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Auto abbandonate: più di 100 segnalazioni solo nel Municipio VIII

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Bonaccorsi: “Iter lunghissimo che non aiuta il lavoro dei Vigili”

L’INIZIATIVA – A metà settembre abbiamo raccontato l’iniziativa di una consigliera municipale, Alessandra Bonaccorsi (Gruppo misto), riguardante la segnalazione sistematica di veicoli abbandonati all’interno del territorio del Municipio VIII. La consigliera ha voluto stimolare le segnalazioni dei cittadini per raggrupparle in piccolo dossier da consegnare agli organi di Polizia Locale. 

LE SEGNALAZIONI – “Ho chiesto ai cittadini del Municipio di segnalare direttamente a me i veicoli abbandonati, fornendo la via, un civico di riferimento e, se possibile, fotografia e dati del mezzo – ci spiega la consigliera – in questo modo ho potuto stilare una lista divisa per zone utile a facilitare ed economizzare il lavoro della Polizia Locale”. La consigliera Bonaccorsi ci spiega che in questi mesi ha raccolto, e successivamente consegnato, oltre 105 segnalazioni tra autovetture e motocicli. “Molte delle segnalazioni erano già pervenute all’VIII Gruppo della Polizia Locale – spiega – e al momento sono in lavorazione”.

UN LUNGO ITER BUROCRATICO – Alessandra Bonaccorsi spiega che questa sua iniziativa non voleva essere un’accusa nei confronti del lavoro degli agenti: “Infatti li ho incontrati e ho capito il difficile e lunghissimo lavoro che c’è dietro ogni segnalazione. Un iter burocratico che rende difficile un’azione tempestiva”, ha detto la Consigliera. Che ha poi aggiunto: “Faccio mea culpa perchè, come molti cittadini, pensavo i Vigili non svolgessero il loro lavoro come dovuto. Ma invece sono la burocrazia asfissiante e le risorse che mancano a rallentare il loro lavoro”.

LA PROCEDURA – Le difficoltà ci sono e la lunga permanenza di alcuni veicoli su strada non è prova della scarsa attività del Corpo. Come più volte ribadito dal nostro giornale la procedura è lunghissima e regolata da una precisa normativa (Decreto Ministeriale 460/99). Intanto un veicolo, per considerarsi ‘abbandonato su area pubblica’, deve innanzitutto ‘mancare di parti essenziali’, poi ‘essere in uno stato di degrado’ ed essere ‘privo di elementi identificativi’. Questo per evitare che vengano rimossi veicoli ridotti male ma non abbandonati. Dopo questi primi accertamenti la Polizia Locale verifica se il mezzo risulti rubato o se presenta elementi identificativi. In assenza di questi sarà la Demolizioni Industriali, ditta che si occupa del servizio di rimozione, a portare il veicolo in un centro di raccolta. L’iter è diverso se sono presenti elementi identificativi. In quel caso si notifica al proprietario la necessità di rimozione entro 5 giorni, passati i quali il veicolo viene portato in un deposito giudiziario e tenuto a disposizione per 60 giorni. “Dopodiché – si legge sul sito di Roma Capitale – il mezzo sarà radiato e demolito e a suo carico verrà redatto un verbale di accertamento di violazione per illecito abbandono del mezzo”.

TEMPI LUNGHI – Fin qui tutto bene, se non fosse che è la stessa Amministrazione a spiegare che “La durata della procedura di notifica del presunto stato di abbandono può, tuttavia, essere molto variabile e dilatata nel tempo per la difficoltà di reperimento del proprietario: irreperibilità, residenza all’estero, ricoveri ospedalieri prolungati nel tempo, stranieri rientrati nel loro paese di origine o impossibilità di notifica per decesso e assenza di eredi rintracciabili”. In tutto questo tempo il veicolo rimane su strada. Questo perché qualora non si trovasse il proprietario il veicolo andrebbe comunque demolito. Nel caso fosse già stato rimosso i 60 giorni nel deposito giudiziario potrebbero non bastare allo svolgimento delle ricerche. Inoltre, cosa più importante, l’autore del reato non verrebbe identificato e la multa (comprensiva del costo del deposito) non potrebbe essere comminata a nessuno.

QUALCOSA SI MUOVE – In ogni caso la Consigliera Bonaccorsi aggiunge che l’attenzione posta dai cittadini su questa vicenda sta iniziando a dare i primi frutti: “Circa una ventina dei veicoli che mi sono stati segnalati sono stati rimossi prima ancora che la lista venisse consegnata alla Polizia Locale, sicuramente sarà un caso – aggiunge – oppure la visibilità data al fenomeno da parte di questa iniziativa ha contribuito a smuovere le acque”.

Leonardo Mancini