Home Municipi Municipio VIII

Centrale Acea di Tor Marancia: ancora attesa per la soluzione

SHARE

Mentre Municipio e cittadini sollecitano una rapida soluzione, il Comune individua l’interramento come migliore intervento. Ma sembra che tutto dipenda dalla realizzazione del Parco.


 

Si è tenuta l’8 ottobre scorso la riunione di cittadini e Comitato di Quartiere RomaArdeatino per esaminare la questione della centrale Acea di Tor Marancia la cui situazione dicono gli abitanti del quartiere “è oramai insostenibile”. La storia inizia nel 1985 quando, a seguito di un’azione giudiziaria, Acea schermò l’impianto (i pannelli ancora visibili) e risarcì i cittadini esasperati dal rumore. I problemi però non cessarono. Nel giugno 2009, dice il Presidente Andrea Catarci (Sel), il Municipio XI approvò una mozione sperando che fosse tenuta in considerazione dall’amministrazione comunale: “La situazione dell’impianto è ferma da molto tempo, da quando il Municipio XI richiedeva al Comune la delocalizzazione o l’interramento, sia per la pericolosità dell’inquinamento elettromagnetico e acustico, sia per riqualificare un’area che diventerà una delle entrate del Parco di Tor Marancia”. Nessuna risposta fino al febbraio 2010, quando il Consiglio Comunale approvò un ordine del giorno presentato dal Presidente della Commissione Ambiente Andrea De Priamo nel quale veniva richiesto al Sindaco e alla Giunta di fare pressione su Acea per procedere allo spostamento o all’interramento della Centrale. Il 17 maggio 2011 il Sindaco Alemanno incontrava gli abitanti assicurando la soluzione del problema: “La Centrale sarà coperta o interrata perché non è compatibile col tessuto urbano, anche in vista dell’apertura del Parco di Tor Marancia. Se sarà accertata la sua pericolosità, ogni tipo d’intervento sarà accelerato”. Catarci, scettico di fronte ai propositi del Sindaco ribatteva: “Pur non trovando il tempo di rispondere alle sollecitazioni del Municipio XI il Sindaco non ha posto un limite alla propaganda, anche ipotizzando la possibilità dell’incapsulamento della centrale”. Pronta la risposta di Simone Foglio, Capogruppo del Pdl al Municipio XI: “L’impegno del Sindaco in prima persona dimostra la trasparenza davanti ai cittadini. Auspichiamo che anche Catarci faccia la propria parte senza contrapposizioni politiche inutili”.
Passo successivo è stato l’istituzione di un “Tavolo di lavoro ristretto” coordinato dal Gabinetto del Sindaco. Il 17 giugno e il 1 luglio, di fronte alle rimostranze dei cittadini sulla condizione dell’impianto, Acea – si legge nella relazione presentata dal Comitato – ha sottolineato che la cabina rispetta tutti i limiti e le prescrizioni previste dalla normativa vigente. L’azienda ha poi spiegato come, nell’ambito delle strategie produttive, l’investimento per effettuare dei lavori sulla centrale di Tor Marancia non sarebbe giustificabile. Insomma, ci sono lavori più urgenti su impianti più obsoleti. Del resto esistono zone in cui, nonostante le rimostranze e un degrado ancor maggiore delle cabine, la manutenzione continua ad essere assente.
“La commissione tecnica insediata per volontà del Sindaco Alemanno, in seguito all’incontro pubblico che abbiamo organizzato nel quartiere, ha lavorato bene e a brevissimo comunicheremo le scelte che prenderà in merito l’Amministrazione capitolina” dichiara De Priamo. Tre le possibili soluzioni individuate: spostamento, adeguamento e interramento. In tutti i casi si parla di interventi lunghi e gravosi: 9 anni e circa 8 milioni di euro per l’interramento e lo spostamento, che di fatto però trasferirebbe solo il problema; 6 anni e 4 milioni di euro per l’adeguamento, che consisterebbe in una ulteriore copertura dell’impianto. L’interramento è stata ritenuta la soluzione migliore in base al rapporto costi-benefici; a rivendicarne la paternità è De Priamo: “L’obiettivo ricalca il contenuto della mozione che abbiamo presentato e fatto approvare tempo fa dall’Aula Giulio Cesare”. La messa a verde della superficie rappresenterebbe – secondo la relazione – un palese profilo di interesse pubblico di Roma Capitale, poiché nei pressi della cabina è prevista la realizzazione di uno dei punti di accesso del futuro Parco di Tor Marancia. In merito Catarci ha dichiarato: “Le proposte fatte in passato dal Municipio venivano definite troppo costose e quindi il Sindaco, durante la visita a piazza Lante, ha parlato di incapsulamento, salvo poi tornare in seguito sulle ipotesi già presentate da noi tempo fa. Si sono persi mesi e anni non approfondendo le soluzioni già proposte”.

D’altronde dalla relazione emerge che l’intervento deve essere legato all’importanza della realizzazione del parco e non ai motivi di salute pubblica per due motivi: primo per la presenza sul territorio di impianti più invasivi di questo che avrebbero la priorità e secondo per le difficoltà nell’autorizzare una centrale interrata funzionante sotto un parco fruibile. Manca inoltre una prova scientifica della relazione fra l’elettromagnetismo e l’insorgenza di particolari patologie: non sussistendo quindi ragioni per giustificare un’ordinanza urgente, l’intervento sarebbe quindi da realizzare in via ordinaria, mettendone a rischio la tempestività e quindi i lavori sul parco. A tal proposito Catarci ha commentato: “Non si può pensare di includere i lavori per la centrale all’interno di quelli del parco, l’unico avvicinamento possibile dei due interventi è quello temporale: il problema deve essere risolto al più presto, non possiamo privarci di una parco così importante per un’incombenza che deve essere di Acea e del Comune di Roma”.
Quindi la sorte della centrale sembra resti sempre più legata alla realizzazione del parco che però tuttora è ferma a causa della mancata autorizzazione della Regione per le aree abitate limitrofe. Sulla questione è intervenuto anche Foglio sottolineando l’importanza della realizzazione di entrambi gli interventi: “I cittadini aspettano che da parte della politica su questioni di tale importanza per la loro vita non ci siano divisioni per il solo tornaconto politico”.

Quindi la questione della centrale non si risolve, dovremo aspettare i prossimi mesi per una decisione in merito. Fiducia nell’azione del Comune e di Acea è riposta da De Priamo: “Se, come sono convinto, riusciremo ad ottenere un impegno concreto da parte di Acea, sarà una grande vittoria per i cittadini che, da decenni, segnalano i problemi dati dalla presenza invasiva della centrale elettrica a ridosso delle abitazioni”. Foglio commenta: “Stiamo aspettando la comunicazione delle tempistiche precise per l’interramento, è evidente che dopo gli impegni presi pubblicamente incalzeremo il governo amico di Roma Capitale perché si raggiunga una soluzione in brevissimo tempo”. In una soluzione rapida confida anche il Comitato di Quartiere: “Aspettiamo il Sindaco Alemanno in una prossima assemblea a Piazza Lante – ha dichiarato il Presidente Orazio de Lellis – per comunicarci l’inizio dei lavori per l’interramento, anche grazie alla disponibilità di Acea”. La speranza ora è nella tempestività delle azioni che la Giunta Alemanno dovrà intraprendere.

Leonardo Mancini