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Demolition Day del Municipio Roma XI

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A via di Grotta Perfetta e nell’area del Parco Appia Antica abbattuti oltre venti cartelloni abusivi.

Le denunce erano partite già da febbraio, sul nostro giornale avevamo riportato le dichiarazioni del Presidente del Municipio XI Andrea Catarci che in quei giorni diffuse l’allarme per il crescente numero dei cartelloni abusivi presenti sul territorio dell’XI Municipio. “Sono cartelloni giganti (6×3 m.) con basamenti in cemento ed una struttura fissa destinata a durare”, ci disse, e sottolineò le lungaggini burocratiche dell’iter per l’abbattimento delle installazioni abusive: “Dalla denuncia all’atto di demolizione passano minimo 7-8 mesi”. In particolare nelle ultime settimane si era creata una polemica per l’”ostruzionismo” che il Presidente Catarci ha attribuito alla Polizia Municipale, che di norma si occupa di questi procedimenti, e di riflesso all’Amministrazione comunale, che a suo dire “tollera ed anzi incentiva il fenomeno”. Per questo motivo, dopo le demolizioni della scorsa settimana, in occasioni delle quali si è resa pubblica l’intenzione da parte del Municipio XI di sporgere denuncia per danneggiamenti (la rottura del manto stradale e l’inutilizzabilità del marciapiede) nei confronti dei responsabili, oggi si è giunti ad una nuova ondata di demolizioni. L’area interessata è stata nel mattino Via di Grotta Perfetta, dove sono stati abbattuti diversi cartelloni sul marciapiede che delimita il Parco di Tor Marancia, sottoposto ad un vincolo paesaggistico, in direzione di Via Cristoforo Colombo. Nel pomeriggio le operazioni si sono trasferite al Parco dell’Appia Antica, dove è stato demolito un cartellone abusivo presso la chiesa “Quo vada Domine”. In tutto sono stati rimosse una ventina di strutture. La Regione Lazio ha collaborato all’operazione e sul posto, oltre alla squadra anti-abusivismo del Municipio XI, erano presenti esperti della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma e funzionari dell’Ente Parco. In particolare, rispetto all’ultima giornata di demolizioni, è da segnalare l’intervento della Polizia Provinciale, a cui si è rivolto il Presidente Catarci per ovviare al temporeggiamento della Polizia Municipale, verso cui è stato rivolto un nuovo attacco nella persona del Comandante cittadino Angelo Giuliani. Il Presidente ha commentato: “Tali indispensabili interventi sono finalizzati a garantire da una parte la sicurezza dei cittadini, vista la precarietà statica dei mega-impianti e l’inosservanza del Codice della strada, dall’altra il decoro urbano con “gli obbrobri” che spesso non risparmiano le aree di maggior pregio”. Dal Comune però arriva una critica alle modalità con cui è stata condotta la demolizione. Questa la dichiarazione di Massimiliano Parsi (PdL), Presidente della Commissione Commercio del Comune di Roma, che si rivolge in particolare a Massimiliano Valeriani (Pd), che pure nelle ultime settimane si è pronunciato duramente contro il fenomeno dei cartelloni abusivi: “Sono davvero paradossali le iniziative propagandistiche della sinistra, sempre più vittima della campagna elettorale per le prossime elezioni. Non si considera però che questa amministrazione sta lavorando attentamente su tutta l’impiantistica pubblicitaria nella Capitale, controllando gli impianti dislocati sul territorio” e chiude ricordando: “Gli uffici sono già impegnati sullo sviluppo dei piani di occupabilità degli impianti pubblicitari”. Ciò che più conta sottolineare è che quei cartelloni, che espongono pubblicità per aziende private o manifesti elettorali, vengono impiantati di notte nel mancato rispetto delle basilari norme di sicurezza e contravvenendo alle norme del Codice della Strada, ovviamente senza aver versato un centesimo al Comune. Tra i passanti che guardano incuriositi le operazioni di smantellamento, c’è chi si dice contento perché finalmente il Parco verrà ripulito da quei “mostri” ma incontriamo anche chi, nella sua semplicità ci chiede: “Qualcuno ha messo lì quei cartelloni, senza rispettare la legge e senza pagare, ora però siamo noi a dover pagare per demolirli, ma loro saranno puniti per questo?”. Una domanda a cui purtroppo non possiamo rispondere, ma non priva di fondamento, e che si pongono tutti.

Stefano Cangiano