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Coordinamento Stop I60: “finte migliorie al progetto”

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“Anzi, adesso è saltata fuori anche una tangenziale a 4 corsie! Chiediamo al Comune uno studio ad hoc sull’impatto ambientale”.


Dopo le dichiarazioni del mese scorso, comparse su un nostro articolo, di alcuni rappresentanti del Municipio XI, relative alla modifica comunale del progetto che prevedrebbe un abbassamento da 8 a 6 piani di alcuni edifici dell’I-60, si è nuovamente sollevata la protesta dei cittadini che aderiscono al Coordinamento Stop I-60, creato per bloccare l’opera di urbanizzazione.
“Le dichiarazioni degli Amministratori municipali ci lasciano tristemente colpiti – fanno sapere dal coordinamento- Dai documenti ottenuti dal Comune risulta che, seppure una parte dei palazzi verrà abbassata, le cubature totali dell’I-60 non cambieranno, questo comporterà un allargamento dei palazzi per recuperare le cubature perse. Inoltre se solo una parte di questi verrà interessata, lo skyline dell’ I-60 non cambierà e la visuale rimarrà comunque bloccata”.

I temi principali restano comunque quelli legati a mobilità e impatto ambientale. A marzo una lettera del Sindaco Alemanno aveva provato a spiegare la situazione, sostenendo che l’Amministrazione comunale ha richiesto alla Regione la possibilità di assoggettare l’intervento I-60 al procedimento VIA (Valutazione Impatto Ambientale) ma che la stessa Regione aveva escluso tale possibilità nel 2004 e poi nel 2009 esprimendo parere favorevole con prescrizioni sulla compatibilità dell’intervento con l’assetto geomorfologico e vegetazionale dell’area. Il coordinamento risponde duramente: “È palese che chi parla di miglioramento dell’impatto ambientale non ha letto le carte del Comune. Su queste è individuabile una tangenziale a 2 corsie per senso di marcia che passerà tra il centro commerciale I Granai e via Ballarin, diventando un’attrattiva per le macchine in entrata e comportando maggiori disagi alla mobilità delle zone limitrofe. Il benessere degli abitanti sarà minato da una strada ad alto scorrimento sotto le loro abitazioni. Malgrado il VIA non sia stato autorizzato chiediamo al Comune di fare uno studio ‘ad hoc’ sull’impatto ambientale dell’opera per tutelare i cittadini. Attendiamo – conclude il coordinamento – novità dalla Sovrintendenza per quanto riguarda gli scavi archeologici che, come dimostrano le foto sul sito Stop I60,stanno riportando alla luce numerosi reperti di valore storico che sarebbe giusto inserire all’interno di un’area verde che dia continuità ai parchi del Forte Ardeatino e di Tor Marancia invece di coprirli con tonnellate di cemento”.

Simone Brengola