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Casale Rosa: si attende un bando per la riapertura

La struttura di Grotta Perfetta potrebbe tornare a vivere come spazio pubblico per il quartiere

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L’Aula consiliare del Municipio VIII torna ad accogliere la discussione sul Casale Rosa di via di Grotta Perfetta 610. La struttura, negli scorsi anni, è stata al centro di un acceso dibattito relativo alle sue funzioni.

LA STORIA – Venne restaurata come onere delle edificazioni di via della Fotografia, per ospitare attività ricreative e associative del quartiere. Successivamente l’Amministrazione Alemanno affidò lo stabile, attraverso l’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, all’Associazione Comunità Giovanile. Nel 2014, con la scadenza dell’affidamento, il dibattito sul destino della struttura si riaprì, e dopo alcuni mesi di tira e molla (comprensivi anche di occupazioni, manifestazioni e ingiunzioni di sgombero), l’Associazione lasciò i locali. Fino al febbraio del 2015, quando vennero assegnati alla Cooperativa BeFree per l’istituzione di un Servizio Antiviolenza SOS Donna H24. Il Casale Rosa ha quindi riaperto i battenti fornendo questo servizio, ma dopo poco più di un anno, nel giugno scorso, non avendo ottenuto la proroga disposta dal Commissario Tronca per i servizi anti-violenza residenziali, venne chiuso nuovamente.

DAL MUNICIPIO – Da quel momento in poi non c’è stato modo di restituire il Casale Rosa al quartiere, né per continuare l’esperienza del Centro anti-violenza, né per adibirlo a nuove funzioni. Per questo motivo, il 22 dicembre scorso, è stato dibattuto in Aula municipale un atto volto a richiedere la riapertura della struttura. Il documento, presentato in prima battuta dal Pd, ma condiviso poi anche dalla maggioranza 5 Stelle, pur allontanandosi dall’idea dell’uso esclusivo della struttura come centro anti-violenza, punta ad ottenerne una rapida riapertura. “Ci sono locali nel nostro Municipio che hanno bisogno di interventi, mentre questo edificio è in ottime condizioni e disponibile subito – ha spiegato in Aula la Capogruppo del Pd, Anna Rita Marocchi – In un quadrante del municipio che non ha luoghi di aggregazione, è essenziale creare uno spazio aperto alla cittadinanza con una valenza più ampia possibile”. Una possibilità che nella scorsa consiliatura non era stata presa in esame, preferendo invece l’istituzione del solo centro anti-violenza. “Posso approvare che non sia stato scelto come luogo esclusivo per ospitare un centro anti-violenza – ha continuato Marocchi – ma sono passati più di sei mesi e quel casale è ancora chiuso. Ciò non è giustificabile, bisogna risolvere questa vicenda quanto prima istituendo un bando per la gestione”. Non un passo indietro quindi, ma la volontà di ampliare le funzioni dello spazio, senza dimenticare l’importanza dell’esperienza ospitata fino a giugno: “Qualche mese fa presentammo un atto sul Casale, per ottenere il ripristino del Servizio SOS donna – racconta la Consigliera dem, Antonella Melito – Purtroppo abbiamo capito che questa possibilità non c’è più, ma allo stesso tempo sappiamo che Roma70 ha bisogno di questa struttura. Ciò non vuol dire abbandonare il discorso sul centro anti-violenza, anzi vogliamo riaprire il dibattito nelle Commissioni per trovare un nuovo spazio più consono da adibire a queste funzioni”.

UN PUNTO D’INCONTRO – Elemento centrale della proposta è quello di rendere il Casale un vero punto d’incontro, aperto alle istanze e alle necessità di tutta la cittadinanza. “Sarà necessario un bando che tenga presente tutte le realtà che attraversano il quartiere – ci tiene a specificare il Consigliere Pd, Umberto Sposato – La gestione deve garantire spazi, ogni qual volta i cittadini, le associazioni e i comitati della zona ne abbiano bisogno, per iniziative di carattere pubblico”. Stessa posizione mantenuta anche da Sinistra per Catarci, con il Consigliere Amedeo Ciaccheri che spera in una crescita delle iniziative: “Lasciamo nella cronaca la storia recente del Casale, facciamo un passo in avanti dopo sei mesi di chiusura e anni di utilizzo sbagliato. Ci sono già delle realtà che stanno ragionando sull’opportunità di partecipare alla gestione, speriamo di avere presto contezza del bando, di quali siano le risorse da investire e di che tipo di funzioni verranno indicate”.

Leonardo Mancini

Tratto da Urlo n.142 gennaio 2017

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