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Centrale Tor Marancia: si parla di incapsulamento ma solo con l’aggiornamento dell’impianto

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La soluzione della vicenda continua a rallentare i lavori sul Parco di Tor Marancia ma la risposta potrebbe essere l’aggiornamento tecnologico della rete

SI RIAPRE LA PARTITA – Due eventi hanno riportato l’attenzione sulla centrale elettrica di Tor Marancia, da tempo in attesa di una soluzione che possa migliorare la qualità della vita dei cittadini di piazza Lante e, allo stesso tempo, far iniziare i lavori di sistemazione del primo AFA (ambito funzionale d’attuazione) del Parco di Tor Marancia. 

PARLA IL SINDACO – Intanto è una dichiarazione del Sindaco Marino, attraverso i microfoni di Radio Radio il 9 gennaio scorso, in risposta alle richieste del Cdq L’Ardeatino, a riportare l’attenzione sul tema. Il Sindaco ha parlato di “criticità importante” da guardare con attenzione, come su tutti i grandi impianti in cui ci sono alte tensioni: “Verificherò se abbiamo dei dati sulla centrale perchè, nonostante questo sia compito del Servizio Sanitario Nazionale, il Sindaco è anche responsabile della salute dei cittadini. Andrà valutato, se esiste, l’aumento delle patologie nella popolazione che vive nel raggio di qualche km. Di fatto – conclude il Sindaco – esiste una legge nazionale che impone questi controlli”. Una valutazione già portata avanti autonomamente dal Presidente del Cdq, il Dott. De Lellis che, in più occasioni, ha riferito di decine di cartelle mediche raccolte tra i suoi pazienti nell’area: “Vogliamo andare avanti e fare in modo che il Sindaco sia informato della situazione della centrale e dell’iter portato avanti fino ad oggi – sottolinea il portavoce del Cdq – Vogliamo avere fiducia in una soluzione che vada a tutelare il più possibile la salute dei cittadini della zona”.

L’INCONTRO CON ACEA – Altro elemento di interesse riguarda l’incontro tra il Municipio VIII e l’Acea in relazione alle difficoltà riscontrate sul territorio nell’illuminazione pubblica. In molti casi il Presidente Andrea Catarci ha denunciato disservizi, anche continuativi, in alcuni settori del Municipio: “In questa riunione abbiamo messo in chiaro che non c’è una richiesta di danni su ogni disservizio, solamente perché i Municipi non sono parte in causa nel Contratto di servizio con Acea – ha spiegato il Presidente – Il problema come ci è stato prospettato riguarda l’aggiornamento tecnologico della rete”. Infatti come ha spiegato Catarci, l’Acea non ha modo di avere alcun feedback sui guasti. L’unico risconto lo avrebbero attraverso le comunicazioni dei cittadini, quelle del Municipio e quelle dei loro servizi di vigilanza, che però si occupano di interi quadranti di città. “L’ammodernamento – prosegue Catarci – oltre a migliorare la sicurezza delle nostre strade, potrebbe anche contrastare i furti di rame”.

LA SPERIMENTAZIONE – Infatti la proposta del Municipio riguarda una sperimentazione da mettere in piedi in concomitanza con l’aggiornamento della rete elettrica. I furti dei cavi di rame avvengono spesso seguendo un semplice sistema: si fa andare in cortocircuito la centralina elettrica più vicina durante il giorno, per poi tornare sul luogo nottetempo e rubare decine di metri di cavi. “Mettendo in comunicazione l’Acea e la Polizia Municipale, sicuramente si possono limitare questi furti – seguita il Presidente – questo è un ragionamento intelligente sulla sicurezza, ma l’elemento chiave rimane l’aggiornamento tecnologico”.

