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UPTER: chiude la sede di largo delle Pleiadi

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Trecento iscritti avevano già pagato la retta. Il Municipio chiede alla Provincia di risolvere la questione. Affiorano perplessità nella gestione dei locali pubblici

 

A metà strada tra la borgata nuova di Tor de’ Cenci ed il Villaggio Azzurro, lungo una via privata nota per la presenza spropositata di dossi artificiali, si trova un pugno di villette color porpora. Tra queste, un casale, probabilmente l’insediamento originario della zona, circondato da un giardino piacevolmente fresco in estate, è stato per anni il crocevia di centinaia di lezioni. Realizzate dall’UPTER, l’università popolare della terza età. Un luogo ameno, frequentato nel corso di 15 anni da migliaia di residenti del Municipio XII.
All’interno di questa struttura, formatori esperti insegnavano le discipline più disparate, dalla ceramica alla pittura, dal giardinaggio alle lingue straniere. Ebbene, questo casale così apprezzato dalla comunità ha chiuso i battenti, inaspettatamente.
“Abbiamo ricevuto una lettera, datata 28 dicembre, che preannunciava una verifica sull’agibilità. Dopodichè – fa notare il prof. Tonino Tosto, Vicepresidente dell’UPTER – da un giorno all’altro, ci hanno detto che la loro perizia riscontrava problemi di inagibilità, mettendoci di fronte al fatto compiuto”.
E meno di un mese più tardi la sede, gestita dal consorzio CEPLAC, ha chiuso definitivamente i battenti. Una scelta indispensabile, si penserà, per evitare questioni legate alla sicurezza dello stabile. Senz’altro. Eppure, quello stesso stabile, per cinque lustri è stato ampiamente vissuto e frequentato. Al punto tale che, al momento della sua chiusura, oltre 300 persone stavano continuando a seguirne i corsi, peraltro avendoli anticipatamente pagati.
E proprio per garantire la conclusione delle lezioni si sono inseguite diverse proposte. La prima opzione, caldeggiata per alcuni giorni, è ricaduta sui locali dell’ex scuola Mameli, in via Carlo Avolio. Uno spazio gestito dal Municipio, che poteva essere immediatamente assegnato all’UPTER, almeno fino al mese di giugno. Ma questa proposta, abbastanza condivisa, con la stessa rapidità con la quale era stata paventata, è pure decaduta. “Quei locali, a detta proprio del Consiglio municipale, sono risultati assegnati a diverse altre associazioni – ha fatto notare Tonino Tosto – Adesso stiamo verificando la possibilità di utilizzare temporaneamente la succursale del liceo Plauto, in via Salvatore Lorizzo”. Una proposta che, a differenza dell’altra, ha suscitato alcune perplessità. Non tanto in seno alla maggioranza municipale, che anzi, “su questo punto ha evidenziato un lavoro di concerto con tutti i membri preposti – ha sottolineato Paolo Pollak, Consigliere Pdl al Municipio XII – dal Presidente del consiglio Marco Cacciotti a quello della Commissione scuola Gino Alleori, fino al Presidente della Commissione sport, patrimonio e cultura Pietrangelo Massaro”. Quanto piuttosto nei confronti dell’opposizione. Per due ordini di ragioni. In primo luogo perché ha ridato linfa ad un’obiezione di fondo, portata avanti da Giuseppe Contenta, capogruppo Pd che, insieme ad altri quattro consiglieri, ha presentato una mozione, non passata, in Consiglio municipale. “Io ricordavo – spiega a margine della manifestazione del 27 lo stesso Contenta, per anni residente in quella zona – che questo casale, insieme alle strade, alle fogne e ad un campo da calcio, dovevano essere prese in consegna dal Comune di Roma”. E da questa considerazione, insieme ai capogruppo Matilde Spadaro (Sa) e Vincenzo Vecchio (Api) è nata un’interrogazione a risposta scritta, nella quale, testualmente, “si interroga il Presidente Calzetta per sapere se il casale di largo delle Pleiadi debba essere ceduto dal Consorzio al patrimonio comunale”. In sostanza, se dovesse risultare così il Comune, nella richiesta dei consiglieri d’opposizione, dovrebbe “procedere con immediatezza ad ottemperare a quanto previsto nell’atto d’obbligo”. Riprendendone, in sostanza, la gestione. Per poi assegnarla con un bando a qualche associazione, che dovrebbe eventualmente assumersi l’onere della ristrutturazione.

