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Una fermata del treno a Falcognana è possibile?

Si ipotizza un intervento di mobilità pubblica che potrebbe cambiare la vita ai residenti

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FALCOGNANA – Fino agli anni ’60, al Divino Amore, era presente una stazione del treno della linea Napoli-Formia-Roma. Venne inaugurata nel 1933 a servizio del santuario, meta di un nutrito pellegrinaggio ancora oggi, per poi essere soppressa dopo una trentina d’anni. Ci si è chiesti, visto che esisteva già questo tipo di servizio nel quartiere molti anni fa, se ci fosse la possibilità di ripristinarlo poco più giù, nel centro abitato di Falcognana. Un intervento del genere, già previsto dal Protocollo d’Intesa stipulato tra Regione Lazio e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) nel 2006, confermato in alcuni incontri tra RFI e il Municipio IX e dalla successiva stesura di un progetto di massima nel 2010, dovrebbe costare 2 milioni di euro e i lavori dovrebbero durare 18 mesi.

UNA RIVOLUZIONE – “Prendere il treno da Falcognana permetterebbe alle persone di raggiungere il centro di Roma in 15 minuti circa – ha spiegato Massimiliano De Juliis, Vicepresidente del Consiglio del Municipio IX (Fdi) – Una zona periferica come quella del Divino Amore, oltre che importante dal punto di vista turistico e religioso, potrebbe acquisire un servizio in più, permettendo alle persone di lasciare a casa il mezzo privato”. Ciò che si chiede è semplicemente “di far fermare i treni – ha continuato De Juliis – Una fermata, infatti, è ben diversa da una stazione”. Richiederebbe solo la costruzione delle pensiline, delle banchine, di un sottopassaggio (individuato presso un ponticello esistente a ridosso del vicolo Tellene) e di un parcheggio (che potrebbe sorgere nei pressi della nuova rotatoria di Falcognana). “Nel 2014 venne anche votato un documento in Municipio – ha concluso De Juliis – per impegnare la Giunta ad attivarsi presso Roma Capitale, Regione Lazio e Ferrovie dello Stato (di cui fa parte RFI, ndr) per sbloccare la situazione e recentemente ho chiesto che vengano ripresi tutti i documenti. Questo intervento sarebbe una rivoluzione per il quartiere”.

FERMATA ‘SLIM’ – Quanto questo intervento potrebbe essere fondamentale per la vivibilità del quadrante ci viene confermato da Marco Serani, Vicepresidente del CdQ Falcognana: “Vorremmo una stazione ‘slim’ come quella di Torricola, dove c’è solo l’obliteratrice, un intervento semplice quindi. Nel nostro quartiere abitano circa 15mila persone e laddove si valutasse una soluzione del genere si risolverebbero molti problemi in termini di viabilità. L’intervento – ha continuato – permetterebbe alle persone di raggiungere il centro città in modo più rapido e di godersi meglio un quartiere che, invece, durante la settimana diventa una zona dormitorio. La fattibilità e l’utenza c’è, è chiaro che serve una forte impronta politica”.

DAL MUNICIPIO – Dall’attuale Amministrazione municipale c’è interesse per l’intervento, tanto da aver verificato che esso potesse essere inserito in un bando per ottenere dei finanziamenti europei, operazione purtroppo non andata in porto. “Sono diversi anni che si parla di quest’opera – ha dichiarato Marco Maria Crescenzi, Presidente della Commissione mobilità al Municipio IX – e molte amministrazioni, nel tempo, si sono susseguite. Noi possiamo sollecitare e dare un indirizzo, ma è fondamentale una volontà politica da parte della Regione Lazio”. La positività dell’intervento è innegabile, “sia in termini di traffico che per la riqualificazione dell’area – ha continuato Crescenzi – Attualmente non si riesce a privilegiare il trasporto pubblico locale rispetto al mezzo privato e questo intervento potrebbe aiutare in tal senso”.

Non sembrerebbe esserci nulla di negativo nella realizzazione di una fermata del treno a Falcognana. La fattibilità dell’opera c’è, i costi e i tempi sono contenuti, gli utenti sarebbero ben felici di avere questo servizio nel quartiere. Perché non riparlarne in termini pratici?

Serena Savelli

Tratto da Urlo n.147 giugno 2017

(Foto: copyright Rosario Serafino – www.stradeferrate.it)

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