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ATER: Ad aspettare l’ascensore c’è da diventar vecchi

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I cittadini di Garbatella scrivono a Renzi e a Napolitano per gli ascensori nei palazzi dell’ATER

IL CENSIMENTO DEI DISAGI – Nelle scorse settimane abbiamo monitorato alcune discussioni nate sui social network tra i cittadini residenti nel quartiere Garbatella. In particolare abbiamo riposto molta attenzione sulla vicenda, certamente non nuova, della mancata installazione di ascensori ed elevatori in palazzi ATER con molti anziani e disabili. Dall’Associazione il Tempo Ritrovato è arrivata l’idea di fare un censimento di queste richieste inevase per chiedere l’interessamento del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio: “Mi rivolgo a voi – scrive la presidentessa dell’Associazione, Mirella Arcidiacono – per cercare di aiutare alcune persone del quartiere Garbatella abitanti nelle case ATER che hanno fatto domanda da diversi anni per l’installazione di un ascensore. Se non sbaglio – prosegue la lettera – dove abita un disabile dovrebbero esserci anche delle agevolazioni di legge per l’installazione. In questi ultimi dieci anni la Garbatella è sempre alla ribalta per la bellezza del quartiere che però annovera molte persone in disagio che dovrebbero essere confortate ed aiutate”. 

IL RUOLO DEL MUNICIPIO – Questa vicenda, dopo l’annuncio dell’avvio dell’installazione di 21 nuovi ascensori tra Garbatella e Tor Marancia nel marzo scorso, non ha visto particolari accelerazioni. In occasione delle ultime installazioni il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci, dichiarava: “Nella consapevolezza che c’è ancora tanta strada da fare nell’abbattimento delle barriere architettoniche nelle case pubbliche, si continuerà nell’azione di miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini attraverso un’azione di stimolo e pressione verso gli organismi deputati alla realizzazione di quelle opere indispensabili per il territorio”. Abbiamo quindi chiesto conto di questa azione al Municipio, ottenendo dall’Assessorato ai Lavori Pubblici alcune risposte. Nonostante la competenza non sia degli organi municipali, fanno sapere, si è assunto un ruolo di ponte tra le richieste dei cittadini e l’ATER. Infatti secondo l’Assessorato uno dei problemi riscontrati nel corso degli anni riguarda le domande per l’installazione. In molti casi i cittadini non avrebbero presentato tutta la documentazione, dimenticando le certificazioni sull’invalidità. Ci spiegano quindi che stanno cercando di recuperare questi percorsi, difficili da avviare soprattutto nei casi in cui l’ATER ha venduto parte degli appartamenti. In questo caso l’Ente diviene soltanto uno dei proprietari che parteciperanno ai lavori, una volta che questi saranno deliberati dalle assemblee di condominio. 

DAL SITO DELL’ATER – Sul sito web dell’ATER ci sono molti riferimenti alla vicenda degli ascensori all’interno dei palazzi di proprietà. In particolare nella sezione delle ‘domande frequenti’, dove si spiega come a questi edifici non si applichi la legge 13/89 che obbliga l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici. Inoltre alla domanda: “Perché solo in alcuni fabbricati l’ATER installa impianti ascensori o servoscala?” la risposta è chiara “L’Azienda, nei limiti delle possibilità operative e delle disponibilità di bilancio, esegue interventi mirati sulla base di precisi esami di fattibilità, su specifico finanziamento regionale”. In ultimo l’ATER prende le distanze da quelli che spesso vengono considerati degli obblighi per le case popolari: “L’ATER ha l’obbligo dell’abbattimento delle barriere architettoniche nei suoi fabbricati?”, ancora una volta la risposta è semplice: “No, è obbligata solamente in caso di nuova costruzione o ristrutturazione generalizzata comprensiva di rifacimenti degli impianti tecnologici”. 

Leonardo Mancini