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Assemblea Partecipativa per il Programma Urbanistico Vigna Murata, report dell’incontro

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Nella sala consiliare del Municipio XI lo scorso 13 gennaio si è svolta l’attesa assemblea partecipativa convocata dal Comune sul Programma Urbanistico di Vigna Murata. Vi hanno preso parte oltre a una trentina di persone tra cittadini e associazioni di quartiere, il Presidente del Municipio Andrea Catarci, l’Architetto Carla Caprioli dirigente al Dipartimento Programmazione e Trasformazione Urbana dell’Assessorato per l’Urbanistica, e l’Architetto Antonio Ferri progettista del Programma, ci si aspettava anche l’Assessore all’Urbanistica per il Comune di Roma Marco Corsini, ma la sua assenza è stata legata al recente rimpasto di nomine dell’attuale Giunta capitolina, che lo ha poi riconfermato. Lo scopo dell’incontro convocato dal comune, non era tanto quello di creare un dibattito attorno all’intervento, ma quello di illustrare ai cittadini la proposta che interessa il tratto di Vigna Murata che fa quadrante con via di Grotte d’Arcaccio (dove attualmente si trova una nota attività commerciale di ceramiche), e raccogliere eventuali contributi partecipativi e proposte preventivamente elaborate per iscritto, da parte degli stessi. Come avevamo già avuto modo di spiegare lo scorso dicembre, il progetto- visionabile sul sito del dipartimento urbanistica del Comune di Roma- fa parte di opere di compensazione edificatoria che interessano una superficie di oltre 40000 mq, nella quale è prevista l’edificazione di una struttura commerciale di circa tre piani e una torre di 14 piani ad uso residenziale, oltre alla riqualificazione delle aree verdi ed alla realizzazione di parcheggi e di un asilo nido. L’incontro inizia con una dettagliata illustrazione tecnica dell’intervento da parte dell’Architetto progettista, che tra gli elementi positivi cita l’ utilizzo della superficie strutturato secondo specifiche qualità, come nel caso dell’area parcheggi, già adattata alle esigenze attuali del quartiere, o come il verde, concepito come un sistema unico che si relaziona con un’ampia area di servizi, o la torre, che grazie al suo sviluppo in altezza diminuisce l’occupazione di suolo. Nell’elenco dei possibili vantaggi del progetto, l’architetto non manca di citare anche alcuni aspetti legati alla viabilità come il declassamento della strada prevista da veloce ad urbana, e alla socialità grazie alla possibilità di concepire il centro commerciale come centro di quartiere, di cui attualmente la zona è sprovvista. Al termine delle parole dell’Arch. Ferri, si susseguono le molte considerazioni dei cittadini e delle associazioni, che uno ad uno iniziano ad esprimersi molto criticamente in merito al progetto, soprattutto, circa le modalità di realizzazione e la reale necessità di ulteriori edificazioni in un tratto già fortemente provato da problemi di viabilità, e dotato di una sostanziosa porzione di verde, che avrebbe bisogno di maggiore manutenzione. L’Associazione Ottavo Colle ha depositato nel corso dell’incontro, una dettagliata opposizione all’intervento supportata dalle firme di numerosi cittadini. Si parte dai dubbi circa la finalità della proposta e la decisione del Comune di delimitare la zona come ambito soggetto a Programma integrato, avvenuta in seguito all’approvazione del NPRG, per la necessità di “riqualificare un’area irrisolta e priva di connotazione urbana” che rende opportuno una “ristrutturazione urbanistica”; fino alle considerazioni finali, che bocciano la proposta avanzata dal Comune e considerano il miglior intervento per una porzione di area, la manutenzione del verde pubblico esistente e la realizzazione di parcheggi pubblici su aree comunali. La proposta giustifica l’intervento con la necessità di realizzare su parte dell’area di proprietà privata, dei parcheggi ad uso pubblico, ma il comitato evidenzia che la difficile situazione della mancanza di parcheggi pubblici nel territorio, è causata delle recenti decisioni prese da Comune e Municipio in merito alla concessione esclusiva a favore dell’IFAD, di una porzione di terreno comunale, che ha sottratto altri 50 parcheggi ad uso pubblico, convertendoli ad uso privato. Secondo i cittadini non è accettabile che vengano concessi gratuitamente terreni di proprietà pubblica per realizzare parcheggi ad uso esclusivo, mentre gli altri privati cedono a prezzo di cubature al Comune altre porzioni di terreno per lo stesso scopo. In merito agli edifici previsti, come ad esempio il centro commerciale, l’Associazione ricorda che la socialità di un quartiere potrebbe essere migliorata dalla creazione di un centro culturale che favorisca l’interscambio e l’instaurazione di rapporti umani, invece che dalla realizzazione di un centro commerciale, di cui peraltro la zona è già ampiamente fornita, e che in nessun modo porterebbe possibilità di miglioramento della qualità urbana, ma al contrario inciderebbe notevolmente sulla già provata mobilità e sulla sopravvivenza dei piccoli esercizi commerciali, già in crisi. Un altro aspetto molto critico dell’intervento secondo i residenti, è la costruzione della torre destinata ad uso residenziale, alta ben 14 piani (il doppio in altezza di tutti gli altri edifici di zona) , e per questo di notevole impatto paesaggistico, in un’area con elevata valenza ambientale perché prospiciente uno storico parco di livello urbano (quello dell’Istituto Agrario Garibaldi), realizzato peraltro su aree destinate nel NPRG a verde pubblico e servizi. Anche l’aspetto della nuova viabilità presenta molte perplessità, nel progetto sono previste due rotatorie da realizzarsi proprio davanti all’area in oggetto, e la progettazione dell’asse di viabilità Tintoretto-Laurentina declassata da strada di scorrimento a strada urbana, e più volte invocata come soluzione alle problematiche di mobilità dei limitrofi quartieri. Il comitato ha voluto sottolineare che dallo Studio sulla mobilità, effettuato con simulazioni sui flussi veicolari medi e sugli indici di criticità di via Laurentina e Ardeatina, viene evidenziato che la realizzazione della bretella porterebbe ad un peggioramento delle attuali condizioni, soprattutto perché nello studio non si tiene conto dell’incremento di flussi generato dai nuovi insediamenti, né del fatto che alcune grandi arterie previste non sono state ancora realizzate.


