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Via Ardeatina: sempre più probabile la chiusura per sei mesi

Il rifacimento del ponte di Falcognana potrebbe portare la mobilità del quadrante alla paralisi

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Tratto da Urlo n.155 marzo 2018

VIA ARDEATINA – Potrebbe essere confermato il cronoprogramma per la ristrutturazione del ponte ferroviario della Falcognana. Per realizzare l’intervento, RFI (Rete Ferroviaria Italiana) ha predisposto la chiusura del tratto interessato di via Ardeatina. La notizia, diramata un paio di mesi fa, ha da subito destato preoccupazione tra residenti e automobilisti. La chiusura infatti è stata predisposta dal 2 maggio fino al 22 ottobre. Circa sei mesi che potrebbero portare la viabilità della zona al collasso, visto che in queste settimane quella che sembra essere l’alternativa più quotata, cioè via di Porta Medaglia, è stata chiusa su disposizione della Polizia Locale per le condizioni precarie del manto stradale.

LE RICHIESTE – Non appena è stato presentato il cronoprogramma, le forze politiche municipali e gli abitanti della zona hanno cercato di proporre alcune iniziative per mitigare l’impatto della chiusura prolungata. “Noi assieme ai cittadini – ricorda il Consigliere di Fdi Massimiliano De Juliis – abbiamo chiesto che con l’occasione si preveda la realizzazione del capolinea dell’autobus 218, che sarebbe dovuto arrivare proprio dove adesso è in opera il cantiere, così come due possibili bypass dei lavori per non bloccare il quadrante”. La prima idea prevede il passaggio dalla rotatoria di Falcognana e l’uscita su via Ardeatina attraverso il sottopasso ferroviario della vecchia stazione, mentre la seconda ipotesi vede il passaggio verso il Castello della Falcognana per poi ricollegarsi all’altezza del ponte ferroviario di Porta Medaglia. “Inoltre – aggiunge De Juliis – avremmo voluto puntare su RFI per ottenere delle rassicurazioni sulla stazione ferroviaria Divino Amore, un’opera necessaria e attesa da tempo”.

LE RIUNIONI – Nelle scorse settimane si sono tenute diverse riunioni di commissione in Municipio IX, durante le quali i contatti con i responsabili dell’intervento (RFI) e con tutti gli enti interessati, non sono stati possibili: “Abbiamo solamente sentito relazioni da parte del M5S in cui ci assicuravano la prosecuzione delle trattative per ridurre i tempi”, ha spiegato il Consigliere De Julius. Nella prima riunione (fine gennaio) venne avanzata da RFI un’idea di mobilità alternativa. Il piano, ampiamente contestato dalle opposizioni, prevede l’utilizzo di via di Porta Medaglia (attualmente chiusa) fino a via di Sant’Anastasia per una successiva immissione in via di Castel di Leva per i mezzi privati e, nel rispetto dei divieti di transito ai mezzi pesanti su via di Porta Medaglia, il passaggio di questi ultimi su via Laurentina. “In un tavolo tecnico con RFI, il Municipio, il PAU, il SIMU e Roma Mobilità, abbiamo cercato di capire quali siano le ragioni di una chiusura così prolungata – ha dichiarato il Consigliere del M5S e Presidente della Commissione Mobilità, Giulio Corrente – I tempi per gli interventi dei vari sottoservizi (Acea, telefonia ecc.) nel cronoprogramma sono stati sommati. Quello che si sta cercando di fare è ottimizzare i lavori nel periodo di chiusura delle scuole”.

DALLA CITTÀ METROPOLITANA – Il 9 marzo sono però arrivate alcune brutte notizie per quanti speravano in una riduzione della tempistica. Lo scenario di questa doccia fredda è stata la seduta delle Commissioni congiunte Ambiente e Mobilità in Città Metropolitana. In questa sede i responsabili di RFI hanno chiarito quale sia la loro posizione. “In poche parole abbiamo scoperto che nessuna delle richieste avanzate era stata presentata a RFI – afferma il Consigliere del Pd Alessandro Lepidini – e nemmeno la riduzione dei tempi di chiusura potrà probabilmente essere limitata alle vacanze estive”. Anche l’accorpamento dei tempi di lavoro destinati ai sottoservizi (possibilità comunque non ancora certa e sulla quale si avranno risposte non prima del 16 marzo), non ridurranno di molto i tempi. “Ci dispiace che chi ha organizzato tavoli e riunioni non abbia minimamente coinvolto le opposizioni o i cittadini – seguita De Juliis – se lo avessero fatto le richieste del territorio sarebbero potute arrivare mesi fa e magari avremmo già delle risposte”. “Adesso l’unica certezza che abbiamo è che il 2 maggio verrà chiusa l’Ardeatina – prosegue il Consigliere Lepidini – non c’è nemmeno la sicurezza che RFI possa occuparsi del rifacimento di via di Porta Medaglia, così come non c’è nessuno studio di viabilità alternativa. In mancanza di opzioni reali o senza il rifacimento della strada, non si può far partire questo intervento. Siamo stati marginalizzati e non sono stati ottenuti risultati accettabili”. La replica a quanto dichiarato dalle opposizioni non è tardata: “Le condizioni di Porta Medaglia sono state comunicate da noi a RFI durante il tavolo tecnico del 26 febbraio scorso, allora ci hanno confermato la possibilità di intervenire, mentre adesso in Commissione ci dicono che si configurerebbe addirittura un danno erariale – afferma Giulio Corrente – Per quanto riguarda le proposte della viabilità alternativa presentate dai cittadini, queste non sono mai state formalizzate agli atti della Commissione Mobilità in Municipio, inoltre è molto difficile che uno stradello in terra battuta possa accogliere la viabilità dell’Ardeatina. In ogni caso l’obiettivo condiviso e da perseguire è la diminuzione dei tempi di intervento, anche accorpando i lavori dei sottoservizi”.

NELLE PROSSIME SETTIMANE – Al momento, come già affermato in precedenza, le uniche certezze sono l’avvio dei cantieri e la chiusura, a partire dal 2 maggio, del tratto di via Ardeatina interessato dai lavori. Senza un piano di viabilità alternativa e senza il rifacimento di via di Porta Medaglia, la paralisi del quadrante sembra un problema annunciato. Per avere nuove notizie sui tempi di intervento e sulle possibilità di bypass dell’area di cantiere bisognerà aspettare la fine di marzo, quando le commissioni si riuniranno nuovamente in Città Metropolitana.

Leonardo Mancini