Una questione non di poco conto, ma che rimanda ad una soluzione, qualora questa pista dovesse rivelarsi valida, di medio periodo.
Nel breve, rimane in piedi l’opzione della succursale del Plauto, già visionata anche dai rappresentanti dell’Upter “una sede in cui c’è tutto, dai banchi alle lavagne e su cui c’è stata ampia condivisione. In assenza di obiezioni politiche è arrivato il momento che le istituzioni preposte facciano la propria parte” conclude Pollak, probabilmente alludendo alla Provincia di Roma, competente per le scuole medie e superiori. E qui si evidenzia una seconda difficoltà, legata alla tempistica. Perché se i locali di via Carlo Avolio potevano essere rapidamente assegnati dal Municipio, per quelli di via Lorizzo è necessario espletare pratiche e percorsi differenti, che portano, come si accennava, a Palazzo Valentini.
“È veramente una giungla – spiega il Vicepresidente dell’UPTER – il Municipio si è attivato e bisogna effettivamente riconoscergli un’effettiva comprensione e partecipazione ai problemi dell’UPTER. Anche la preside del Plauto ha dato la sua disponibilità ma naturalmente deve tutto passare per una decisione del Consiglio d’Istituto, che non si riunirebbe prima del 30 aprile. Ma le scuole medie e superiori sono gestite dalla Provincia – riconosce anche il prof. Tosto – e di conseguenza, tra pochi giorni, dovrebbe essere convocato un tavolo interistituzionale per verificare la possibilità d’arrivare ad un’assegnazione temporanea, fino a giugno. In maniera tale da poter concludere i percorsi formativi interrotti, dando una risposta agli oltre 300 iscritti” che, ricordiamo, hanno già pagato i loro corsi.
In definitiva, il timore maggiore, per i referenti dell’Università Popolare, è di ordine temporale. Più soggetti istituzionali si coinvolgono, e maggiore è la difficoltà a trovare una soluzione rapida ed efficace. Ovviamente, la scelta di demandare alla Provincia la responsabilità di risolvere la questione, ha suscitato diverse perplessità anche perché, nella zona di Spinaceto, sono diversi i locali gestiti dal Municipio che risultano sotto utilizzati. “La Consulta della cultura già dal 2010 ha ufficialmente richiesto di avviare il censimento degli spazi disponibili sul territorio, per svolgere le attività culturali delle associazioni regolarmente iscritte” fa notare il Vicepresidente della Consulta della cultura al Municipio XII Filippo Cioffi – A seguito della vicenda relativa all’utilizzazione dei locali dell’UPTER, si rileva con estrema chiarezza l’assoluta assenza di pianificazione e programmazione sia degli spazi che di una vera e propria politica culturale del Municipio sul proprio territorio” conclude Cioffi, che precisa come anche la Consulta attende di sapere se sussista la possibilità d’usufruire dei locali dell’Urban Center, “per cui si è presentato un dettagliato programma e di cui si attende ancora la delibera di Giunta per l’affidamento”.
In definitiva, di locali gestiti dal Municipio, non particolarmente utilizzati, ve ne sono diversi. Da quelli dell’ex scuola Mameli di via Carlo Avolio, all’Urban Center, fino ad arrivare all’infinita pletora di spazi presenti in via largo Cannella, in zona Spinaceto. Locali di cui da anni si attende di verificarne il bando d’assegnazione, realizzato dalla precedente amministrazione, ma anche di conoscerne il nuovo, più volte promesso dal presidente Calzetta. Per quanto attiene all’UPTER, la speranza è quella che le istituzioni trovino una soluzione, condivisa e rapida. Ma anche che facciano chiarezza, rispetto a tanti locali, presenti nel territorio, che risultano scarsamente utilizzati. E di cui, talvolta, si ha il dubbio che nemmeno l’amministrazione ne sappia individuare la responsabilità.

 

Fabio Grilli