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Ballottaggio Municipio VIII: appoggio informale e scontro aperto

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L’ex minisindaco Catarci appoggia la candidata PD, seguita lo scontro sull’assenza del M5S al confronto tra i candidati

IL ‘CONFRONTO’ TRA I CANDIDATI – Sabato mattina si è svolto il ‘confronto’ tra i candidati alla Presidenza del Municipio VIII. Le virgolette in questo caso sono d’obbligo, in quanto il candidato del M5S non è stato presente all’incontro. Le motivazioni della sua assenza, già rese note nei giorni scorsi, sarebbero da ricercarsi nella modalità d’invito all’iniziativa e nella votazione sulla partecipazione, caratterizzata dal diniego dell’assemblea degli attivisti

I RINGRAZIAMENTI DEL PD – Molte le tematiche toccate durante il dibattito, strutturato con le domande formulate dagli intervenuti alle quali ha risposto la candidata del PD, Anna Rita Marocchi: “La passione civica, il confronto con i cittadini, progettare assieme il futuro. Le nostre idee per un Municipio VIII solidale, partecipato ed innovativo – così in una nota l’ex vice presidente Marocchi, che ringrazia – Andrea Catarci, che dimostrando grande senso di responsabilità istituzionale, ha organizzato un bell’incontro con i residenti al Mercato Garbatella di via Passino. Purtroppo – seguita la candidata PD – i cittadini non hanno potuto ascoltare il confronto tra me e il candidato presidente del M5S, che semplicemente non si è presentato. Spiace, perché chi si candida ad amministrare una comunità deve partire innanzitutto dal dialogo con i cittadini”.

L’APPOGGIO DI CATARCI – Poco dopo l’incontro arriva l’appoggio alla candidata Dem in una nota dell’ex minisindaco: “Nelle due ore e mezza di discussione le risposte della candidata del Pd hanno evidenziato sia vicinanze programmatiche che posizioni diverse dalle nostre, in particolare sui temi urbanistici e sul patrimonio pubblico da adibire a scopi sociali e culturali – spiega Catarci sulla partecipazione della candidata PD all’incontro – Si tratta di idee e valutazioni che già nel passato recente ci hanno visto contrapposti ed è probabile che così sarà anche in futuro, ma la voglia di misurarsi con tutti e di interrogarsi anche in forma pubblica va riconosciuta e apprezzata”. Poi arriva il severo giudizio del minisindaco sul M5S municipale: “Se è vero che nel M5s c’è di tutto, è altrettanto evidente che nel nostro Municipio hanno puntato su un soggetto che si caratterizza solo per la tendenza all’insulto, per le sue bugie reiterate e per l’indisponibilità all’ascolto ed al confronto”. In conclusione arriva l’appoggio informale alla candidata del PD: “Come coalizione civica di sinistra del territorio discuteremo ancora nelle ore e nei giorni seguenti su cosa fare al ballottaggio, rispettando le idee di ognuno e comprendendo la difficoltà di fare una scelta tra due campi che non sono i nostri. Per me – conclude – che non mi rassegno a non votare nel mio Municipio, dopo tutti i tentativi vani di comunicazione col M5S, ce n’è abbastanza per dire che uno così non lo voterò mai e che per mantenere un elementare alfabeto di democrazia e confronto pubblico al ballottaggio occorre sostenere Anna Rita Marocchi”.

IL BOTTA E RISPOSTA CON IL M5S – Elemento centrale della scelta dell’ex minisindaco è stata la posizione tenuta dal M5S municipale in materia di urbanistica: “Abbiamo faticosamente reperito il programma elettorale dei ‘campioni della trasparenza’, verificando che contiene una sequenza talmente impressionante di omissioni e affermazioni generiche da essere utilizzabile per qualunque territorio di Roma e d’Italia allo stesso modo. Tanto per capirci, nella scheda Urbanistica non si fa mai riferimento a I60 Grottaperfetta, Piazza dei Navigatori, albergo incompiuto di Via Costantino, ex Fiera, ex Mercati Generali, ex deposito Atac, deposito Ama, ex Consorzi agrari, come se vivessero da un’altra parte, non conoscessero nemmeno il titolo delle complicate questioni o avessero paura persino di nominarle e di prendere qualche impegno”. Puntale la replica del Candidato penta-stellato alla Presidenza del Municipio VIII che, in una nota stampa, dichiara: “In questi anni di continui tradimenti e promesse non mantenute dalle Giunte di destra e sinistra, hanno proliferato in tutto l’VIII Municipio veri e propri mostri di cemento, con buona pace di chi vorrebbe più verde, meno traffico e meno inquinamento – seguita Paolo Pace – Le convenzioni urbanistiche suicide volute da politici da sempre legati ai palazzinari romani hanno dovuto attendere il Commissario Tronca per la revoca della convenzione urbanistica tanto cara a chi mette al primo posto gli ossequi ai potenti costruttori ed all’ultimo i residenti, quella di piazza dei Navigatori. Ma la spaccatura della maggioranza – conclude Pace – che vuole riproporsi alternando le poltrone del presidente uscente e della sua fedele piddina, fu palese nel 2014, quando il M5S Municipio VIII si vide bocciata una mozione a sostegno dell’assessore Miglio per bloccare la convenzione”.

L’APPOGGIO VISTO DAL CENTRODESTRA – Dal centro destra municipale è il capolista di FI, Andrea Baccarelli, a parlare di questo apparentamento informale tra l’ex minisindaco e la candidata PD, annunciando, ancora una volta informalmente, la sua personale posizione: “L’ex Presidente dei Centri Sociali Catarci ha fatto un comunicato stampa per chiedere di andare a votare al ballottaggio per il PD – scrive Baccarelli attraverso il suo profilo Facebook – Mi chiedo solo una cosa: quanti assessori gli hanno promesso due o tre? Hanno condiviso le responsabilità per vent’anni, poi si sono divisi ed insultati a vicenda, ora di nuovo insieme pur di salvare il sedere, ma sono senza vergogna? Domenica prossima – conclude – una passeggiata al seggio per dare un calcio nel sedere a questi buffoni me la faccio volentieri”.

GLI ULTIMI GIORNI DI CAMPAGNA ELETTORALE – Lo scontro in questi ultimi giorni di campagna elettorale si preannuncia durissimo. Da un lato abbiamo uno scarto di voti, che seppur significativo, non mette al sicuro il risultato elettorale della prima tornata. Gli appoggi di questi ultimi giorni, seppur informali, potranno spostare qualche punto nelle preferenze. Il risultato che si profilerà all’indomani del ballottaggio andrà analizzato tenendo in considerazione due fattori, che influiranno inevitabilmente sui rapporti di forza nella composizione della Giunta e del Parlamentino di via Benedetto Croce. Il primo fattore riguarda la capacità delle forze sconfitte di veicolare, informalmente, le proprie percentuali sull’uno o l’altro candidato. Mentre il secondo fattore, più difficile da analizzare, è la capacità di intercettare gli indecisi, le schede bianche, le annullate e i tanti pronti a disertare le urne.

Leonardo Mancini