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Aperto il centro temporaneo per afghani nell’area del San Michele

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Nonostante gli spazi siano grandi e attrezzati è polemica per la vicinanza ad un asilo nido


 

TOR MARANCIA – Nello scorso numero avevamo dato spazio alla drammatica situazione degli afghani che stanziavano nei pressi della Stazione Ostiense. Una storia, la loro, fatta di cavilli burocratici: la maggior parte degli immigrati non vuole, infatti, restare nel nostro paese ma vi rimane incastrato per accordi europei. Tali accordi dicono, in breve, che una volta registrati gli immigrati divengono richiedenti asilo politico nel paese dove è avvenuta l’identificazione, e non possono più raggiungere le mete da loro volute, spesso fuori Italia. Per questo il Municipio XI, in sinergia con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Roma, ha pensato di creare un centro temporaneo per afghani che avrebbe previsto un riconoscimento soft, e non una vera e propria identificazione che avrebbe provocato le problematiche di cui sopra, dando accoglienza ad ognuno per un massimo di 10 giorni. Alcuni, successivamente, sarebbero partiti così alla volta di altre destinazioni, altri, invece, sarebbero stati indirizzati nei centri di accoglienza qualora avessero espresso il desiderio di rimanere in Italia.
Tale centro è divenuto realtà ed è stato aperto nei giorni scorsi. L’improvvisato accampamento afghano all’Ostiense è stato così ospitato negli spazi messi a disposizione del San Michele, in zona Tor Marancia, affittati dal Comune di Roma: “Il centro temporaneo di accoglienza per afghani è una risposta concreta ad una difficile situazione che si era creata alla Stazione Ostiense, dove queste persone albergavano in condizioni disumane – racconta Andrea Catarci, Presidente del Municipio XI – È stata una scelta maturata dal Municipio e coadiuvata dal Comune di Roma che ha affittato alcuni spazi che il San Michele, da sempre centro di assistenza, ha messo a disposizione. La struttura è grande, 20 x 22 mq, ha 150 letti e attualmente ospita circa 120 persone. È pavimentata, riscaldata e finanziata dal Comune. Il centro è aperto dalle 19 alle 9 del mattino, quindi le persone, che vengono accolte per brevi periodi di 10 giorni, possono dormire all’interno di essa, evitando la situazione che si era creata con gli accampamenti all’Ostiense. All’ingresso di questa struttura ci sono due piccoli prefabbricati, uno adibito a vigilanza mentre l’altro ha mansioni di informazione e orientamento per queste persone. L’associazione, scelta dal Comune, è l’Arciconfraternita, che opera al suo interno per 24 ore ed è a disposizione anche dei cittadini per tutte le informazioni di cui hanno bisogno. È un grande passo in avanti”. Un trasferimento che è avvenuto nel massimo della tranquillità, per evitare clamori, ma che comunque ha posto qualche dubbio sulla scelta della nuova zona: “Prima e dopo l’apertura del centro – spiega Catarci – siamo andati nel quartiere e abbiamo riscontrato una situazione di grande tranquillità, proprio perché questa struttura ha nel suo progetto le associazioni e le istituzioni, non è qualcosa che non ha controllo. I cittadini possono aver timore degli accampamenti abusivi, delle situazioni che non hanno una regolamentazione, anche dal punto di vista umano, sociale e del decoro, non di una struttura regolare, la cui realizzazione ha visto la sinergia di tre attori come il Comune, il Municipio e le associazioni. Inoltre essa si innesta in un progetto molto più ampio, fatto di un pacchetto di servizi che andrà a toccare svariati campi: dall’assistenza legale a quella medica per la salute e la prevenzione (grazie all’associazione Medu), dalla presenza di mediatori sociali, specializzati anche sui minori, dall’orientamento sulle mete di destinazione all’accoglienza primaria. Il tutto in forma volontaria, grazie all’apporto delle associazioni come Brigata Garbatella che operava anche sull’Ostiense cercando di garantire alcuni servizi. Il centro temporaneo è inoltre in collegamento con le altre strutture di accoglienza di Roma, dove le persone che vogliono rimanere nel nostro paese verranno regolarmente indirizzate. È una struttura che ha delle grandissime potenzialità ed è un passo che viene fatto, per la prima volta, per dare una risposta concreta”. I nuovi spazi, dunque, paiono essere come una soluzione seria e ponderata ad una situazione drammatica, soprattutto dal punto di vista umano, che andava prorogandosi da mesi all’Ostiense. Tornando alla scelta del luogo, però, Simone Foglio, Capogruppo Pdl al Municipio XI, spiega che l’accoglienza del centro temporaneo da parte dei cittadini non è stata ben presa da tutti, in particolare dai genitori di un asilo nido a ridosso della nuova struttura: “Ho presentato una mozione in consiglio, spinto sulla richiesta dei genitori dell’asilo nido Orsetto Balù in via Odescalchi 67, che riguarda proprio lo spostamento degli afghani di Ostiense nel quartiere Tor Marancia. Che questa sia indubbiamente una sistemazione più decorosa è fuori dubbio, e fermo restando il rispetto per la dignità delle persone e per le loro esigenze questa soluzione non ci sembra l’ideale in quanto la struttura è posizionata in prossimità dell’asilo, il cui ingresso al giardino è lo stesso dell’accesso al centro. Sono state raccolte 2.000 firme di protesta per questa collocazione – continua Foglio – e quindi faccio appello al Municipio XI e al Comune di Roma per un riposizionamento di tali spazi, perché sono convinto che l’attuale vicinanza a dei bambini così piccoli non sia l’ideale”. Sulla scelta della location abbiamo contattato Sveva Belviso, Assessore alle Politiche Sociali e Vicesindaco del Comune di Roma, ma non abbiamo ottenuto dichiarazioni in merito.
Da una parte un progetto sociale sinergico tra le varie amministrazioni che finalmente si realizza, dall’altra le preoccupazioni naturali dei cittadini per i loro figli. Un percorso difficile che continueremo a seguire nelle nostre pagine, tenendo sempre ben presenti i diritti umani.



Serena Savelli