini, grazie agli sconti sulla Tasi per chi consentirà di parcheggiarle all’interno dei palazzi.

Nel frattempo, però, il piano quadro della ciclabilità, approvato in tutta fretta durante la Giunta
Alemanno, stenta ancora a prendere piede. Ma le suggestioni, le proposte ed i progetti di mobilità ciclistica che provengono dal territorio municipale, continuano a non mancare.

A Tor de’ Cenci e Spinaceto, nelle ultime settimane, è stata formalizzata la richiesta del Comitato di Quartiere di operare alcuni interventi tesi a favorire la mobilità sostenibile. “Vorremmo che fosse realizzata una pista di quartiere – spiega Guido Basso, Presidente del CdQ – si possono sfruttare i due parchi esistenti e fare solo dei raccordi tra i lotti e le aree verdi, con pochi attraversamenti protetti sui vialoni, uno all’altezza del mercato fisso di Spinaceto, uno all’altezza di largo Cannella”. Ma c’è dell’altro, poiché non si ragiona soltanto in funzione di servire il proprio quartiere. “Vorremmo che venisse fatto anche un attraversamento ciclopedonale rialzato su via di Mezzocammino, tra la fine parco campagna e Casal Brunori. La morfologia del terreno consente di farlo con poche spese, collegando le due collinette, quella dove c’è il campo da tennis e quella nella pinetina dove sono state installate le attrezzature ginniche. Infine – conclude Basso – si tratterebbe di realizzare una pista ciclabile su via Iris Versari, in grado di sfruttare questo attraversamento, per collegare i tre quartieri di Spinaceto, Casal Brunori e Torrino-Mezzocammino”. Costo dell’operazione? Difficile da quantificare. Di un’altra opera, invece, si è ampiamente parlato nel corso di un partecipato Consiglio municipale. Si tratta della pista ciclabile di via Città d’Europa. “C’era un progetto molto ambizioso che avrebbe permesso un collegamento da piazza Tien An Men al laghetto dell’Eur – ricorda il Consigliere della Lista Marino, Agostino Colapicchioni – solo che poi, ad un certo punto, quel progetto venne snaturato”. Alla base del cambio di strategia, una serie di lamentele di alcuni commercianti del Torrino che non vedevano di buon occhio il passaggio di biciclette su via della Grande Muraglia, dove la ciclabile era prevista. “Da Grande Muraglia, poi, il circuito si sarebbe dovuto collegare a via dei Primati Sportivi, per raggiungere, infine, il laghetto dell’Eur. Ma quel progetto è stato modificato ed ora occorre vedere il bicchiere mezzo pieno: bisogna fare in modo che i soldi spesi non vengano buttati, perché adesso quello è tutto tranne che una ciclabile, visto che termina su una cabina dell’Acea da una parte, e davanti ad una parrocchia dall’altra. Io dico di trasformarla anche in considerazione della progettualità messa in piedi con le associazioni del territorio”.

Ma c’è a chi, questa ciclabile e soprattutto i soldi investiti per realizzarla, hanno fatto storcere il naso. Il Movimento 5 Stelle, ad esempio, si è mostrato particolarmente critico. “Sono stati spesi 248mila euro per realizzare una ciclabile che è un moncone. Il ciclista non sa dove va né dove arriva con questa pista, lunga appena 670 metri e senza sbocco – fa notare la Consigliera Alessandra Agnello del M5S – inoltre, cosa che ritengo gravissima, sono stati sistemati i parapedonali in maniera tale che nessuno possa uscirne: per un malore o semplicemente prendere una traversa di via della Città d’Europa, non si ha la possibilità di farlo. Quella pista è una gabbia”. Ed in effetti, la vicinanza dei tantissimi e costosissimi parapedonali che vi sono stati sistemati, impediscono di uscire dalla ciclabile stessa. “Quest’opera è nata male ma se ci mettiamo mano finirà peggio. L’innesto che chiedete di fare – attraverso la risoluzione – sarà impossibile ottenerlo. Si pensi, piuttosto, a realizzare quelle previste nel Piano Quadro della Ciclabilità mentre quella pista – ha concluso il suo intervento in Aula Consigliare Alessandra Agnello – rimanga così com’è: un monumento alla malapolitica”.

Un proposito che però ha raccolto pochissimi risultati visto che, con quattordici voti a favore quattro contrari ed un astenuto, il documento è stato poi votato dalla maggioranza del Consiglio municipale. “Credo che non si possa proprio lasciare quel tratto di strada così com’è ora, sia pure quale ‘monumento agli sprechi della politica’ – osserva Lorenzo Maria Sturlese, portavoce del gruppo Ciclabile Pedalando Uniti – Tuttavia, se si considera la necessità di evitare ulteriori consistenti spese, per soluzioni obsolete come quella di una pista ciclabile tradizionale, sarà sufficiente verniciare di rosso i 700 m del tratto già posto in opera, e realizzare lo sbocco a livello del piano stradale del tratto chiuso dal marciapiede di viale Città d’Europa. Ricordo che, nel nostro municipio, sono stati recentemente inaugurati 100 m di pista ciclabile paralleli alla prosecuzione di via Brancati all’incrocio con via Silone – evidenzia Sturlese – che non appartengono ad alcuna direttrice ciclabile. Anche per questo, inaugurare a breve 700 m di pista ciclabile, senza particolari aggravi di spesa, può avere anche un senso”.

Tra risorse gestite male e fondi necessari a realizzare vecchie o nuove piste c’è chi, nel corso del mese di ottobre, ha pensato di sensibilizzare le istituzioni cittadine ad implementare il Piano Quadro rimasto nei cassetti. E non solo. “Noi lavoriamo in un istituto di ricerca a vocazione ambientale, e tra noi ci sono anche parecchie persone che utilizzano la bici per andare a lavorare – spiega Filippo Pala, del neonato circolo Sel dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) – l’idea della biciclettata che abbiamo fatto il 15 ottobre dalla Ferratella al Campidoglio, ci è venuta quando ci siamo resi conto che sono aumentate le persone che utilizzano questo mezzo di trasporto, anche per gli spostamenti lavorativi. Quello che vorremmo – conclude Pala – è una migliore manutenzione delle attuali ciclabili, ma siamo favorevolissimi anche alla realizzazione del Piano Quadro, mai attuato. Infine ci piacerebbe che i posti di lavoro, soprattutto quelli dell’amministrazione pubblica, venissero messi in condizione di ospitare locali dove potersi lavare e cambiare, prima di sedersi alla scrivania. Con ISPRA abbiamo iniziato a parlare di questi argomenti e quello che vorremmo è trovare un punto d’incontro tra le esigenze dell’azienda e quelle del lavoratore ciclista”. In sostanza istanze, proposte e talvolta progettualità vere e proprie, non mancano. Quello che difetta, di solito, sono i fondi a disposizione. Come quelli utilizzati per realizzare nella passata consiliatura, i 670 metri di ciclabile in via Città d’Europa. Senza sbocco alcuno. Ma soprattutto, per com’è stata finora allestita, senza alcun senso.

Fabio Grilli