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Aperto il Ponte della Scienza: ancora qualche dettaglio da risolvere

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Scritte sulle panchine e i manufatti dell’Eni, che impedirebbero il collegamento diretto con l’Ostiense

L’APERTURA DEL PONTE – La notizia dell’apertura era già stata data dall’Assessore all’Urbanistica Capitolino, Giovanni Caudo all’inizio di maggio, confermata poi dalla Presidente del Consiglio del Municipio XI, Emanuela Mino: “Una notizia attesa da tempo dal nostro territorio quella che oggi – 5 maggio – ha dato l’Assessore capitolino all’Urbanistica Caudo, dichiarando finalmente chiusa la fase di collaudo della struttura ed annunciando l’imminente – prevista per il prossimo giugno – apertura del Ponte della Scienza”. 

 

LA RIQUALIFICAZIONE – delle due rive è stata portata avanti in pochissimo tempo. Solo qualche settimana fa le nostre foto riportavano una situazione di assoluto degrado, con aiuole disordinate, cestini stracolmi e molta immondizia ammassata negli angoli delle passerelle. Finalmente funzionante l’impianto di illuminazione, anche se molti cittadini sui social network non mancano di lamentare la presenza di scritte sulle panchine del ponte. Piccoli interventi che sicuramente verranno calendarizzati a breve.

ANCORA QUALCHE DETTAGLIO – L’apertura è stata resa ufficiale ieri, con molti post e fotografie fatte girare su Facebook dagli amministratori del Municipio VIII. Il Primo a dare la notizia è il Presidente del Municipio, Andrea Catarci, che scrive: “Finalmente aperto ufficialmente il Ponte della Scienza, collegamento ciclo-pedonale tra la Riva Ostiense e la Riva Portuense, tra i quartieri Ostiense e Marconi. Cominciano a prendere forma anche le sistemazioni delle due sponde, dove mancano ancora alcuni dettagli”. Fra questi il Presidente Catarci sicuramente sottintende il futuro delle tramogge dell’Italgas, manufatti pericolanti per i quali non sarà ancora possibile aprire il collegamento ciclabile diretto con l’Ostiense e Roma tre.

IL COLLEGAMENTO CON L’OSTIENSE – Nello scorso numero del nostro giornale abbiamo ascoltato i cittadini e l’Assessorato ai Lavori Pubblici del Municipio VIII, proprio su questa vicenda: “L’idea è il ricongiungimento della ciclabilità di via Ostiense – ci spiegava l’Assessore Angelucci con delega anche alla ciclo-pedonalità – Non possiamo ancora farlo perché la riva Ostiense è transennata per motivi di incolumità pubblica”. Alla sinistra dell’imbocco del Ponte infatti, il collegamento con via Ostiense non sarebbe possibile, per la presenza di una tramoggia pericolante dell’Italgas-Eni. “L’azienda per questa vicenda è stata già diffidata nell’ottobre 2013 dalla Protezione Civile, poi dal Municipio abbiamo mandato due note tra gennaio e marzo 2014 a cui non sono seguite risposte – spiegava l’Assessore – Chiediamo la messa in sicurezza dei manufatti con una certificazione tecnica che ne attesti il consolidamento. C’è un vincolo di archeologia industriale, ma se la Soprintendenza non ritenesse il manufatto d’interesse, potrebbe anche essere abbattuto. Abbiamo il diritto e il dovere di aprire quel tratto, anche unico accesso alle turbine della centrale Montemartini, non in funzione ma manutenute perché disponibili in caso di emergenza blackout a Roma”.

UN DANNO ALLA CICLO-PEDONALITÁ – La soluzione prospettata dall’Assessore riguardava l’ottenimento di una sorta di conferenza di servizi: “Per avere una risposta in merito al futuro di questi manufatti. Questa vicenda – conclude Angelucci – sta creando un danno allo sviluppo dei percorsi ciclopedonali del Municipio VIII, perché il passaggio verso Ostiense sarebbe assicurato dall’apertura del cancello di un parcheggio al termine della riva omonima”. Quindi, attualmente, l’unica possibilità di sbocco rimarrebbe via del Porto Fluviale, per un collegamento non proprio diretto con il polo universitario. “Dal nostro lato del fiume credo che i problemi siano grandi – ci spiegava il Presidente del CdQ Ostiense, Andrea Mocciaro – Parliamo di edifici pericolanti. Una situazione che non credo si risolverà in pochi mesi”. Per il CdQ la preoccupazione maggiore riguarda la possibilità che su quei manufatti insista un vincolo di archeologia industriale: “Qualora questo fosse confermato – aggiungeva Mocciaro – i tempi per l’apertura del collegamento con l’Ostiense si allungherebbero moltissimo, dato che dovremmo parlare non più di abbattimento, ma di consolidamento”.

IL NOME DEL PONTE – altra questione da dirimere riguarda il nome del Ponte, che da ‘della Scienza’, potrebbe diventare ‘Rita Levi Montalcini’: “Sono contento del fatto che finalmente il Ponte della Scienza venga consegnato alla città e che prenda il suo nome definitivo ma vorrei ricordare che lo ha già: Rita Levi Montalcini – spiega in una nota il Consigliere Capitolino Gianni Paris – Infatti l’anno scorso, quando ancora ero presidente del XV Municipio (oggi XI) furono avviati gli atti per intitolare il nuovo ponte al premio Nobel per la medicina. La delibera fu espressa dal mio Municipio e dal Municipio XI (ora VIII). Oggi – seguita – reputo importante che la procedura non venga interrotta, ignorando il simbolico riconoscimento che due grandi Municipi hanno voluto attribuire a una figura tanto significativa. II nuovo ponte lega Ostiense e Marconi poggiando proprio nel quartiere dedicato a un premio Nobel. Il Ponte Rita Levi Montalcini – conclude il Consigliere – sarebbe un nuovo e importante step perché la cultura della parità passa anche per segnali come questi”.

Leonardo Mancini

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