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Cabina Acea Piazza Lante: dopo tre anni il progetto è ancora fermo in Comune

Acea risponde alle domande di Fi: nessun rischio per la salute, progetto fermo in Comune dal 2014 e il costo dell’intervento dovrà essere a carico di Roma Capitale

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TOR MARANCIA – La cabina primaria di Piazza Lante a Tor Marancia, da anni al centro di polemiche, battaglie e richieste da parte dei cittadini della zona, all’inizio di agosto era stata oggetto di un flash mob dei militanti di Fi del Municipio VIII. Durante la manifestazione i cittadini e gli ex consiglieri municipali hanno ricordato il progetto di copertura e riduzione della cabina proposto da Acea nel 2014 ma mai più preso in considerazione. A seguito di quell’incontro i responsabili territoriali di Fi hanno chiesto ulteriori delucidazioni ad Acea, per capire a che punto fosse l’iter e dove si fosse impantanato.

LA CABINA PRIMARIA – Attiva dal 1982, la cabina di piazza Lante è da sempre osteggiata dai residenti per rumori e ipotesi di danni alla salute, nonostante sia stato accertato che l’impianto operi nei termini di legge. In passato Acea aveva presentato un piano di interramento sul quale, dopo il consenso dell’Amministrazione Alemanno, arrivò uno stop dalla Sovrintendenza perché l’operazione interessava una parte del Parco di Tor Marancia. Venne chiesto un nuovo progetto. Acea accolse la proposta di ridimensionamento, copertura e ammodernamento, dei circa 4.670 mq della centrale. Purtroppo da quel momento i cittadini e il Comitato di Quartiere Ardeatino, non hanno avuto più notizie dell’iter. Gli ultimi passaggi sulla centrale elettrica di piazza Lante risalgono a due Commissioni Ambiente capitoline tenutesi tra il maggio e il giugno del 2014 per visionare il progetto.

LA RISPOSTA DI ACEA – Ora i responsabili territoriali di Fi in Municipio VIII hanno in mano una risposta alle loro domande, proveniente direttamente dalla Presidenza di Acea. “Una risposta l’abbiamo ricevuta – raccontano Simone Foglio, vice coordinatore romano e Paolo Barbato, coordinatore VIII Municipio – ma è davvero sconcertante quello che ci è stato detto”.

SALUTE E SICUREZZA – In merito alle preoccupazioni della cittadinanza riguardo la possibilità che l’impianto possa essere fonte di danni per gli abitanti, l’Acea ha spiegato che “la Cabina Primaria Ardeatino, autorizzata negli anni 80, è conforme alle normative di riferimento inerenti le opere elettriche comprese quelle urbanistiche ed  ambientali ed in particolare alle prescrizioni, per la tutela della salute pubblica dai campi elettrici e magnetici, indicate nel D.P.C.M. 8 luglio 2008, come confermato dalle numerose verifiche eseguite da ARPA-LAZIO, e non necessita pertanto da un punto di vista tecnico, di maggiori e/o ulteriori schermature”.

IL PROGETTO DI COPERTURA – Altro tema è il progetto per la copertura e il ridimensionamento dell’impianto. Sempre nella risposta fornita da Acea si legge che “il progetto di schermatura è stato depositato presso Roma Capitale Ufficio Assemblea Capitolina Commissione IV – Ambiente con nota prot.2114 del 18/06/2014 e ad oggi non risultano comunicazioni in merito da parte di Roma Capitale”. Proprio il periodo a cavallo tra le due Commissioni Ambiente del maggio-giugno 2014, dopo le quali non ci sono state più notizie.

I COSTI – Da sottolineare anche la risposta in merito alla necessità o meno, sempre in termini di legge, di questi lavori. “Areti S.p.A., in ottempera alla missione affidatagli dal Ministero dell’Industria e Artigianato con decreto del 03/05/2001 – si legge nella risposta di Acea – deve assicurare il corretto esercizio della rete elettrica di distribuzione posta a servizio dei cittadini di Roma Capitale, con la massima efficienza e al minor costo; conseguentemente eventuali interventi di natura estetica, non funzionali agli impianti elettrici da costruire o da manutenere, devono essere realizzati a carico del soggetto richiedente e a cura del Concessionario nella misura stabilita dalla normativa di settore”. Quindi il costo (circa 5 milioni di euro) per l’intervento non verrà sostenuto da Acea, ma in questo caso dal Comune di Roma.

IL RIMPALLO –  Dagli esponenti di Fi impegnati nella risoluzione di questa vicenda, quello che viene sottolineato è il rimpallo tra le parti in causa: “Quello che è preoccupante è che l’Acea è una partecipata del Comune di Roma e che continua senza sosta il rimpallo delle responsabilità – proseguono Foglio e Barbato – La messa in sicurezza della centrale era, anche, uno dei punti cardine del programma della Sindaca, che venne in campagna elettorale, proprio qui, a dichiarare che avrebbe fatto di tutto per modificare la situazione. Bè, dopo un anno di governo grillino, nulla è cambiato. Quello che chiediamo è di capire con chiarezza se esiste la volontà politica da parte dei 5 Stelle di schermare il sito Acea”.

Leonardo Mancini