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Autorecupero di Montagnola: dopo 15 anni di ritardi si pensa all’abbattimento

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autorecupero montagnola feb 2016

L’ex scuola avrebbe ospitato 18 famiglie con un costo di 390mila euro, ora se ne prevedono 500mila per l’abbatterla

L’AUTORECUPERO DI MONTAGNOLA – Perchè spendere 800mila euro per non ottenere nulla, quando con molto meno si sarebbe data una casa a 18 famiglie? È questa la domanda che questa mattina si sono posti i tanti membri della Cooperativa ‘inventare l’abitare’, che dal 1998 cerca di portare a compimento il progetto di autorecupero di una scuola in disuso non quartiere Montagnola. Della struttura, in via Grotta Perfetta 315 a due passi dal Mercato del quartiere, resta un cantiere, uno scheletro immobile avvolto da impalcature. 

15 ANNI DI RITARDI – Lo scopo del progetto è quello di riqualificare una proprietà pubblica (esternamente a carico dell’Amministrazione) per dare un’abitazione a 18 nuclei familiari (che avrebbero singolarmente acceso un mutuo per le sistemazioni interne, per poi tornare a pagare un affitto al Comune). L’iniziativa nasce da un bando del 2001, vinto dalla Cooperativa, relativo all’autorecupero e basato sulla legge Regionale del 1998 che sancisce la possibilità per gli Enti pubblici di recuperare edifici e farne case pubbliche senza cementificazione ulteriore. Purtroppo, come spesso accade, le rugginosità e il disinteresse ha fatto sì che l’iter e i lavori si dilungassero per 15 anni, nonostante il progetto si sarebbe dovuto concludere nel 2007. Ora però la vicenda sembrerebbe prendere una piega diversa. Infatti l’Amministrazione capitolina avrebbe deciso di demolire la struttura, annullando così il progetto di autorecupero.

LA RICHIESTA DI DEMOLIZIONE – Fino ad oggi sulla struttura sono stati spesi circa 300mila euro tra progettazione, l’inizio dei lavori (poi fermati) e le verifiche strutturali, ed ora a quanto hanno appreso i membri della Cooperativa, si vogliono investire 500mila euro per liquidare un contenzioso con la ditta cui sono in carico i lavori e per abbattere la struttura. “La questione è stata posta all’attenzione del Prefetto Tronca come una delle priorità municipali già da novembre scorso, chiedendo la ripresa e l’ultimazione dei lavori già concordate con l’ex Giunta Marino – scrive in una nota il minisindaco del Municipio VIII, Andrea Catarci – Si viene oggi a scoprire che le intenzioni della gestione commissariale sono esattamente all’opposto: si prevede di abbattere lo stabile, rinunciando al suo recupero definitivo. Non si resterà a guardare di fronte ad una scelta così folle e scellerata – aggiunge – se il Campidoglio intende utilizzare le poche risorse a disposizione per distruggere quel poco che c’è anziché per costruire, troverà la ferma opposizione del territorio e dell’Ente municipale”.

PARTE LA MOBILITAZIONE – I membri della Cooperativa hanno intenzione di intensificare la mobilitazione e già nelle prossime settimane faranno sentire la loro voce sotto la sede del IX Dipartimento. Le richieste della Cooperativa ‘Inventare l’Abitare’ sono semplici: “Stanziare immediatamente i fondi, senza altri sprechi; terminare tutti i lavori degli altri autorecuperi; fare un accordo tra Regione e Comune per auto-recuperare altri stabili pubblici attraverso un piano di intervento straordinario”.

Leonardo Mancini