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Colombo: nuova occupazione del sottopasso

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Collegava via dei Georgofili a via Costantino, chiuso dal 2009 ora nuovamente occupato

TORNA L’ATTENZIONE – Dopo alcuni nostri articoli che denunciavano il degrado, ed una interrogazione di Fdi su una possibile occupazione del sottopasso pedonale della Colombo, l’amministrazione municipale è tornata ad interessarsi alla vicenda.

 

IL SOTTOPASSO – venne costruito negli anni Settanta per collegare i capannoni dell’ex Fiera di Roma ai quartieri circostanti, ma venne chiuso quasi subito a causa di un episodio di violenza sessuale. Solo nel 2000 il passaggio è stato riaperto, per essere immediatamente occupato da alcuni senza tetto.

GLI SGOMBERI E IL BANDO – il primo intervento di sgombero, nel 2008, non ebbe l’esito sperato, infatti gli occupanti tornarono nella galleria in pochi mesi. Gli ingressi sono stati infine sbarrati nel mese di novembre del 2009 a seguito di un nuovo sgombero. Da quel momento il sottopasso è rimasto chiuso, facilitando l’accumulo di immondizia agli ingressi, spesso utilizzati anche come luogo di prostituzione. Durante la scorsa amministrazione capitolina il sottopasso è stato oggetto di un bando per la locazione a fini commerciali che, nonostante il basso canone di affitto (5 euro al mq), è rimasto deserto, probabilmente per la chiusura della Fiera di Roma che ha reso meno vantaggioso l’impiego commerciale della galleria.

L’INTERROGAZIONE – Nelle ultime settimane è arrivata una nuova segnalazione, secondo cui la lunga galleria sarebbe stata nuovamente occupata. Lo spiega in una interrogazione il Consigliere di Fdi al Municipio VIII, Glauco Rosati: “C’è stato segnalato del movimento sulla rampa di via dei Georgofili. Abbiamo così costatato che uno dei cancelli è stato forzato. Adesso – seguita Rosati – si può aprire tranquillamente, visto che per chiuderlo c’è solo una catena con un lucchetto che presumiamo sia stata collocata dai nuovi occupanti”. La paura di Rosati è che si possa riproporre la stessa situazione precedente all sgombero: “Allora nel sottopasso venne trovato un vero e proprio accampamento fatto di piccoli giacigli divisi da tende di nylon con umidi materassi sistemati in fila, il tutto tra cartoni e bombole del gas allacciate a fornelli da campeggio con tubi arrangiati – spiega Rosati sottolineando la pericolosità di tale sistema – Furono portati via quasi 100 mc di rifiuti”. Rosati spiega che la chiusura avvenne con la garanzia di un costante controllo da parte del Servizio Decoro Urbano: “Dopo appena otto mesi di malgoverno della sinistra – seguita – non si può fare a meno di mettere in evidenza che alcune problematiche, per le quali non c’è sensibilità, stanno ritornando inesorabilmente a galla”.

IL PRESIDENTE CATARCI – ascoltato da noi in merito alla vicenda del sottopasso, ammette le difficoltà nel gestire e nel trovare una funzione a quella galleria. In particolare racconta come venne salutata con favore l’iniziativa di metterla a bando: “Lì un’iniziativa commerciale sarebbe la benvenuta – spiega – la strada da percorrere sarebbe quella del bando connesso alla gestione”. Assicurando apertura e chiusura, oltre ad un controllo continuativo, secondo il Presidente, non garantito dal semplice sbarramento prodotto dalla precedente amministrazione comunale: “Quella è stata una scorciatoia becera del centrodestra, che l’ha rivendicata come una vittoria”. Conseguenza della chiusura, secondo il minisindaco, è anche il degrado formato negli anni: “Con quel tipo di iniziativa e con la sua collocazione – isolato su un’arteria a percorrenza veloce – è normale che si vada verso l’accumulo di immondizia e che si formi un sottogoverno di fenomeni criminali”. La soluzione per il sottopasso, almeno secondo il Presidente, sarebbe quella di pensare un nuovo utilizzo: “Visto che la Capitale ha bisogno di spazi per le emergenze, con qualche messa in sicurezza potrebbe essere messo a disposizione di un Ente che lo gestisca con il Comune. Poi, quando l’ex Fiera sarà riqualificata, si potrà cambiare prospettiva, ma ad oggi senza un progetto sul quadrante – seguita – non si può pensare che un bando vada a buon fine”.

UNA NUOVA OCCUPAZIONE – dopo queste dichiarazioni la rinnovata attenzione sulla vicenda ha portato al sopralluogo e alla scoperta di una nuova occupazione della galleria: “Si è segnalato agli Uffici centrali competenti e alla Polizia Locale di Roma Capitale la presenza di persone che si sono insediate all’interno del sottopasso di Viale Cristoforo Colombo – spiega Catarci in una nota riferendosi allo sgombero e alla chiusura del 2009 – In passato per evitare situazioni di pericolo agli improvvisati ospiti del sottopasso e ai passanti, in assenza di progetti in grado di garantire un uso consono degli spazi, si scelse, inopportunamente e come si vede oggi anche inefficacemente, di sigillare le entrate. Rimosse le grate, si ripropone una situazione di grave pericolo”. Il Presidente torna poi sull’uso che della galleria si potrebbe fare:“È necessario intervenire al più presto, dando supporto ed assistenza a persone che per le condizioni di povertà in cui si trovano non hanno nulla di meglio che stabilire la propria dimora in un umido passaggio pedonale sotterraneo. Nel medio termine c’è necessità di programmare ed avviare un progetto e poi un bando per il recupero e il riuso degli spazi”.

LA RISPOSTA – alla comunicazione del Presidente Catarci è arrivata dal Capogruppo di Fdi, Glauco Rosati, che ricorda come, con la chiusura del sottopasso, si sia evitata una nuova occupazione di quello spazio: “È dal 2009 che il sottopasso non viene occupato, quello che oggi è mancato è il controllo attivo sul nostro territorio – seguita Rosati – Ad oggi il Presidente deve garantire che nessuno occupi la galleria, solo dopo riparleremo di progetti e bandi su quegli spazi”. Il rischio nell’occupazione sarebbe una situazione di pericolo sia per gli occupanti che per gli automobilisti che percorrono via Cristoforo Colombo: “Catarci deve intervenire immediatamente – conclude Rosati – faccia sgomberare e chiudere il sottopasso, in seguito apriamo il dialogo sull’utilizzo”.

Leonardo Mancini