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Casale Grotta Perfetta: una situazione poco chiara

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Uno spazio che sembrava destinato ai cittadini, assegnato dal Comune ad attività di tutt’altro genere.


 

Su via Grotta Perfetta, al civico 610, sorge un casale che da qualche tempo è stato investito da una fiume di proteste. È una struttura di due piani, complessivamente di 280 mq, contornata da un grande giardino di 3500 mq, che sembrava dovesse essere affidata ai cittadini e alle loro attività. Un progetto, questo, che risale al 1994, e che portò alla restaurazione del casale, allora fatiscente, terminata nel 2010, in un programma che coinvolgeva il quadrante di via della Fotografia. “Venne creato così uno spazio che doveva essere adibito ad attività ricreative di quartiere – racconta Andrea Catarci, Presidente del Municipio XI – Il tema si è fatto più caldo da qualche anno, da quando ci si è interrogati sull’uso stesso dello spazio. Un anno e mezzo fa il casale è stato ultimato e consegnato. Tutti si aspettavano che il Comune lo assegnasse al Comitato di quartiere TorCarbone-Fotografia e alle associazioni che con esso collaboravano, per avviare le loro attività come previsto, coerentemente al fatto che l’opera era stata creata con lo scopo di completare un progetto che coinvolgeva l’intero quartiere. Invece il Sindaco Alemanno, con l’ordinanza 82/2009, ha assegnato il casale dapprima all’Assessorato alla Scuola per inserirvi all’interno un centro documentale. Una destinazione, dunque, completamente diversa. Poi – continua il Presidente – il progetto è nuovamente cambiato e il suddetto Assessorato ha investito l’Agenzia capitolina per le tossicodipendenze, afferente allo stesso, del compito di costituire un centro di prevenzione giovanile per le tossicodipendenze”. Quello che lamentano Catarci e i cittadini è il fatto che la struttura dovesse ospitare questi ultimi per creare un polo di aggregazione, e non un centro di attività giovanili e per consulenze sulla tossicodipendenza. Attività meritevole d’interesse, ma che non coinvolge direttamente un quartiere abitato da un ceto medio, non colpito dalla problematica. “Inoltre – continua Catarci – a 200 metri di distanza esiste da anni il centro di aggregazione giovanile Tetris, un servizio del Municipio regolarmente finanziato, che copre le esigenze del territorio in questo senso già da molto tempo”. Un’opera, dunque, inadeguata al quartiere che la dovrà ospitare. Il Comitato di quartiere, con proteste, striscioni e petizioni, richiede a gran voce che gli venga data “concreta disponibilità, ora del tutto assente, di spazi e luoghi di incontro e aggregazione sociale” e il casale è la struttura più adeguata a tale scopo.
Ma le ambiguità di questa vicenda a quanto pare non si fermano qui. Per mesi, infatti, il casale non è stato utilizzato in quanto, dopo l’inaugurazione, è stato fatto un bando per l’attivazione del centro per le tossicodipendenze che partirà solamente ad aprile. Nel frattempo il Comune ha assegnato gli spazi a due associazioni che, nonostante le loro pregevoli attività, non hanno molto a che vedere con il territorio in cui si inseriscono e quindi ci si chiede come mai la scelta sia ricaduta proprio su di esse. Parliamo di Operazione Mato Grosso e Associazione Garbatella Sport e Natura, a cui “verranno dati 20.000 euro ciascuna per un casale che doveva essere utilizzato gratis dai cittadini. Inoltre sono stati investiti 135.000 euro per l’Agenzia capitolina per le tossicodipendenze per 21 mesi di attività, rinnovabili per altrettanto tempo con altri 135.000 euro” conclude Catarci. Per un progetto che doveva essere gratuito e che invece, oggi, si trasforma in qualcosa che prevede un esborso di denaro notevole, considerando anche la crisi che ci investe. Il Municipio XI già in tempi non sospetti aveva votato all’unanimità una mozione promossa dal Pdl che impegna gli uffici competenti ad assegnare spazi del casale anche al Comitato di quartiere, oltre che ad altre realtà associative, per avviare delle attività che “potrebbero affiancarsi a quella istituzionale – afferma Maurizio Buonincontro, Consigliere Pdl al Municipio XI – Questo iter non è pregiudicato e non sono necessari allarmismi, la partita è ancora aperta. Ricordiamo che le recenti assegnazioni alle due realtà associative sono solo momentanee e rimaniamo in attesa di sapere dal Dipartimento competente se e quali spazi concederà al Comitato dei cittadini. Se vogliamo poi parlare delle assegnazioni provvisorie alle associazioni, come quelle in corso nel casale, dobbiamo estendere il discorso anche ai beni che gestisce direttamente il Municipio XI, come la cosiddetta ‘casetta rossa’ nel parco di via Ignazio Persico, che è stata affidata anch’essa ad un’associazione. Il Municipio XI deve pensare innanzitutto agli spazi che gestisce direttamente, come quello a Garbatella”.
Di recente il Municipio XI, che continua a sostenere il Comitato di quartiere e le associazioni di zona, ha partecipato ad una commissione di trasparenza del Comune per parlare della questione, in cui il Presidente Catarci ha ufficialmente richiesto di annullare il bando di attivazione del centro per le tossicodipendenze. A breve dovrebbe esserci una nuova commissione per fare il punto della situazione, di cui attendiamo ansiosi gli esiti.

Serena Savelli