LA CENTRALE DI PIAZZA LANTE – Un ammodernamento generale che non può esimersi di pensare anche a quegli importanti snodi che sono le centrali elettriche. Tra queste è proprio la centrale di Tor Marancia, sul nostro territorio, a creare maggiori problemi. Se infatti la delocalizzazione dell’impianto è stata da sempre esclusa, per problemi legati all’erogazione dell’elettricità sul quadrante, il dibattito e l’iter amministrativo, con una Conferenza di Servizi, si sono basati su due differenti ipotesi: l’interramento o l’incapsulamento. Sulla prima operazione le criticità, da noi rilevate da tempo, riguardano principalmente la necessità per Acea di interrare l’impianto nelle immediate prossimità di quello esistente. Andando quindi ad incidere all’interno del perimetro del Parco di Tor Marancia: “Questo implica che debba essere l’ok dell’Ente Parco e della Soprintendenza – aggiunge Catarci – che però non sembrano essere disponibili”. Quindi è più probabile parlare di incapsulamento dell’impianto. Purtroppo le dimensioni dello stesso comporterebbero un’enorme copertura, che arriverebbe fino ai secondi piani degli edifici vicini: “Su questo deve inserirsi l’aggiornamento dell’impianto – prosegue il Presidente – non credo che ad oggi ci sia ancora bisogno di una centrale di quelle dimensioni, ed anche Acea ci ha spiegato che aggiornandola si potrebbe ridurre notevolmente l’impatto sia in termini di grandezza che di rumore, facilitandone l’incapsulamento”. Su questa ipotesi sta quindi lavorando il Municipio VIII che, prossimamente, continuerà ad incontrarsi con Acea: “L’incapsulamento dell’impianto esistente non convince, serve l’aggiornamento per ridurne l’impatto. Purtroppo – conclude Catarci – l’interramento rischia di essere una strada senza uscita, credo che i cittadini debbano chiedere una soluzione efficiente e realizzabile, puntando su aggiornamento tecnologico ed incapsulamento”.

L’OPPOSIZIONE – Cerca di riportare il processo nelle mani della cittadinanza il Consigliere di FI al Municipio VIII, Simone Foglio, che interviene chiedendo la consultazione dei residenti sulle due ipotesi: “Chiedo che su questa vicenda così delicata la parola definitiva sia lasciata esclusivamente ai cittadini. Si era parlato in passato di interramento, la soluzione che sembra essere più gradita, ma se ora sul tavolo c’è una nuova ipotesi la cosa più corretta dovrebbe essere interpellare la cittadinanza – conclude Foglio alzando il tiro – Su una criticità così ingerente nella vita dei cittadini mi sento di chiedere una consultazione, un referendum municipale, una proposta che non può che essere accettata in quello che viene dipinto come il ‘municipio della partecipazione’”. Uno strumento, questo, previsto dal regolamento municipale (Art. 5 comma 1), in relazione alle sole materie di competenza.

LA COMMISSIONE – Rimangono con i piedi per terra i cittadini del Cdq che attraverso il loro portavoce, pur non declinando la proposta di Foglio, chiedono maggiori rassicurazioni: “Siamo favorevoli alla consultazione, ma prima di tutto sarebbe bene rimettere tutte le parti interessate alla vicenda attorno ad un tavolo per capire quali siano le reali possibilità”. Inoltre nella mattinata del 13 febbraio i rappresentanti del CDQ sono stati ascoltati in Commissione Ambiente di Roma Capitale: “È emersa la necessità di azzerare e ripartire, richiedendo ad ACEA una nuova progettazione all’insegna di due direttrici: aggiornamento tecnologico di un impianto costruito nei primi anni ’80; incapsulamento sul posto per ridurre sia gli effetti rumorosi ed impattanti sulla salute del funzionamento, che il danno estetico – spiegano al termine della commissione il Presidente Catarci e l’assessore all’Ambiente, Emiliano Antonetti –  In tal modo si può avviare una procedura lineare e relativamente semplice che consentirà pure di risparmiare abbondantemente rispetto ai quasi 10 milioni di euro di spesa che l’ex Giunta Alemanno aveva previsto”. Il richiamo è al Campidoglio, per una decisione celere su una vicenda che si trascina ormai da troppo tempo: “Giunta e Assemblea Capitolina facciano presto a tradure in decisioni e poi in operatività le indicazioni condivise oggi – concludono – perché quella Centrale causa effetti nocivi sulla vita dei cittadini ed è una bruttura intollerabile”. Il dibattito è nuovamente aperto e, come spesso detto, continua a pesare sull’inizio dei lavori in quell’area del Parco di Tor Marancia. 

 

Leonardo Mancini

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