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Basket: dalla Montagnola alla sfida per la Serie A

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L’Eurobasket punta ai vertici, un’esperienza partita dal basso e radicata sul territorio

Tratto da Urlo n.134 aprile 2016

ROMA – “Stiamo andando verso un semi-professionismo avanzato”, ci spiegano i responsabili della comunicazione della Eurobasket Roma, la squadra che in queste settimane sta affrontando il suo terzo campionato di Serie B, dopo aver sfiorato la promozione nella scorsa stagione. Nel campionato scorso, infatti, la squadra della Montagnola allenata da Davide Bonora, ha raggiunto il risultato più importante della sua storia: la finale playoff, purtroppo persa contro Rieti.

Un sogno per una realtà di quartiere che si avvia a competere con le grandi del panorama cestistico nazionale. La storia della società presieduta da Armando Buonamici, affiancato dal Vicepresidente, Daniele Silenzi, parte dal basso, da un lavoro certosino di costruzione e promozione dello sport di base nella città di Roma: “Alla metà degli anni ‘80 Città Futura, nell’allora Municipio XI, fa attività nelle scuole con il minibasket – ci racconta il Dirigente Responsabile della squadra, Ferdinando Bonessio – L’attività aumenta e questa società riesce a creare una struttura sportiva idonea per crescere con lo sport giovanile e seniores”. Un’attenzione allo sport di base che continua tutt’oggi: una delle forze dell’Eurobasket è l’aver costruito una rete di collaborazioni, con oltre 35 società per un totale di 2.000 tesserati ed oltre 15 centri minibasket con circa 1.000 bambini. Un potenziale vivaio costruito e formato all’interno della stessa società, una possibilità di espansione da far invidia anche alle grandi realtà. “Dopo molti anni di lavoro – seguita il Dirigente – all’inizio del 2000 arriva l’occasione con l’Eurobasket che crea un consorzio sportivo con alcune società che decidono di far confluire dei ragazzi di talento dandogli un’enorme possibilità di crescita”, misurandosi con i campionati di eccellenza e con i tornei nazionali più importanti.

“Noi vogliamo sostenere la teoria per la quale dallo sport di base si può far crescere un sistema che unisca l’aumento della promozione dello sport sociale a quote calmierate, così come si fa con i centri sportivi municipali, con una esperienza che punti ai livelli più alti del panorama sportivo”. Anche perché l’Eurobasket è ormai diventata anche un’occasione lavorativa, creando occupazione per tecnici qualificati e un indotto che si occupa di comunicazione, marketing e organizzazione degli eventi. “Stiamo vivendo un’ottica di professionalizzazione. Una squadra di quartiere che sta dando l’assalto alla serie A, il paragone più spontaneo è quello con il Chievo”. Il progetto sembra chiaro: arrivare in A e affiancarsi alla Virtus nel panorama cestistico romano, con la speranza di diventare, perché no, la prima squadra di Roma. “Un gruppo che 6 anni fa faceva la serie D e che ha scalato tutti i gradini con uno staff e dei giocatori che vengono dal suo bacino”. Dai quartieri e dalle scuole di Basket della nostra città.

In questi anni sono arrivati risultati in tutte le categorie, ma quella dell’Eurobasket non è soltanto una realtà sportiva locale che punta a raggiungere i vertici del Basket italiano, è anche una struttura fortemente orientata alla formazione e alla sensibilizzazione sui valori dello sport. Ne sono esempio i tanti incontri portati avanti nelle scuole di Roma e Provincia: “Partecipiamo ad ‘A scuola di tifo’ in collaborazione con l’AS Roma: delle giornate per sensibilizzare i ragazzi sul giusto modello di tifo. Inoltre portiamo avanti un nostro progetto parallelo di incontri chiamato ‘Libri a Canestro’”. Un’iniziativa lodevole che unisce la lettura di alcuni passi di libri sulla pallacanestro alla diffusione di messaggi positivi legati alla correttezza sportiva e al rispetto per gli avversari: “In questo modo, anche attraverso la presenza dei nostri atleti, riusciamo a costruire un rapporto splendido con gli studenti delle scuole elementari, che si sono sempre dimostrati attenti e interessati a queste tematiche”.

Leonardo Mancini

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