L’ incontro prosegue con le parole dell’ Ing. Rodolfo Tisi, che ha ricordato i disagi che da anni vivono molti residenti di Ottavo Colle a causa dell’eliminazione del doppio senso sul tratto finale di Vigna Murata adiacente la metro Laurentina, cha ha riversato traffico ed incidenti su via del Serafico, così come la più recente modifica al senso di marcia su alcune vie del quartiere, come via di De Vico, via Padre Lais e via Keplero, ed in particolare via Lilio, che ha fatto riscontare problemi ai commercianti per l’effettuazione di manovre di carico e scarico di merci, con conseguente riduzione di sosta per i clienti e di incassi per gli esercenti. Non manca un appello ad una maggiore fruibilità pedonale della zona, che da quando ha subito l’allargamento dei marciapiedi ancora non è stata dotata di cestini e panchine. Seguono le parole di altri cittadini che a proposito del centro commerciale si esprimono in maniera contraria, considerata l’area già dotata di altre strutture simili, come i Granai ed Euroma2, spesso realizzate da costruttori privati italiani e poi vendute a società straniere nella totale assenza di collegamenti pubblici, ed a stretto contatto con i centri abitati, che si trovano così ad essere prigionieri del traffico anche per effettuare brevi percorsi. I cittadini ricordano che il progetto, ha visto cambiare la destinazione d’uso di una parte dell’area da “tessuti per attività produttive” ad attività commerciale per la realizzazione del centro commerciale, e deve essere previsto anche un piano di trasporto pubblico che ne faccia accesso, e continuano con un appello affinché l’assemblea partecipativa in corso non sia l’unico incontro per discutere dell’intervento, invitando le amministrazioni competenti a ricrearne le condizioni, anche alla presenza dell’Assessore all’Urbanistica dell’eventuale nuova Giunta.
Interviene per ultimo il Presidente del Municipio XI Catarci, che ricorda come “lo strumento dell’assemblea partecipativa possa diventare utile per i cittadini, che hanno la possibilità di relazionarsi direttamente con il responsabile della proposta, ma in questo caso purtroppo il confronto è stato solo con i tecnici, per questo credo opportuno incontrare nuovamente sia i cittadini, che la Giunta.” Il Presidente concorda che la presenza massiccia di centri commerciali in tutta la città, ha già causato notevoli danni alla mobilità e per questo è impensabile ipotizzarne la realizzazione di nuovi, circa la proposta invece, evidenzia come già in sede tecnica con il Municipio si siano riscontrate criticità con il contesto di realizzazione, sia per la presenza di molte scuole, che per la questione legata alla viabilità che rischia effettivamente di incidere ancora sulla vivibilità del quartiere e della zona. “Da oggi conosco meglio il progetto -conclude Catarci- e apprendo le osservazioni dei cittadini, che invito ad affrontare insieme ad altri argomenti, all’interno di in un contenitore di discussione con il Municipio, il quale dovrà in seguito esprimere un parere sul progetto anche rispetto al quadro d’intervento.” Al termine delle parole di Catarci, l’Architetto Caprioli dichiara conclusa l’assemblea partecipativa.

Michela Romoli