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Di chi sono le strade di Roma 70?

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Dal Municipio VIII un nuovo documento per chiedere la presa in carico di strade e aree verdi

Tratto da Urlo n.117 luglio 2014

ROMA 70 – In un momento in cui il Municipio VIII è impegnato nella discussione di grandi stravolgimenti urbanistici, sembra strano tornare a parlare del Piano di Zona 39 Grottaperfetta, più conosciuto dai cittadini come “Roma 70”. Gli elementi di questa urbanizzazione sono chiari e visibili a tutti: una zona con ampio spazio al residenziale, progressivamente arricchita da uffici e da un centro commerciale tra i primi nati a Roma, sorta dove la tradizione vuole che l’Imperatore Nerva avesse stabilito i granai di Roma. Ma questa è anche un’area dove ad oltre trent’anni dall’edificazione rimane aperta la partita della presa in carico di strade e aree verdi. Infatti per molte delle vie di Roma 70 non esiste alcun codice identificativo del Comune che, malgrado una sporadica manutenzione portata avanti dal Municipio, non le ha mai prese in carico.
In questi casi il passaggio di consegne, se non ci sono discrepanze tra le opere realizzate e i progetti, è piuttosto lineare: il Consiglio di Amministrazione del Consorzio cede le aree al Comune che le accetta dopo alcuni controlli tecnici. Purtroppo questo per Roma 70 non è stato possibile. Infatti il Consorzio si è sciolto nel 1982, senza che nessuno di questi passaggi sia stato messo in atto: “Questo è stato fatto per tutte le altre zone, come per Rinnovamento, dove il Comune ha fatto i controlli e ha preso in carico strade e aree verdi – ci spiega il Presidente del Consiglio del Municipio VIII, il Consigliere Pd Umberto Sposato – Per Roma 70 invece questo non è successo. Il motivo a mio avviso è che non sono state fatte in maniera adeguata le opere urbanistiche, altrimenti ci sarebbero stati il passaggio, i controlli del Comune e la presa in carico”. Come si è ben visto i problemi dell’area arrivano da lontano, partono dalle difficoltà del quadrante nel momento del collaudo: “Quando ci si relaziona con soggetti momentanei come i Consorzi, l’Amministrazione deve ottenere tutte le garanzie”, afferma il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci, mentre l’Assessora municipale ai Lavori Pubblici, Paola Angelucci, aggiunge: “Se i consorzi continuano a fare opere di urbanizzazione fuori norma, i problemi ricadono sul Municipio. Bisogna stare attenti soprattutto ai collaudi, non monetizzando l’incongruo ma sanandolo”.
Nel 2008 vengono raccolte circa 1500 firme tra i residenti per richiedere la presa in carico da parte del Comune delle strade e delle aree verdi di proprietà dell’Ente Cooperativo Roma 70. Questione poi ripresa con la PR 12/2008 del Consiglio dell’allora Municipio XI. Per evitare che questa discrepanza potesse arrecare danno ai cittadini, già dalla scorsa consiliatura il Consigliere Sposato aveva presentato dei documenti volti a risolvere la vicenda: “Questo con la volontà di far prendere in carico al Comune di Roma tutte le strade e le aree verdi”. Atti come la PMZ 9/2010, la PR 18/2010 e la PD 10/2010, hanno visto il voto favorevole del Consiglio municipale ma, come spiega Sposato, “fino ad ora non hanno avuto seguito. Sembra che l’unica risposta ricevuta sia stata quella di sensibilizzare perché avvenisse il passaggio – spiega Sposato – ma purtroppo il consorzio è sciolto da anni”. Anche il Consiglio di Roma Capitale si sarebbe espresso nel merito del problema, quando nell’aprile 2012 approvava una mozione che impegnava il Sindaco e la Giunta “a predisporre con la massima urgenza il perfezionamento degli atti necessari per l’acquisizione al patrimonio pubblico di Roma Capitale delle strade e delle aree verdi di Roma 70”. Nonostante ciò la Giunta di Roma Capitale a tutt’oggi non ha ancora risolto l’annoso problema della zona.
Negli ultimi mesi si è tornati a parlare di questa vicenda: “Il 2 aprile abbiamo avuto una riunione con il Dipartimento Urbanistica dove abbiamo presentato tutta la documentazione – ci spiega Sposato – Dopo più di trent’anni si deve risolvere la proprietà di queste aree che sono state anche manutenute”. La soluzione prospettata sarebbe quella della presa in possesso: “Questo significa che il Comune riuscirà a dare un codice ad ogni opera, subito dopo lo acquisirà come patrimonio”. È quindi stato stilato un nuovo atto che, dopo un lungo periodo di giacenza nelle Commissioni municipali competenti, è stato votato positivamente dal Consiglio Municipale il 6 agosto scorso. “Nel mese di settembre – continua Sposato – ho voluto stimolare l’iter inviando comunicazione a tutti gli organi municipali e capitolini interessati. Infatti il problema come viene indicato nel programma del Pd per il Municipio VIII, ha una grande rilevanza sotto vari aspetti in quanto interessa circa 50.000 cittadini”. Molte perplessità su questo iter sono state avanzate dal Consigliere Fi Maurizio Buonincontro, Presidente della Commissione Controllo e Garanzia in Municipio VIII, che ritiene di dovere innanzitutto far luce sui motivi del trentennale ritardo: “Aspettiamo una serie di chiarimenti sull’esito della procedura richiesta, con la presa in possesso rispetto alla presa in carico. C’è un iter avviato da molti documenti negli anni che però si è bloccato. Ora vogliamo capire di chi sia la responsabilità, altrimenti non è credibile l’approvazione dell’ennesimo documento. L’obiettivo – conclude – è quello di vedere manutenute le strade e le aree verdi di Roma 70”. Una manutenzione che, seppur sporadicamente e con alcuni artifizi amministrativi, è stata comunque assicurata dal Municipio VIII, senza che per la zona venissero stanziati fondi: “Non abbiamo mai abbandonato la manutenzione di Roma 70 – seguita l’Assessora Angelucci – perché là dove i consorzi abbandonano il campo in modo irresponsabile il Municipio deve comunque intervenire. Però per farlo sistematicamente dobbiamo acquisire le aree, ed avere un maggiore stanziamento di fondi da parte di Roma Capitale, altrimenti dovremo diminuire il numero totale degli interventi”. Perentorio il Presidente Catarci, che chiede si arrivi a mettere la parola fine alla vicenda: “Il Comune deve farsi carico di comunità che non hanno avuto lo stesso iter di altri quartieri. Non deve sfuggire che su quelle strade ci sono stati parecchi interventi, utilizzando l’espediente della ‘messa in sicurezza’. Burocraticamente e amministrativamente non è stato facile – seguita – Continuiamo a sollecitare un intervento, per arrivare a dare anche a Roma 70 una manutenzione normale, e normalmente affaticata, come in tutte le altre zone”.

Leonardo Mancini