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VIA DEI RADIOTELEGRAFISTI: L’OCCUPAZIONE CONTINUA

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Sembra in una situazione di stallo l’occupazione dell’ex edificio Cotral. E i cittadini si lamentano
Sono più di tre mesi che l’edificio Cotral di via dei Radiotelegrafisti è stato occupato da 120 famiglie, circa 350 persone, dopo lo sgombero dello stabile di via Rivoltella, in zona Monteverde. Purtroppo però nessuna risoluzione per gli occupanti e nessun accenno di essi a volersene andare. I cittadini hanno così iniziato a lamentare una situazione di pericolosità, di poca sicurezza e soprattutto di incertezza.
E inoltre tante domande irrisolte come quella, fondamentale, del perché la Regione non faccia nulla, visto che Cotral (di sua proprietà) aveva intenzione di vendere lo stabile.
“Dopo l’occupazione dello stabile, a dicembre, abbiamo fatto una riunione con i cittadini, Calzetta e Cuoci (Presidente e Vicepresidente Municipio XII), mentre la Regione è stata silente. – racconta Giorgio Marsan, Presidente dell’Associazione Gentes – L’Assessore alla Mobilità della Regione Lazio, Franco Dalia, si era invece preoccupato di incontrare gli occupanti, visto che la Regione Lazio è la maggiore azionista di Cotral S.p.A. Il Municipio XII ci risponde che  non può intervenire in quanto la situazione non è di sua competenza. I cittadini però qui lamentano una mancata identificazione delle 150 famiglie all’interno dello stabile: è vero che finora non vi sono stati né problemi di ordine pubblico, né sociali di alcun genere, ma gli abitanti del quartiere hanno il diritto di sapere chi e quanti sono i nostri “nuovi vicini”. In caso di locazione di un appartamento o di una parte di esso ogni cittadino è tenuto a comunicare entro 48 ore alla questura le generalità dell’affittuario. Non è forse lecito far sapere alle autorità competenti chi effettivamente occupa l’edificio? Inoltre – continua Marsan – la palazzina è un edificio adibito ad uffici, per cui non particolarmente attrezzato ad ospitare famiglie residenti. Il numero indicativo degli occupanti è di almeno 4 o 5 volte superiore alla massima capienza possibile per l’edificio stesso in base a tutte le normative sulla sicurezza. Si presume che gli occupanti utilizzino bombole a gas per scaldarsi e cucinare, creando rischi per le palazzine circostanti. E altrettanto grave è la questione igiene. Infine – conclude Marsan – la Regione Lazio ha recentemente dichiarato di non poter procedere alla realizzazione della Residenza Sanitaria per Anziani presso la Ex Casa della Bambina in via Laurentina, pur in presenza di finanziamenti e di progetti decennali, perché quell’edificio deve collocare gli uffici della stessa Regione (con enormi spese di ristrutturazione). Perché non utilizzare il palazzo Cotral che già nasce per ospitare uffici?”
Dà ragione al comitato Andrea De Priamo (PdL), Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Roma, quando afferma che “le occupazioni sono qualcosa di illegale e non si può assolutamente continuare in questo modo. Ho chiesto al Sindaco Alemanno di attivarsi perché ricordiamo che quello è uno stabile della Regione”.  Per il momento solo proposte di risoluzione, ma la strada dello sgombero sembra ancora non troppo vicina, soprattutto a causa del fatto che è proprio la diretta interessata, la Regione, per l’appunto, a non interferire più di tanto. Strano, perché la “perdita” dell’immobile dovrebbe recare comunque un danno economico a Cotral, vista anche l’intenzione di vendita dello stesso. “È anche per questo che stiamo cercando una via per la risoluzione – afferma Augusto Culasso, consigliere del Muncipio XII (PD) – La mia parte politica ha fatto in modo che si aprisse un tavolo istituzionale tra Regione e occupanti. Non condivido la logica delle occupazioni, visto che è un metodo illegale, ma il diritto alla casa è comunque un problema attuale, che andrebbe risolto con politiche più attente all’incremento dell’housing sociale e salvaguardanti le fasce deboli”.
Serena Savelli
Urloweb.com