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AIR TERMINAL, TRA DEGRADO E DISPERAZIONE

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Sotto i portici sono sempre tanti i senza fissa dimora
Materassi, cartoni, coperte sporche. E i loro padroni, i senza fissa dimora che vivono sotto i portici dell?ex Air Terminal a Ostiense.

Una situazione che, in piazza 12 ottobre 1492, va avanti da anni. «C?è una ragione strutturale ? spiega il presidente dell?XI Municipio, Andrea Catarci ? la vicinanza della stazione Ostiense rende il posto un rifugio ?naturale? per molti disperati di questa città»: vengono da tutte le parti, marocchini, afgani, rumeni, molti italiani, e addirittura romani. Non sono una comunità organizzata, ed è difficile, per le autorità, trovare degli interlocutori tra loro, per aiutarli: scappano quando vedono un vigile, e di giorno abbandonano i loro ?averi? sulla strada per cercare di racimolare un po? di soldi in giro. Alla loro disperazione fa da contraltare la preoccupazione dei residenti, che lamentano una situazione di degrado che si fa sempre più insostenibile: «Il quartiere vive malissimo questa situazione ? dice Claudio De Santis, che ha da poco creato un nuovo comitato di quartiere per Ostiense ? soprattutto di notte, molte delle persone che vivono sotto i portici si ubriacano, girano per il quartiere, e spesso disturbano i passanti». Il disagio si manifesta anche sulla rete, dove un blogger scrive «Per anni abbiamo avuto colonie di extracomunitari che orinavano, defecavano, si facevano la doccia in tutta l?area dell?ex Air Terminal senza che un vigile od una pattuglia della polizia facesse qualcosa. Ogni tanto arrivava un?ambulanza per raccattare l?accoltellato di turno». Concludendo con ironia: «Oggi c?è solo qualche barbone che cerca riparo: [a confronto] sembra quasi di essere in Svezia?». Simone Foglio, consigliere municipale del Pdl, lamenta: «Tutta la zona, dalla Piramide agli ex Mercati Generali, è stata colpevolmente trascurata dalla Giunta Veltroni, sia sul fronte del degrado, sia su quello della sicurezza: ora speriamo nel sindaco Alemanno», mentre il presidente Catarci pone l?accento sulle politiche sociali per affrontare il problema: «Non è un semplice problema di decoro. Nei locali del Terminal, in passato, erano stati allestiti centri di accoglienza e assistenza per l?emergenza freddo: oggi l?emergenza è la povertà, e in quell?area ci sono spazi vuoti che possono essere di nuovo messi a disposizione, ed essere gestiti da organizzazioni del terzo settore e del volontariato». Politiche che devono essere accompagnate da un cambiamento nell?uso dell?area: «In attesa che all?Air Terminal arrivi Campidoglio 2 ? dentro i locali dovrebbe trovar posto un centro commerciale e gli uffici per le relazioni con il pubblico del Comune di Roma, e poco lontano due alberghi dell?architetto Fuksas, nda ? quella ad oggi è terra di nessuno. Dobbiamo, invece, pensare ad iniziative e attività per renderla viva, con elementi di vita sociale, come ci siamo sforzati di fare poco lontano, con la nuova area verde in via Pellegrino Matteucci».

Claudio Alberti