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VICENDA MARINER: È DAVVERO INUTILE PARLARNE?

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La società immobiliare Mariner ha avuto un ruolo importante alcuni anni fa nell’edificazione dell’area di Casal Grottoni

C’è un’altra faccenda, riguardante l’area di Casal Grottoni, che presenta tanti lati oscuri e che risale a circa 20 anni fa: la società immobiliare Mariner, allora proprietaria dell’area, dopo la perdita di efficacia dei vincoli del Piano regolatore, chiese al Sindaco il rilascio di una concessione edilizia per la realizzazione di un complesso produttivo (7 settembre 1989).

In quella situazione rientrava appieno la legge 10/1977 meglio conosciuta come Legge Bucalossi secondo la quale “le superfici coperte degli edifici e dei complessi produttivi non possono superare un decimo dell’area di proprietà”. In seguito fu la Regione Lazio a rilasciare la concessione ma con la subordinazione a “vincolare l’intera superficie del lotto di proprietà asservita all’edificio progettato.” A ciò seguirono una serie di appelli, ricorsi e processi vari, tra Consiglio di Stato e Tar del Lazio sulla questione Mariner dalla quale ne scaturì la necessità di costruire un raccordo urbanistico che affiancasse l’opera di edificazione. Dopo aver, nel frattempo, costruito un palazzo (sede dell’IBM) in via Shangai, la Mariner presentò un atto d’obbligo per la costruzione del raccordo urbanistico, in seguito rifiutato dall’amministrazione comunale poiché ritenuto insufficiente. Successivamente l’area è stata poi alienata dalla Mariner e ora è proprietà della società Valle Giulia.
A conclusione di ciò rimane il fatto che la compensazione edificatoria di cui si parlava prevede la realizzazione di 190.995 mc, vale a dire molti di più di quelli non edificati dalla Mariner rispetto alle cubature inizialmente previste dalla concessione del ’90.
L’Assessore all’Urbanistica del Municipio XII Valerio Morgia (PdL) è intervenuto su ciò affermando che “il problema è facilmente scavalcabile, perché attraverso l’accordo di programma si va in deroga e si possono fare delle modifiche.” Mentre il Presidente del CdQ Torrino Decima, Polidoro, fa notare una analogia: ”Senza stabilire connessioni forzate ed arbitrarie con la questione specifica, è evidente che quanto accaduto con le terrazze del Presidente ad Acilia e la coda velenosa della vicenda dell’ufficio del condono, gettano una luce sinistra, purtroppo non nuova, su tutta la gestione del business edificatorio a Roma negli anni 90 e nel primo scorcio del nuovo millennio. Tra l’altro tra la vicenda delle terrazze del Presidente e quella della Mariner c’è un’analogia dovuta al fatto che per il complesso delle terrazze del Presidente tutto parte dalla richiesta di condono avanzata dalla società costruttrice ai sensi della stessa legge sul condono la 724/94. Già questi elementi avrebbero dovuto e dovrebbero ispirare un atteggiamento più prudente da parte dell’amministrazione comunale”.

Marco Casciani